“La riforma più importante di questi anni di Governo è stata mettere per ogni euro sulla sicurezza anche un euro sulla cultura”.
Con queste parole il premier Matteo Renzi ha commentato la riforma del Terzo Settore ed gli investimenti dell’esecutivo sul mondo della cultura e del sociale.
Lo ha fatto nel corso del Festival nazionale del Volontariato a Lucca, laddove il 12 aprile 2014 aveva annunciato l’avvio del processo di riforma del non
profit.
Sono stati necessari più di due anni, tra attese, polemiche e cambiamenti sostanziali del testo originario, ma alla fine il 25 maggio la legge delega è stata approvata in via definitiva.
Adesso inizia la battaglia dei decreti attuativi, un percorso non meno impervio ed importante per arrivare ad inizio 2017 con una legislazione profondamente cambiata in materia di non profit ed impresa sociale.
Il Primo Ministro Matteo Renzi si dichiara soddisfatto per il testo definitivo della legge delega, una riforma che a detta del premier servirà a “costruire una cultura della comunità, in un momento storico in cui la società è abituata a costruire muri“.
Le imprese sociali possono contribuire ad accrescere l’integrazione sociale e la solidarietà, accogliendo i migranti, fornendo rinnovate opportunità ai soggetti svantaggiati e creando lavoro e servizi nelle aree dimenticate anche dallo Stato.
Proprio a tal proposito Renzi rivendica la scelta del Governo di investire sul mondo della cultura. Per sconfiggere il terrorismo, secondo il premier, non bisogna costruire barriere ma dare vita alle nostre periferie, luoghi dove oggi dominano l’odio, le diseguaglianze e la povertà.
La riforma del Terzo Settore non è, dunque, un “contentino per i volontari“, ma un modo per “ricostruire il tessuto civile e le periferie“.
Uno dei punti essenziale della nuova legge è l’istituzione del servizio civile universale, che consentirà a oltre 100 mila giovani di effettuare attività per la difesa pacifica del territorio e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano”
“Quando ci siamo insediati – conclude Renzi – c’erano 896 ragazzi che facevano servizio civile, oggi sono 35mila (saranno 42mila nel 2016) e vogliamo arrivare a 100mila. L’Italia è anche e soprattutto i valori che il Terzo Settore esprime“.

