Sono 1 milione e 500mila le famiglie in condizione di povertà assoluta e 4 milioni i singoli individui che percepiscono un reddito che li colloca in condizione di indigenza.
A rivelarlo è Confcommercio che lancia un vero e proprio allarme povertà nel nostro Paese. La crisi economica ha fatto crescere in maniera esponenziale il numero di poveri: dal 2007 al 2014 le famiglie povere sono aumentate del 78,5% e rappresentano il 5,7% dei nuclei familiari italiani.
Non va meglio per i singoli individui in condizione di povertà, dati in crescita del 130% rispetto al 2014, tant’è che rappresentano addirittura il 7% della popolazione nazionale.
La crisi ha causato in sette anni la perdita di 1 milione e 800mila posti di lavoro ed una conseguente contrazione del reddito. Come riporta Confcommercio, negli ultimi anni il reddito disponibile delle famiglie si è ridotto del 10%, comportando un cambiamento nelle abitudini di consumo degli italiani.
La spesa alimentare, ad esempio, è diminuita del 12% e l’acquisto di beni durevoli presenta una variazione negativa del 25%.
Numeri, dunque, davvero preoccupanti che portano addirittura Confcommercio a dichiarare che questa recessione è la seconda peggiore dall’Unità nazionale, avendo portato il reddito dei cittadini italiani sui livelli del 1996.
La questione povertà, dunque, è di estrema gravità e dovrà chiamare il Governo ad effettuare interventi strutturali che vadano oltre quelli deliberati nella Legge di Stabilità.
Nel frattempo il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, proprio ieri, ha annunciato la firma di un progetto nazionale sui senza tetto, con un investimento di 100 milioni di euro.
L’iniziativa vedrà il coinvolgimento sui territori delle associazioni che si occupano di chi non ha una fissa dimora ed intende, appunto, fornire una casa a chi non ce l’ha.
Secondo le stime di Poletti il progetto dovrebbe coinvolgere 500 persone, una cifra piuttosto esigua se consideriamo che sono oltre 50mila i senza tetto in Italia.

