Le hanno ribattezzate come “imprese coesive”, ovvero realtà imprenditoriali che nell’esercizio della propria attività coinvolgono diversi attori: altre imprese, istituzioni, comunità locale, terzo settore e consumatori.
Secondo il rapporto Coesione è Competizione – Nuove geografie della produzione del valore in Italia, realizzato dalla Fondazione Symbola e da Unioncamere e
presentato oggi a Roma, le “imprese coesive” sono quelle che garantiscono maggior profitto, ma anche maggiore innovazione, resilienza ed equità.
Il futuro, dunque, potrebbe portare le aziende ad adottare dei modelli ibridi, venendo incontro all’esigenza di comunità e solidarietà dei cittadini e alla crescente richiesta di servizi socio-assistenziali derivanti dall’invecchiamento della popolazione e dall’emergenza migratoria. In uno scenario sempre più collaborativo, dove spesso sono gli stessi cittadini i protagonisti dalla produzione di valore e dell’erogazione di servizi (si pensi ai numerosi esempi di economia circolare e sharing economy), questi nuovi modelli d’impresa possono essere la risposta a molti problemi economici e sociali.
Dall’indagine di Symbola e Unioncamere emergono alcuni dati interessanti in merito.
Le nostre imprese “coesive” hanno registrato nel 2015 aumenti del fatturato, rispetto al 2014, nel 47% dei casi, mentre fra le imprese “non coesive” tale percentuale si ferma al 38%.
Ma l’ottimo rendimento delle imprese “coesive” non si ferma al fatturato. Sul fronte occupazionale, ad esempio, queste ultime dichiarano nuove assunzioni nel 10% dei casi contro il 6% delle altre forme d’impresa.
Bene anche dal punto di vista dell’attenzione ai mercati esteri, ai prodotti di qualità e alla sostenibilità ambientale. Il 53% delle imprese coesive – fanno sapere Symbola ed Unioncamere – investe in prodotti green contro il 38% delle imprese non coesive.
La coesione, inoltre, produce maggiore equità e partecipazione perché implica una migliore distribuzione delle risorse ed una maggiore partecipazione alle decisioni aziendali.
Se ci spostiamo verso i livelli territoriali lo studio ci dice che le Regioni più coesive, quelle con una maggiore attenzione al lavoro e alla legalità, sono il Trentino Alto Adige (137,4 sulla media dell’Italia uguale a 100), la Lombardia (114,5), il Veneto (113,5), la Toscana (109,4) e il Friuli Venezia Giulia (108,5).
In queste stesse regioni c’è anche un Pil pro capite maggiore ed una ricchezza disponibile delle famiglie maggiore e meglio distribuita.
Appare, dunque, evidente come l’attenzione a valori e fattori non strettamente economici ma di natura sociale, come la partecipazione, la sostenibilità ambientale, la valorizzazione delle risorse umane, il patrimonio culturale e la qualità dei prodotti siano dei fattori primari per migliorare il rendimento di un’azienda.

