È arrivata alla Camera la legge che istituisce un fondo da 100 milioni di euro, valevole dal 2017 al 2023, a favore dei comuni con meno di 5.000 abitanti.
Il provvedimento dovrebbe essere votato entro la fine del mese, prima di passare al Senato. Dopo il terremoto che ha colpito piccoli borghi come Amatrice, uno degli argomenti al centro del dibattito pubblico è stata la scarsità di risorse a disposizione dei piccoli comuni, letteralmente schiacciati dagli obblighi del Patto di
Stabilità.
La legge prevede contributi per il miglioramento delle infrastrutture e del patrimonio immobiliare e paesaggistico dei piccoli borghi. Uno dei punti chiave del provvedimento è, ad esempio, la semplificazione burocratica per la dotazione della banda ultralarga, considerata dal primo firmatario della legge, Ermete Realacci (Pd), come una fonte di sviluppo e di iniziative economiche.
Grande attenzione ovviamente anche alla riqualificazione degli immobili e alla prevenzione contro il dissesto idro-geologico. Vengono stanziate risorse per la manutenzione delle scuole, la ristrutturazione degli immobili, la promozione della filiera corta dell’agroalimentare e ci sarà inoltre la possibilità di acquisire case cantoniere e tratti di ferrovie dismesse da rendere disponibili per attività turistiche.
Il provvedimento, sottolinea Realacci, riguarda ben 10 milioni di italiani che vivono in queste zone ed interessa da vicino le eccellenze del Made in Italy agroalimentare: il 90% dei prodotti Dop e Igp, infatti, proviene dai piccoli comuni e dalle aree rurali.

