• Nella giornata di ieri il Governo ed i sindacati hanno trovato l’accordo sulle modifiche da apportare al sistema pensionistico. Le parti sociali, rappresentate da Susanna Camusso (Cgil), Annamaria Furlan (Cisl) e Carmelo Barbagallo (Uil), hanno firmato un documento condiviso con il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ed il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Tommaso Nannicini. 

    Nei prossimi mesi, le parti dovranno determinare i dettagli delle singole misure, provando, tra le altre cose, a garantire una pensione adeguata ai giovani che hanno un reddito basso.
    pensionatiLa novità principale è rappresentata dal cosiddetto Ape (Anticipo Pensionistico), un istituto che consentirà ai lavoratori nati tra il 1951 ed il 1953 di andare in pensione tre anni e sette mesi prima del raggiungimento dell’età pensionabile.
    Chi sceglierà di andare in pensione anticipatamente subirà un taglio dell’assegno previdenziale del 6% per ogni anno di pensione anticipata. È previsto anche il cosiddetto Ape social, chiamato così perché rivolto alle categorie deboli come disoccupati senza ammortizzatori sociali, disabili, lavoratori con disabili a carico e persone che svolgono attività «gravose». Per le persone appartenenti a queste categorie e che ricevono un assegno inferiore ai 1.300 euro non si sarà alcun taglio della pensione.

    Le novità, però, non si fermano qui. Ci sarà, ad esempio, un aumento della quattordicesima, ovvero quell’assegno da 500 euro che viene erogato ai pensionati che percepiscono un assegno basso. Nonostante le dichiarazioni del Premier dei giorni scorsi, che aveva parlato di un possibile raddoppio della quattordicesima, quest’ultima verrà portata solamente a 650 euro.
    Cambierà in maniera sostanziale, invece, il sistema di ricongiunzione dei contributi, definito dall’Inps come “quell’istituto che permette, a chi ha posizioni assicurative in gestioni previdenziali diverse, di riunire, mediante trasferimento, tutti i periodi contributivi presso un’unica gestione, allo scopo di ottenere una sola pensione“. Allo stato attuale chiedere che tutti i periodi contributivi vengano trasferiti in un unico Fondo comporta degli oneri notevoli.
    L’accordo tra l’esecutivo e le parti sociali prevede che la ricongiunzione possa avvenire in maniera gratuita per tutte le tipologie di lavoratori: dipendenti, autonomi e gli iscritti alle gestioni separate. Non ci sarà, però, più la possibilità di scegliere il metodo di calcolo dell’assegno pensionistico: si prenderanno in considerazione i metodi di ciascun ente.
    Cambiano, infine, i requisiti per chi svolge lavori usuranti e vuole chiedere il pensionamento anticipato fino a cinque anni prima del raggiungimento dell’età pensionabile. Non sarà più obbligatorio avere svolto la suddetta attività l’anno prima della richiesta, ma basterà averla svolta in sette degli ultimi dieci anni.