• La polemica sul nuovo 730 precompilato diventa sempre più fitta. Le accuse reciproche tra Governo, Agenzia delle Entrate e centri di assistenza fiscale rischia di far passare in secondo piano il merito dell’iniziativa, lasciando lavoratori dipendenti, pensionati e piccole imprese abbandonate al proprio destino.
    Ed invece le difficoltà del precompilato sono moltissime e vanno assolutamente segnalate.

    21102014Il monito viene da Alessandro Biagiotti, direttore della società di servizi del Caf Roma e Lazio della Cgil, interpellato sul tema da La Stampa.
    La prima questione problematica è rappresentata dalla tempistica ristretta nella comunicazione dei dati.
    Come dichiarato da Biagiotti, l’Inps potrebbe non riuscire a comunicare entro il 7 Marzo la nuova Certificazione Unica, mettendo così in grave difficoltà i centri di assistenza fiscale e rallentando l’intero sistema.

    Le incombenze burocratiche da adempiere e le pagine da compilare sembrano essere aumentate. Ecco perchè, con ogni probabilità, i cittadini non saranno in grado di provvedere da sè e dovranno interpellare i Caf.
    Secondo Biagiotti non si tratta di un precompilato facile da elaborare: ci sono, al contrario, delle parti mancanti e la competenza dei lavoratori dipendenti e dei pensionati non è sufficiente per completare l’operazione.
    I rischi sono di due ordine: innanzitutto potrebbero esserci errori importanti nella compilazione dei moduli.
    I cittadini, spinti dall’apparente semplificazione di una certificazione che arriva direttamente a casa, potrebbero sottovalutare l’importanza di alcune voci aggiuntive e con essa fornire un calcolo sbagliato del proprio reddito.
    Gli stessi Caf saranno sottoposti ed un’enorme pressione, visti i tempi ristretti per la comunicazione dei dati e considerata la maggiore responsabilità che la nuova normativa imputa loro per tutti gli errori commessi.
    L’altro e forse più gravoso problema riguarda la possibile rinuncia, da parte dei contribuenti, nell’usufruire di determinate prestazioni. La complessità del nuovo 730 potrebbe, infatti, spingere lavoratori dipendenti e pensionati ad evitare di richiedere tutte quelle agevolazioni legate alla propria situazione patrimoniale e reddituale.
    In questo caso ci troveremmo di fronte ad una situazione davvero paradossale, dove la semplificazione si trasforma in sfiducia e rassegnazione.
    Rappresenterebbe il fallimento delle istituzioni e del loro ruolo di strumenti a servizio della comunità.