I giovani di oggi vedono il valoro come una necessità per avere un reddito, ma allo stesso tempo avvertono l’importanza di conciliare studio e pratica per ottenere un lavoro soddisfacente.
Secondo il Report FragilItalia “I giovani generazione Z e il lavoro”, elaborato da AreaStudi Legacoop e Ipsos, su un campione di 800 persone, i giovani dai 18-24 anni considerano il lavoro principalmente come una fonte di reddito e crede che unire la formazione con esperienze pratiche possa essere il modo migliore per ottenere un lavoro che soddisfi le esigenze personali. Molti di loro preferiscono percepire uno stipendio con una base fissa e una componente variabile legata ai risultati raggiunti.
Inoltre, vivendo in un’epoca in cui la tecnologia permette di lavorare da qualsiasi posto e in qualsiasi momento, i giovani attribuiscono più valore più valore alla flessibilità di orario e alla disponibilità di tempo libero, per avere maggiore tempo da dedicare a sè stessi e alle proprie passioni.
Un altro elemento rilevante è la ricerca di opportunità di lavoro all’estero, dove vi è la possibilità di ottenere una retribuzione più elevata e avere maggiori opportunità di carriera. Questa scelta è spesso motivata dalla necessità di trovare migliori condizioni di vita e dalla voglia di mettersi alla prova in contesti nuovi e stimolanti.
Un lavoro lontano da casa
L’indagine si è soffermata nel chiedere ai giovani la loro disponibilità nell’accettare un posto all’estero e dai dati è emerso che tra i giovani, il 76% ha espresso la disponibilità ad accettare una proposta di lavoro in altre provincie della propria regione, il 73% in un’altra regione del Centro Italia, il 70% in un’altra regione del Nord, il 69% in un altro Paese europeo, il 54% in un’altra regione del Sud. Riguardo alle motivazioni che spingono a cercare un lavoro all’estero, il 53% indica gli stipendi più alti, il 29% le migliori opportunità di fare carriera, il 26% la maggiore valorizzazione di competenze ed esperienze, e il 23% il fatto che in Italia vengono offerti solo contratti di stage e che vige il sistema della raccomandazione.
Lavoro al sesto posto nella scala dei valori
Nella scala dei valori che gli italiani considerano più importanti, la generazione Z colloca al primo posto la famiglia (60%, rispetto ad una media nazionale del 78%), seguita dall’amicizia (54%, media nazionale 59%) e dall’amore (50%, media nazionale 63%). Il lavoro occupa la sesta posizione con il 38% (rispetto alla media nazionale del 49%), preceduto da divertimento (46%) e cultura (44%). Per 6 giovani su 10 il lavoro rappresenta principalmente una fonte di guadagno, per la metà un’opportunità di crescita e per il 45% un modo per affermare la propria indipendenza.
Fattori che lo rendono soddisfacente
Da sottolineare i dati relativi all’importanza dei fattori che possono consentire di ottenere un posto di lavoro soddisfacente. La metà degli intervistati (48%) indica l’opportunità di unire lo studio con esperienze di lavoro (3 punti in più rispetto alla media nazionale), il 34% la necessità di fare molta esperienza sul campo, mentre solo il 19% (media nazionale 23%) indica un’adeguata preparazione scolastica.
Il lavoro ideale
L’analisi si è concentrata su quelli che vengono considerati i cinque aspetti più importanti per definire il lavoro ideale, che fa emergere delle differenze tra gli intervistati. Se il trattamento economico sembra essere una priorità di tutti gli intervistati, per la generazione Z ad avere maggiore rilevanza è l’opportunità di avere maggiore tempo libero a disposizione e la flessibilità degli orari, seguita dall’autonomia. Solo al quarto posto la stabilità del lavoro (indicata dal 25% dei giovani, contro il 42% del totale degli intervistati).
Fattori repulsivi e fattori attrattivi
Agli intervistati è stato poi chiesto di elencare quali sono i fattori che allontano e quali quelli che avvicinano al lavoro.
Tra i fattori repulsivi, al primo posto, per il 48% dei giovani vi è il timore di essere sfruttati; seguito da quello di non avere tutele (34%) e di non essere apprezzato (29%). I giovani appaiono più preoccupati della media complessiva per gli orari di lavoro (26% contro il 22% del totale); mentre lo sono di meno riguardo al non trovarsi bene con i colleghi (24% contro 32%) e all’avere sopra di sé qualcuno che comanda, magari con competenze inferiori (14% contro il 25%).
Tra i fattori attrattivi per i giovani al primo posto vi è l’adeguata remunerazione, anche se con un intensità minore rispetto alla media complessiva (39% contro il 46%), seguita dall’opportunità di fare esperienza (31%) e dall’avere un capo che ascolta e riconosce i meriti del dipendente (29%).

