I primi giorni di Quantitative easing possono essere valutati positivamente. A dichiararlo è il presidente della Bce, Mario Draghi. L’intento della Banca centrale europea è fornire agli investitori condizioni ideali per rilanciare l’economia.
Per questo motivo Draghi ha lanciato un piano da 60 miliardi al mese fino a settembre 2016 per l’acquisto di titoli di stato. Qualora il livello d’inflazione dovesse essere ancora inferiore al 2%, la Bce potrebbe decidere di continuare nella misura eccezionale di politica monetaria per stabilizzare il quadro economico generale.
I risultati di questi tre giorni di Qe sono stati sicuramente positivi. Le borse hanno reagito bene e soprattutto l’euro ed il rendimento dei titoli di stato hanno raggiunto ulteriori minimi storici.
Attraverso la svalutazione della moneta unica europea, si vuole favorire le imprese europee dedite all’export. Il cosiddetto “mini-euro”, infatti, rende appetibili i prodotti del vecchio continente, soprattutto sul mercato americano.
Il tasso di cambio dell’Euro nel confronto con il dollaro, infatti, è ormai inferiore a 1,11.
Non è un caso, ad esempio, che aziende come Fiat-Chrysler, che svolgono una quota rilevante delle proprie attività commerciale negli Stati Uniti, abbiano avuto un notevole incremento degli ordinativi e della produzione industriale in questi ultimi mesi.
Tassi d’interesse bassi, svalutazione dell’euro e maggiore liquidità sul mercato sono tutti fattori favorevoli per un rilancio degli investimenti e conseguentemente dei consumi. Ne è consapevole Mario Draghi, il quale proprio per questo motivo ha lanciato un piano di investimenti unico nella storia della Bce.
Grazie al Quantitative easing, secondo il vertice dell’Eurotower, gli economisti hanno rivisto al rialzo le stime sulla crescita dell’Eurozona.
Ci sono inoltre dati reali che ci mostrano un quadro più chiaro della situazione economica continentale. Il Pil dell’area Euro, ad esempio, ha avuto una crescita dello 0,3% nell’ultimo trimestre del 2014, così come il tasso di disoccupazione è diminuito ulteriormente nel mese di gennaio, facendo registrare il livello minimo dall’Agosto 2012.
Ci sono, dunque, segnali positivi che vanno verificati nel lungo periodo, ma la fiducia all’interno delle istituzione europee è sicuramente crescente. Il Qe non potrà che migliorare questa situazione.

