• Vertice UE: il trio Monti-Hollande-Rajoy piega la Merkel

    Vertice Monti Hollande e MerkelCi sono volute oltre 15 ore di negoziati ed il deciso veto di Monti sulle misure per la crescita, ma alla fine il premier italiano ha ottenuto ciò che cercava da mesi.  Alle quattro e mezza del mattino è arrivato l’assenso dell’inflessibile cancelliera tedesca Merkel alle misure per salvare le banche europee da possibili fallimenti (tipo Lehman Brothers) e poter controllare l’impennata degli Spread sui titoli pubblici dei Paesi in difficoltà.

    Il vertice UE, tanto atteso dai mercati e dai governanti di mezzo mondo, ha dato eccellenti risultati per gli accordi messi in campo per salvare l’Euro; accordi in cui pochi speravano. Sembra di essere ad una svolta storica, in quanto si è spezzato finalmente quell’asse franco-tedesco che negli anni scorsi monopolizzava le decisioni dell’Europa dei 27. I mercati l’anno capito in pieno ed hanno risposto con grande euforia alla fumata bianca da Bruxelles. Grande impennata delle borse, con Milano maglia rosa con uno squillante +6.6% e lo Spread crollato di 40 punti!

    Per la verità, molti investitori, specie di oltreoceano, erano fortemente  scettici verso un positivo esito del vertice e si aspettavano un tracollo dei mercati. Così non è stato, grazie alla bravura negoziale ed alla credibilità del nostro premier Monti. E’ stato un grande sollievo per tutta l’Europa e per gran parte del mondo, escluso per la Germania, dove invece si appoggiava la linea rigorista e intransigente della signora Merkel, che troppo spesso ha imposto ai Paesi da salvare cure da cavallo che ammazzano l’economia.

    Ma in cosa consistono i risultati di questo vertice?

    L’obiettivo del consiglio UE era duplice: da una parte si doveva salvare il sistema bancario europeo, ricapitalizzando le banche, cercare di stabilizzare l’Euro, dall’altra era urgente varare misure efficaci per la crescita dell’area euro, per calmierare gli spread e stabilizzare i debiti pubblici dei Paesi a bassa crescita. Tutte misure necessarie per contribuire a risolvere il problema dei debiti sovrani abbassando i tassi di interesse  e ottenendo una stabilizzazione dell’Euro.

    Ebbene, grazie all’abile regia del Prof. Monti, si sono raggiunti accordi molto pregnanti, in quattro aspetti chiave.

    • VIGILANZA BANCHE: il ruolo cruciale della vigilanza delle banche europee passerà ad un unico soggetto; la BCE di Mario Draghi. Entro un anno vi saranno scritte regole uniche e un unico soggetto controllore in tutta Europa, superando d’un fiato le autorità bancarie nazionali.
    • SALVATAGGIO BANCHE: il fondo salva Stati (ESM) potrà finanziare le banche in difficoltà entrando direttamente nel loro capitale, senza passare attraverso lo Stato nazionale. Il vecchio meccanismo, finanziando gli Stati, ne faceva aumentare il debito!
    •  SCUDO ANTISPREAD (fortemente voluto da Mario Monti): quando lo Spread sarà giudicato troppo alto, l’ESM potrà acquistare direttamente i titoli sovrani, provocando un calo dello stesso Spread. E ciò avverrà sul mercato aperto, senza preavviso. Gli speculatori perciò devono stare attenti. Sono avvisati: l’azzardo può essere loro fatale!
    • MISURE PER LA CRESCITA: verrà ricapitalizzata la Banca Europea degli Investimenti (BEI) per 10 miliardi che serviranno per i cosiddetti Project Bond. E’ stato calcolato che questo potrà portare a investimenti in infrastrutture per oltre 120 miliardi di euro, l’1% del PIL europeo.

    Era chiaro che le richieste di Italia e Spagna, i due grandi malati dell’Euro, facilmente attaccabili dalla speculazione, si sarebbero infrante contro la posizione rigorista della Germania, grande beneficiaria degli squilibri esistenti tra i vari paesi dell’area Euro.

    La Merkel, memore dell’asse franco tedesco dei tempi di Sarkozy, contava sull’appoggio di Hollande per bloccare sul nascere richieste che implicavano l’impegno tedesco ad appoggiare paesi in difficoltà, senza imporre vincoli insopportabili, come è successo ad esempio per  la Grecia.

    Accettando le regole imposte dalla commissione europea, questo paese è stato doppiamente penalizzato. Da un lato non è riuscito ad evitare il temutissimo default e dall’altro le misure di austerità hanno indotto una crisi economica devastante.

    Quest’esperienza non andava ripetuta e per questo Monti, al momento opportuno, è stato irremovibile. Quando alle 19.30 si doveva votare per il pacchetto crescita, al quale teneva in particolare la Merkel, il Prof. ha posto il veto: o si approvano anche le misure antispread oppure niente voto favorevole alle prime.

    E la Merkel, furiosa, ha dovuto cedere. E’ la prima volta che questo avviene, da quando si è innescata la crisi dell’euro.

    Speriamo che d’ora in poi la cancelliera tedesca abbia compreso che la Germania, se guarda solo ai suoi interessi nazionali, rischia di rimanere isolata. Bando alle furbizie!

    Il salvataggio dell’Euro è più importante di meschini calcoli elettoral-economici di un singolo paese.

    Grazie MONTI!