• Domani dovrebbe tenersi il referendum greco sul piano di rientro proposto dai creditori internazionali. La consultazione, però, potrebbe essere clamorosamente a rischio.

    tsiprasDue cittadini, infatti, hanno fatto ricorso al Consiglio di Stato ellenico ritenendo che il referendum vada contro i dettami costituzionali.
    Nello specifico secondo i ricorrenti il quesito non sarebbe valido in quanto attiene al tema delle finanze pubbliche, sul quale la Costituzione vieta esplicitamente di indire una consultazione pubblica.
    Dall’altra parte Syriza sostiene si tratti di un referendum perfettamente legittimo perché riguarda questioni di “sovranità nazionale”.

    La decisione del Consiglio di Stato dovrebbe arrivare in serata e potrebbe cambiare clamorosamente le carte in tavola. Un annullamento della consultazione sarebbe un duro colpo per Tsipras alle prese con un forte campagna a favore del “no” al piano del creditori.
    Il capo dell’esecutivo ellenico ci ha tenuto a ribadire in queste ore che non si tratta di un referendum contro l’Euro. La Grecia intende rimanere nell’Eurozona e cambiare l’Ue in maniera profonda.
    Secondo Tsipras la vittoria del “no” servirebbe a dare una posizione di forza al governo greco sul tavolo delle trattative con l’ex trojka. I sondaggi in questo momento danno in leggero vantaggio il sì: 44,8% contro il 43,4& del no secondo le rilevazioni dell’istituto Alco.
    Rimane, però, una buona percentuale di indecisi (11,8%) che potrebbe risultare decisiva ai fini del risultato della consultazione.