Il presidente della Bce, Mario Draghi, è intervenuto qualche minuto fa parlando della situazione greca. Il vertice dell’Eurotower ha espresso soddisfazione per l’accordo trovato con il governo greco e ha fornito ulteriori dettagli sui fondi che verranno erogati alla Grecia per evitare il default.
Draghi ha confermato un aumento di 900 milioni della liquidità straordinaria fornita alle banche greche,
dichiarandosi inoltre fiducioso sulla possibilità che la Grecia possa rispettare la scadenza del 20 luglio, termine ultimo per saldare il debito di 3,5 miliardi di euro nei confronti la Bce.
In queste ore i 28 paesi membri dell’Ue hanno deciso di fornire allo stato ellenico un prestito di 7 miliardi proprio per consentire alla Grecia di adempiere a questo suo obbligo nei confronti della Banca centrale europea.
Ma la dichiarazione più importante, venuta fuori dalla conferenza stampa di Mario Draghi, riguarda l’eventualità di un’uscita della Grecia dall’Euro.
Il Ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, ha ribadito che una sospensione temporanea dalla moneta unica potrebbe essere la soluzione migliore sia per Atene che per Bruxelles.
Un punto di vista non condiviso dal vertice della Bce: «Per noi la Grecia è e resta nell’euro». Anzi Draghi ha rilanciato parlando di un coinvolgimento della Grecia al Quantitative easing, la misura eccezionale di politica monetaria attraverso la quale la Bce sta acquistando titoli di stato dei paesi membri per rialzare il livello di inflazione.
La posizione di Atene all’interno dell’Eurozona, dunque, appare molto più solida dopo l’accordo trovato lunedì.

