• L’epoca della digitalizzazione ha portato con sé un numero sempre crescente di prodotti elettronici acquistati. Tra Pc, smartphone, tablet, televisioni ed elettrodomestici c’è un continuo ricambio di strumenti elettronici.
    Viene spontaneo da chiedersi, però, che fine fanno i prodotti inutilizzati.

    Una ricerca condotta da Nazioni Unite e Interpol ha svelato come in Europa solo un rifiuto elettronico su tre venga riciclato correttamente. Il resto viene rivenduto o gettato impropriamente.
    I paesi migliori sono Svezia e Norvegia che riciclano l’85% dei prodotti elettronici, in fondo alla classifica troviamo invece Romania, Spagna e Cipro con meno del 20%.
    L’Italia, dal canto suo, ha mostrato negli ultimi anni una maggiore consapevolezza sulle tematiche ambientaliste e sull’importanza della raccolta differenziata. Anche in merito al riciclo dei prodotti elettronici ci sono stati dei decisi passi in avanti, soprattutto per quanto riguarda i piccoli elettrodomestici.
    businessNel 2014 Il Consorzio Ecolight, ovvero uno dei maggiori sistema di raccolta dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), ha aumentato la quantità di rifiuti elettronici raccolti dell’11% rispetto al 2013, passando da 14.300 a 16.000 tonnellate. Anche nei primi mesi del 2015 c’è stato un aumento dell’8% di RAEE raccolti.
    I dati sull’Europa sono molto preoccupanti, se pensiamo che dal mancato riciclo dei prodotti elettronici c’è una perdita stimata addirittura in 1,7 miliardi di euro l’anno. Al loro interno, infatti, ci sono materiali come il rame che possono essere riutilizzati e che hanno un costo molto elevato.
    È necessaria, dunque, una corretta campagna di informazione nei confronti del consumatore. L’acquisto quasi compulsivo di digital devices e la volontà di possedere ad ogni costo l’ultimo modello di iPhone rischia, infatti, di compromettere il futuro delle prossime generazioni.