• Il Terzo Rapporto Euricse sulla cooperazione italiana fornisce dati, tendenze e riflessioni interessanti sullo stato attuale del movimento cooperativo e sulla sua rilevanza economica e sociale all’interno del contesto italiano.
    L’analisi è realizzata da Carlo Borzaga, docente presso l’Università degli Studi di Trento e presidente di Euricse, in collaborazione con altre decine di persone che hanno redatto i singoli capitoli.

    Cooperative Italia vi offre alcuni estratti del rapporto che ci permettono di comprendere meglio il lavoro svolto quotidianamente dalle migliaia di donne ed uomini della cooperazione italiana.
    Secondo quanto raccolto da Euricse, alla fine dell’anno 2013 il numero delle cooperative attive in Italia era di circa di 70.000, di cui 67.062 cooperative, 376 terzo rapporto euricsebanche di credito cooperativo e 1.904 consorzi.
    Il fatturato complessivo viene stimato attorno ai 136,5 miliardi di euro, equivalente all’8,5% del Prodotto Interno Lordo italiano e a circa tre volte il fatturato dell’azienda più grande in Italia, ovvero la Fiat.
    Ma i dati più interessanti riguardano gli occupati. La forma giuridica cooperativa consente all’impresa di sopravvivere anche in periodo di crisi, riducendo gli utili e salvando l’occupazione.
    La valorizzazione del capitale e del lavoro dei soci è, infatti, il primo obiettivo di ogni cooperativa, laddove, invece, nelle aziende di tipo capitalista il profitto viene considerato come il fine ultimo.
    Secondo i dati Inps, a fine 2013 erano 1.257.213 lavoratori occupati all’interno delle coop italiane e 1.764.976 quelli che hanno lavorato durante l’anno, compresi dunque i lavoratori stagionali e quelli che hanno preso il posto di dimissionari o pensionati.
    Si tratta, inoltre, di posti di lavoro a tempo indeterminato: il 68,1% delle posizioni attivate dalle cooperative in corso d’anno e il 61,4% di quelle attivate dai consorzi erano infatti di tipo dipendente a tempo indeterminato.
    I contratti a termine e quelli stagionali erano, invece, limitati rispettivamente al 26,2% e al 19,6% del totale.

    La cooperazione, dunque, dà lavoro a milioni di persone e permette a molti cittadini che vorrebbero fare impresa, ma che non riescono per ragioni di tipo economico e  sociale, di mettersi insieme e di dividere gli utili.
    Si tratta di una straordinaria opportunità che rappresenta la perfetta espressione dei principi di democrazia economica e di solidarietà stabiliti nella nostra Costituzione.
    Deve riempire d’orgoglio anche il fatto che il 51% dei lavoratori nelle cooperative sia di esso femminile, in una società dove le discriminazione di genere, anche se attenuate, persistono a livello culturale e lavorativo.
    Sempre secondo il rapporto Euricse, inoltre, gli occupati nella cooperazione rappresentano il 5,7% degli occupati totali in Italia ed il 6,6% degli addetti nelle imprese private.
    I settori maggiormente sviluppati sono quelli dell’agroalimentare, della sanità e dell’assistenza sociale, del credito e dei trasporti.

    Nell’agroalimentare, in particolare, il valore aggiunto complessivo è di 29.199 milioni di euro pari al 2% del Pil italiano, con ben 400.000 occupati nel settore, che rappresentano  il 2,9% del totale delle ULA italiane.
    Sono numeri importanti che raccontano solo in parte la rilevanza della cooperazione all’interno dell’economia italiana. Un ultimo dato estremamente interessante, emerso dal Terzo Rapporto Euricse, riguarda il livello di tassazione delle coop.
    A dispetto delle attese di molti, tali risultati non sono stati raggiunti per effetto di una tassazione favorevole: in base ai dati raccolti, invece, la pressione fiscale risulta essere significativamente superiore per le cooperative rispetto alle società per azioni (7,7% per le prime contro il 6,8% per le seconde), soprattutto a seguito del maggior peso degli oneri sociali e delle imposte sui redditi da lavoro.
    Un dato sorprendente, dunque, che rende l’idea dello straordinario lavoro svolto ogni giorno dalle imprese sociali italiane e del ruolo che potranno avere nel futuro più immediato.