I timori legati alla crisi della zona euro ed in particolare le indiscrezioni su un possibile imminente default della Grecia fanno sentire i loro effetti nelle Borse. Nella seduta di lunedì, si sono verificati cali molto forti, in particolare dei titoli bancari. Gli Spread divaricano e le banche, con in pancia forti quantitativi di titoli di stato, che si deprezzano, vedono assottigliarsi il loro patrimonio.
Ecco allora che le Banche italiane e spagnole sono sotto attacco speculativo. Perciò la Consob e sua omologa spagnola, la Comision nacional do mercato de valore, scendono in campo contro la speculazione imponendo – con un intervento coordinato – lo stop alle vendite allo scoperto su banche e assicurazioni, i titoli più colpiti dalle vendite.
Intanto sono iniziati i negoziati del FMI con Atene per il riordino dei conti pubblici greci.
Le vendite allo scoperto (o ‘short selling‘) sono operazioni ‘ribassiste’, che sfruttano la possibilità prevista dai mercati finanziari, di poter vendere un titolo pur non avendolo materialmente in mano (vendita allo scoperto). Di solito sono legate all’attesa o alla speculazione di un prezzo in calo e per questo possono rappresentare un ‘pericolo’, se effettuate da grandi investitori come gli hedge fund, perché amplificano l’ondata ribassista sui mercati.
“Le gravi tensioni sui mercati finanziari possono mettere a repentaglio la stabilità del sistema finanziario e la tutela dei risparmiatori” osserva la Consob nel suo provvedimento e non è più sufficiente vietare le vendite allo scoperto ‘nude’, cioè quelle non assistite dalla disponibilità dei titoli al momento dell’ordine. Per ora il provvedimento è solo temporaneo: 3 mesi in Spagna e una settimana in Italia. A giudizio della Consob le due situazioni sono profondamente diverse e dunque al momento non era necessario un provvedimento della stessa durata.
Basterà tale provvedimento a far da argine contro la speculazione?
È molto difficile. Infatti, con i mercati interconnessi, le vendite vengono effettuate da altre piazze (Francoforte, Parigi ecc.), vanificandone l’effetto.