• Quello delle startup innovative è un ecosistema in continua evoluzione, anche nel nostro Paese.
    L’Italia registra ancora un ritardo importante in termini di innovazione e digitalizzazione rispetto a paesi quali la Germania e la Francia, ma anche nei confronti della Spagna, per certi aspetti davanti all’Italia in termini di economia digitale.

    I numeri degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e di Italia StartUp ci mostrano, però, un quadro evolutivo interessante che evidenzia un parziale cambiamento dei modelli di finanziamento e dei miglioramenti in termini di fatturato, numero di addetti e nuove imprese innovative.
    start upBalza all’occhio soprattutto il dato sui finanziamenti ricevuti dalle startup: nel 2014 e nel 2015 c’è stata una crescita degli investitori non istituzionali del +32%, passando da 57 a 75 milioni di euro.
    Diminuisce, invece, la quota di risorse destinata dagli attori istituzionali (-8%) per effetto della chiusura di alcuni fondi.
    È presto, ancora, per parlare di cambiamenti rilevanti nei modelli di investimento, in un’Italia che è sempre stata legata all’intervento pubblico nell’impresa, sia essa innovativa o meno, tant’è vero che è atteso per i prossimi anni un aumento della quota di finanziamenti istituzionali per via dell’apertura di nuovi fondi.
    La Francia e la Germania, per fare un esempio, fanno registrare investimenti in startup dieci volte superiori a quelli dell’Italia; sarà necessario, dunque, un deciso cambio di rotta che riesca sfruttare il dato emerso negli ultimi due anni.
    Maggiori investimenti privati nelle startup innovative contribuirebbero, infatti, a creare un vero e proprio “sistema Italia” in tema di innovazione, paragonabile a quello degli altri paesi europei.

    Passando, invece, ai dati sul fatturato ed il numero di impiegati, secondo l’indagine di Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano ed Italia StartUp, il fatturato medio è cresciuto del 35% nel periodo 2012-2014, passando da 558.000 euro nel 2012 a 756.000 nel 2014, con un numero medio di addetti salito da 4 a 6.
    C’è, dunque, un incremento costante sia del giro d’affari che degli impiegati nelle startup italiane, testimoniato anche dai dati del Registro delle Imprese sul numero di nuove startup innovative nel mese di settembre 2015.
    Sono in tutto 4.569 le imprese innovative iscritte nel Registro, in aumento del +75% rispetto al 2014. Circa tre quarti di esse sono attive nel campo dei servizi, mentre il 18% opera nell’industria ed il 4% nel commercio.
    La regione più innovativa è ancora una volta la Lombardia, con Milano che è il fulcro dell’innovazione del nostro Paese. Come macro-area, bene anche il Nord-Est, soprattutto l’Emilia Romagna, ed il Mezzogiorno che fa registrare dati simili a quelli del Nord-Est.
    Per quanto riguarda, infine, i profili dei fondatori delle startup, l’Italia può vantare, insieme alla Francia, la più alta percentuale di co-founder laureati.
    Il 93%, infatti, ha ottenuto almeno una laurea triennale ed il 55% ha svolto studi di tipo scientifico-tecnologici.