La società contemporanea ha trasformato gli stili di vita ed i consumi della popolazione mondiale e con essi anche le esigenze dei turisti.
Non esiste più il turismo strettamente culturale: chi si reca all’estero vuole vivere un’esperienza a 360 gradi, entrare realmente a contatto con le abitudini, le tradizioni ed il sentire della gente del posto.
Il turismo diventa così un’esperienza esistenziale che ti permette di trasformarti per qualche giorno in un abitante del luogo.
L’Italia è ancora legata ad una concezione tradizionale del viaggio all’estero, forte di un patrimonio culturale artistico che attrae cittadini da tutto il mondo. Ma il fascino del Colosseo e del David non può più bastare.
Il turista vuole conoscere a fondo anche il nostro agroalimentare; del resto l’Italia è la patria della dieta mediterranea, della pasta, della pizza e del buon vino, un mondo che anche il visitatore vuole conoscere.
Ecco allora che il nostro Paese può rappresentare un’esperienza turistica unica. Secondo un’indagine svolta da Gfk per conto della Fondazione Italia Patria della Bellezza, l’85% dei turisti stranieri si dichiara soddisfatto del proprio viaggio in Italia.
Una percentuale ben più alta rispetto ai livelli di soddisfazione di paesi come la Spagna (43%), la Francia (40%) e la Grecia (38%).
Insomma l’Italia mantiene quel fascino che ha sempre avuto e lo deve anche e soprattutto ai prodotti dell’agroalimentare.
L’indice di gradimento aumenta, infatti, in quelle regioni che sanno offrire un tour diverso da quelli classici, facendo conoscere l’autenticità dell’essere italiani, che va dal loro modo di vivere al cibo e alle tradizioni locali.
Due piccole regioni come Calabria e Basilicata, ad esempio, mostrano il livello di soddisfazione più elevato (68%).
Un’esperienza turistica di questo tipo si trasforma in un vantaggio enorme in termini di appeal del Made in Italy e di aumento del numero di esportazioni.
Su un campione di 100 visitatori dichiaratisi molto soddisfati, infatti, 89 dichiarano di essere disposti in futuro a comprare un prodotto italiano, con un predilezione per i prodotti alimentari (64%), seguiti dal vino (60%), dall’abbigliamento (40%) e dagli accessori (37%).
Il turismo diventa così uno strumento di veicolazione del Made in Italy. Su queste pagine abbiamo più volte ribadito l’esigenza di implementare tour turistici incentrati sull’agroalimentare.
Internazionalizzazione e valorizzazione del Made in Italy significano anche questo. E se i risultati sono quelli riportati dall’indagine di Gfk, ci rendiamo conto di quanto possa essere enorme il potenziale italiano.

