• povertà italia

    Giovedì dovrebbe essere approvato in Consiglio dei Ministri un disegno di legge collegato alla Legge di Stabilità che prevede una serie di misure di contrasto alla povertà.

    La crisi ha certamente aumentato il numero di poveri acuendo le diseguaglianze.Secondo l’Istat in Italia sono 4,1 milioni i cittadini in condizioni di povertà assoluta.
    povertà italiaCome scritto, invece, recentemente in un rapporto di Credit Suisse, lo 0,7% della popolazione mondiale detiene il 45% della ricchezza complessiva.
    L’allarme è stata lanciato anche dalla Ocse secondo la quale la distanza tra i più ricchi ed i più poveri ha raggiunto il livello massimo degli ultimi trent’anni. Una situazione che arreca anche danni all’economia mondiale.
    Come riportato dalla stessa Ocse, la crescita della diseguaglianza degli ultimi venticinque anni ha portato ad una perdita dell’8,5% del Pil complessivo dell’area Ocse. Per non parlare dei disagi sociali che la povertà ha scaturito negli ultimi anni, un’onda di malcontento cavalcata abilmente da numerosi forze politiche di stampo populista in tutta Europa.

    L’Italia da questo punto è uno di quei paesi accusati dagli organismi internazionali di non possedere gli strumenti adeguati per contrastare la povertà.
    Finalmente il Governo ha deciso di portare avanti una serie di misure che rappresentano il primo passo verso un cambiamento del sistema assistenziale italiano.
    Il nuovo disegno di legge dovrebbe stanziare 800 milioni di euro in strumenti a favore dei soggetti svantaggiati: 600 milioni riguardano il Sia (Sostegno per l’inclusione attiva) e 200 l’Asdi, ovvero l’assegno successivo alla Naspi che spetta alle persone che sono in condizioni di bisogno.
    Il Sia è stato già introdotto in forma sperimentale dal 2014 in tutte le città con più di 250.000 abitanti. Adesso verrà esteso a tutti i nuclei urbani ed interesserà le famiglie con un Isee inferiore ai 3.000 euro. Queste potranno ricevere un assegno mensile fino a 400 euro.
    Come sottolinea, però, il Corriere della Sera, le risorse stanziate finora servono a fornire un contributo di 200 euro per ciascun povero residente nel nostro Paese: una cifra chiaramente di esigua entità.
    Ecco perché il Governo ha intenzione di riordinare l’intero sistema assistenziale, modificando i criteri necessari per accedere a determinate prestazioni.
    Verrà, inoltre, stipulato un protocollo d’intesa con le fondazioni e le organizzazioni del terzo settore per sviluppare progetti di contrasto all’abbandono scolastico e per migliorare la qualità dell’istruzione.
    Verranno forniti dei tutor agli studenti ed assegnati veri e propri contributi in denaro.
    Il Governo metterà, infine, a disposizioni di fondazioni ed organizzazioni non profit un credito d’imposta fino a 100 milioni per finanziare bandi su queste tematiche.