Il comparto del pomodoro, così come gran parte del settore ortofrutticolo, sta attraverso un periodo di estrema difficoltà.
C’è innanzitutto un problema legato alla situazione internazionale, con l’embargo russo che ha tolto ai nostri produttori uno sbocco di mercato fondamentale.
È aumentata, inoltre, la concorrenza con la presenza massiccia di prodotti provenienti dal Nord Africa, generando una dinamica dei prezzi tendente al ribasso.
Le aziende ortofrutticole italiane, dunque, soprattutto quelle di piccole dimensioni, non riescono più a sostenere i costi di produzione e le pratiche di aggregazione sono ancora poco diffuse.
Per questo motivo l’Alleanza delle Cooperative agroalimentari italiane chiede degli interventi forti e duraturi da parte dell’Unione. Ne hanno parlato ieri Italia, Spagna e Francia nel corso del gruppo di contatto tenutosi presso il Ministero delle Politiche Agricole italiane.
I tre paesi hanno messo a punto delle strategie comuni da portare in sede europea per tutelare gli interessi dei produttori ortofrutticoli continentali.
Il coordinatore del settore ortofrutticolo dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, Davide Vernocchi, ha commentato in maniera positiva l’esito dell’incontro: “Siamo confortati dalla piena sintonia registrata oggi con la filiera spagnola e crediamo sia indispensabile presidiare insieme l’evoluzione dei lavori comunitari per arrivare in tempi rapidi alla definizione di una nuova proposta comunitaria di aumento dei prezzi di ritiro, differenziati per tipologia (tondo e ciliegino), così da far fronte nei prossimi mesi al permanere di una riduzione dei prezzi nel settore del pomodoro da mensa”.
Nella giornata di lunedì, nel corso del consiglio straordinario dei ministri dell’agricoltura Ue, il commissario Phil Hogan ha confermato il prolungamento delle misure straordinarie di sostegno per il settore ortofrutticolo per far fronte all’embargo russo, oltre all’attivazione della clausola di salvaguardia e i nuovi meccanismi per rivedere il sistema di calcolo dei prezzi di entrata per arginare le importazioni dal Marocco.
Provvedimenti che, secondo Vernocchi, devono estendersi anche ad altre filiere ortofrutticole, soprattutto quelle legata alla frutta estiva, dove le indennità per i produttori risultano ancora poco attraenti e lasciano il mercato in uno stato di estrema volatilità.

