Nel solo mese di marzo 2016, sono state emesse quasi 3 milioni di fatture digitali nei confronti della pubblica amministrazione.
A riportarlo è il portale Fatturapa.gov.it, che mostra come in un anno le imprese che abbiano colto i vantaggi di un simile strumento, inviando
quotidianamente le proprie fatture alla Pa in formato elettronico.
Dopo un anno di sperimentazione è possibile valutare anche l’impatto in termini di risparmi economici sia per la Pa che per le aziende.
Come dichiarato da Lilliana Fratini Passi, direttrice generale di Cibi, a La Stampa, ogni fattura digitale emessa comporta un risparmio di 14-17 euro per il minor utilizzo di manodopera e di 3 euro per la riduzione dei materiali e dello spazio utilizzato.
È stato calcolato che il risparmio per la Pa in un anno dovrebbe essere addirittura di 1 miliardo di euro per via di una maggiore velocità nei tempi di esecuzione e di un processo che risulta essere in generale più accurato ed efficiente.
Sono cospicui anche i vantaggi economici per le imprese, che dovrebbero risparmiare in un anno circa 600 milioni di euro.
L’Italia, dunque, nel suo complesso dovrebbe recuperare dalla fatturazione elettronica risorse per un miliardo e 600 milioni.
È questo l’”indotto” della digitalizzazione.

