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    Il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ed il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, hanno firmato il protocollo contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura.

    L’intesa è stata siglata anche dai governatori delle regioni Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Piemonte, Puglia e Sicilia, nonché da Cgil, Cisl e Uil e dalle associazioni del mondo agricolo e Cna.
    Si tratta di un passo importante nella lotta al caporalato perché coinvolte tutti gli attori: dalle istituzioni alle pubbliche amministrazioni, passando per i sindacati e le organizzazioni di rappresentanza delle imprese.
    professioni agricolturaPer contrastare un fenomeno che ogni anno colpisce migliaia di lavoratori stranieri che arrivano in Italia in corrispondenza del periodo della grande raccolta, ci vuole un azione di coordinamento sui territori ed il coinvolgimento di tutti gli attori della società civile.
    Spetterà alla prefetture sui territori coordinare le diverse parti attraverso l’attivazione di Tavoli permanenti; il ministero delle politiche agricole avrà, invece, il compito di coordinare le operazioni di controllo del territorio del Corpo forestale dello Stato che affiancano l’Ispettorato nazionale del lavoro.

    In questi mesi il Governo ha provato a mettere sul campo diverse azioni per combattere il caporalato ed il lavoro nero con risultati alterni. Tra le misure più importanti c’è sicuramente la Rete del Lavoro agricolo di qualità, che aggrega tutte le aziende agricole che somministrano regolari contratti di lavoro ai propri addetti e che applicano i giusti prezzi ai propri prodotti.
    Il funzionamento della Rete, però, si è rivelato fin qui problematico con diverse aziende che segnalano ritardi e continue impellenze di carattere burocratico per entrare a far parte del sistema delle imprese regolari.
    Il protocollo d’intesa rappresenta una buona notizia purché venga intensificato il sistema dei controlli, valutando anche l’operato della grande distribuzione, che spesso e volentieri sceglie fornitori che applicano prezzi estremamente bassi, prezzi che sono la diretta conseguenza dello sfruttamento dei lavoratori.

    Anche l’Alleanza delle Cooperative agroalimentari ha firmato il protocollo. Il presidente dell’Alleanza, Giorgio Mercuri, commenta positivamente la firma dell’intesa: “L’auspicio è che i progetti che saranno realizzati sui territori, con il coinvolgimento di tutte le istituzioni e le parti sociali firmatarie del protocollo, andranno progressivamente ad eliminare le diffuse situazioni di disagio e di emarginazione dei lavoratori immigrati, che sono state spesso terreno fertile per forme di criminalità organizzata e di sfruttamento”.