Mancano ormai due settimane, dopodiché i cittadini potranno avere a disposizione il proprio 730 precompilato.
Il nuovo modulo sarà disponibile, infatti, a partire dal 15 aprile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Gli utenti potranno verificare la correttezza dei propri dati richiedendo l’abilitazione a Fisconline; quest’ultimo fornirà loro una password ed un pin necessari per poter accedere ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate.
Da qui sarà possibile scaricare il 730 e conoscere la propria situazione reddituale e patrimoniale.
Scaricato il precompilato, quali sono i passi successivi da seguire? Innanzitutto il pensionato o il lavoratore dipendente dovrà controllare se i dati in possesso dell’Agenzia siano corretti.
Qualora dovessero essere presenti degli errori, l’utente dovrà procedere alla correzione.
Qui subentrano, però, le prime questioni problematiche.
Il cittadino, infatti, può decidere di procedere autonomamente alla compilazione oppure di rivolgersi ad un Caf o ad un professionista. L’ipotesi più conveniente sembra essere quest’ultima.
Basterà, difatti, presentare la propria documentazione e poi spetterà ai professionisti effettuare la compilazione previo un compenso in denaro. Le responsabilità per ogni dichiarazione errata graveranno tutte sulle spalle dei professionisti.
Proprio per questo motivo, negli ultimi mesi, è montata la protesta dei Caf. Di qui ai prossimi mesi potrebbero essere numerosi i contenziosi e le sanzioni a loro carico: c’è il rischio così che molti molti centri di assistenza fiscale siano costretti a chiudere o che in alcuni casi i professionisti decidano addirittura di rifiutare i clienti.
Le responsabilità, infatti, sono troppo elevate, soprattutto se parametrate ad una tariffa esigua e che non verrà aumentata, come invece richiesto dai Caf stessi.
Il problema principale del 730 precompilato viene dall’assenza delle spese sanitarie, che saranno presenti solo dal 2016. Come riporta il Corriere della Sera circa il 70% dei contribuenti presenta la dichiarazione proprio per avere la detrazione delle spese mediche, soprattutto quelle effettuate in farmacia.
Appare evidente, dunque, come la maggior parte dei 730 andrà corretta, con una mole di lavoro e di assunzioni di responsabilità davvero notevole per i Caf.
I margini di errore, dunque, aumentano. Non è un caso che vista la complessità di tale nuovo strumento, molti cittadini stiano già ponderando la possibilità di rinunciare alla prestazioni ottenibili attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi.
E pensare che il 730 precompilato avrebbe dovuto semplificare il rapporto tra i cittadini e fisco, obiettivo che al momento è tutt’altro che raggiunto, in attesa di miglioramenti che saranno assolutamente necessari negli anni a venire.

