Il 730 precompilato: una vera rivoluzione o un doloroso passo indietro? Probabilmente ancora siamo a metà del guado.
A partire dal 15 aprile è possibile scaricare sul sito dell’Agenzia delle Entrate la propria dichiarazione dei redditi precompilata dal Fisco. Una nuova modalità di accertamento della situazione reddituale e patrimoniale del contribuente che potrebbe rivoluzione la vita fiscale di circa 20 milioni di cittadini tra lavoratori dipendenti e pensionati.
In realtà, per adesso, si tratta solo di una rivoluzione incompiuta. Il nuovo modulo, infatti, ha portato con sé enormi problemi, dovuti principalmente all’assenza voce contenente le spese sanitarie e alle responsabilità che gravano sui professionisti per ogni dichiarazione erronea.
Probabilmente, nel lungo periodo, l’innovazione e la semplificazione potrà essere reale. Già dall’anno prossimo, quando saranno ricomprese le detrazioni sanitarie, il pre-compilato presenterà dei miglioramenti che potranno essere maggiori di anno in anno.
Allo stato attuale, però, ci troviamo di fronte ad alcune situazioni paradossali. Una di queste riguarda proprio le detrazioni fiscali. Uno degli obiettivi principali del contribuente nella presentazione del proprio Isee è ottenere una serie di sgravi dovuti alla propria situazione reddituale e patrimoniale.
I cittadini al di sotto di determinate soglie di reddito, ad esempio, possono accedere a borse di studio o usufruire di detrazioni per le spese mediche occorse durante l’anno.
Secondo, però, quanto calcolato da uno studio della Fondazione nazionale dei Commerciali, circa il 50% dei contribuenti potrebbe decidere di rinunciare a tali detrazioni. In tutto sarebbero 6 milioni di persone che farebbero risparmiare alle casse dello Stato circa 1,5 miliardi di euro.
Il motivo è presto detto. Secondo la Cgia di Mestre, l’ammontare medio per l’anno 2014 delle detrazioni dovute per le spese sanitarie è di 143 euro. Si tratta, a conti fatti, di una cifra tutto sommato esigua che, secondo molti cittadini, non giustificherebbe la modifica del proprio compilato. Molti cittadini, tra l’altro, demanderebbero questa operazione ai centri di assistenza fiscale o altri professionisti, previa un corrispettivo in denaro. Si tratterebbe, quindi, di una scelta tutto sommato poco conveniente.
La presentazione del 730 per come è stato compilato dall’Agenzia delle Entrate, inoltre, eviterebbe ulteriori controlli ed eventuali sanzioni per le dichiarazioni erronee.
I contribuenti, quindi, sembrano disposti a rinunciare alle detrazioni fiscali per le spese sanitarie pur di non avere oneri e responsabilità aggiuntive. Una situazione che deve far riflettere le istituzioni, perché se semplificazione doveva essere ancora siamo lontani dallo scorgere gli effetti.

