Matteo Renzi annuncia il pugno duro contro chi si macchia del reato di corruzione. Misure ritenute ancora più urgenti e necessarie dopo lo scandalo “Mafia Capitale”, un procedimento giudiziario che vede coinvolti esponenti politici e della pubblica amministrazione. Il Presidente del Consiglio parla di un intervento immediato volto a prevenire situazioni di questo tipo. Lo fa attraverso il suo profilo ufficiale Twitter: “Su 50 mila carcerati, solo 257 per corruzione. Non è serio. Non basta lo sdegno: regole più dure domani in Consiglio dei ministri”.
Queste le parole del Premier che hanno scatenato una serie di reazioni. Su tutte l’Anm che chiede al Governo di eliminare gli slogan retorici e di attuare misure efficienti che possano aiutare i magistrati nella lotta alla corruzione. Ancora non ci sono certezze su quali saranno i provvedimenti che verranno poi approvati nell’iter da seguire tra Camera e Senato. Una delle misure più chiacchierate riguarda l’aumento dei termini di prescrizione per i reati di corruzione e l’innalzamento della pena minima da 4 a 6 anni. Bisogna chiedersi se siano sufficienti delle sanzioni più dure per arginare un problema di carattere principalmente morale. Nei giorni scorsi Renzi aveva parlato dell’aumento dei termini di prescrizione come di uno strumento essenziale per accrescere la certezza della pena e per costringere i corrotti a restituire quanto sottratto all’erario pubblico.
Sono attese in questi giorni ulteriori novità in merito. Non è escluso che ci possa essere anche un confronto con l’Anm per valutare quali possano essere le misure più adeguate.

