• garanzia giovani calabria

    Garanzia Giovani è stato un successo o un flop? Questa domanda accompagna da tempo il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e le risposte, fin qui, non sono state incoraggianti. 

    Il rapporto ISFOL ci fornisce  alcuni dati in merito e salva, per alcuni aspetti, il programma europeo nato per contrastare l’inattività giovanile e favorire l’ingresso dei giovani sul mercato del lavoro.
    garanzia giovani calabriaIn questa sede vi mostreremo i principali risultati della ricerca, ma è bene sottolineare come quest’ultima non faccia luce su alcune criticità di Garanzia Giovani.
    Quella più grave riguarda senza dubbio i ritardi nei pagamenti dei giovani che hanno effettuano un tirocinio extra-curriculare. Sono migliaia quelli che hanno concluso la propria esperienza lavorativa senza essere stati pagati. Tanti di questi sono addirittura stati costretti a concludere anticipatamente il rapporto di lavoro perché senza stipendio.
    La questione appena riportata è di una gravità enorme e sembra paradossale che il rapporto effettuato da ISFOL non abbia fatto chiarezza su un aspetto così determinante nel giudicare il rendimento di un programma di inserimento lavorativo per il quale è stato investito più di un miliardo di euro.

    Garanzia Giovani è stato istituito nell’aprile 2013 attraverso una Raccomandazione della Commissione Europea. Il programma si rivolge, su scala europea, ai giovani di età compresa tra i 15 ed i 24 anni che non studiano, non lavorano e non sono coinvolti in corsi di formazione (i cosiddetti Neet).
    L’Italia ha deciso di investire ulteriori risorse sull’iniziativa, allargando la platea dei beneficiari anche ai giovani tra i 25 ed i 29 anni.  Le risorse iniziali a ciò destinate erano complessivamente pari a 1,5 miliardi di euro da spendere entro il 2018: oltre 550 milioni di euro dal fondo IOG, un pari importo dal Fondo Sociale Europeo, e circa 400 milioni di euro di cofinanziamento statale. A queste risorse se ne sono poi aggiunte altre, di provenienza sia nazionale, sia regionale.

    Al 31 marzo 2016, rileva il rapporto ISFOL, risultano iscritti a Garanzia Giovani 982 mila persone su un bacino potenziale di 1,7 milioni di ragazzi. Il tasso di copertura è stato, dunque, del 57%.
    La maggior parte dei giovani (39%) è venuta a conoscenza del programma attraverso il passaparola con parenti e amici, il 24% attraverso i centri per l’impiego ed il 19,4% attraverso il web ed i social media.
    Tre quarti dei giovani aderenti si sono iscritti nella speranza di trovare un posto di lavoro e aldilà dei risultati, molti di essi, sono riusciti ad uscire dal circolo vizioso degli “scoraggiati”, riuscendo poi a trovare un’occupazione a prescindere da Garanzia Giovani.
    I ragazzi presi in carico sono 630 mila, con una costante crescita nella capacità dei servizi di prendere in carico gli utenti registrati: si è passati infatti da un indice di copertura ben al di sotto del 50% nel 2014 al 73,7% nel marzo 2016.
    Negli ultimi mesi c’è stata una netta accelerata a tal proposito, che ha consentito di recuperare i ritardi accumulati nel 2014.

    Sono, invece, 265.444 i giovani avviati a un intervento di politica attiva, che rappresentano il 42,1% dei presi in carico dai servizi. La maggior parte di essi ha avviato un tirocinio (64,4%), ma ci sono anche giovani che hanno intrapreso attività di accompagnamento al lavoro (11,2%), formazione per l’inserimento lavorativo (6,8%) o servizio civile (2,2%).
    C’è da registrare un aumento, con il passare dei mesi, dei partecipanti che hanno chiuso un intervento e che hanno trovato un’occupazione. Nel dettaglio la quota dei giovani che hanno concluso un intervento sul totale dei partecipanti sale dal 6,8% del 30 settembre 2015 al 14,1% del 31 marzo 2016 (+74.823 unità). I giovani occupati, invece, quasi raddoppiano in termini assoluti, passando dal 14,2% al 22,1%.
    Nonostante gli innumerevoli problemi del programma Garanzia Giovani ha contribuito, almeno in parte, alla diminuzione della disoccupazione giovanile.
    A livello europeo si è passati dal 22,2% al 20,4%, mentre in Italia c’è stata una variazione negativa di 2,5%. I livelli assoluti di disoccupazione giovanile nel nostro Paese rimangono comunque estremamente elevati, esssendo oltre 10 punti percentuali rispetto alla media europea.
    Garanzia Giovani, dunque, non basta: sarà necessario un intervento più organico di politiche attive che faccia diminuire in maniera drastica il numero di Neet, aspetto per il quale l’Italia vanta il poco onorevole primato europeo.