«Al CNEL sono depositati oltre 1.000 contratti. È una giungla da disboscare. Perché quando si è nella giungla non si intravede l’orizzonte». Lo dice Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative intervenendo a “Un lavoro a misura della persona” organizzato a Roma dalla CISL.
«Sul lavoro e lo sviluppo non è l’ora della contrapposizione, ma della costruzione. La soluzione al salario povero – aggiunge Gardini – non è nel salario minimo ma nell’esaltazione della contrattazione. Nel rafforzamento dello strumento contrattuale».
«Ci sono dei tavoli aperti di rinnovo contrattuale, penso per esempio a quello delle cooperative sociali, dove vanno alzate le retribuzioni, ma questi aumenti devono passare attraverso il riconoscimento della PA delle giuste tariffe. Non si può pensare che le imprese – conclude Gardini – siano erogatrici di servizi senza che vengano loro riconosciute qualità e tariffe adeguate».





si registra una riduzione di ben 146mila unità.
subordinato. La prima forma di garanzia riguarda il pagamento della prestazione lavorativa. Viene, infatti, inserito l’obbligo per il committente di pagare la fattura entro 60 giorni dalla sua emissione. Per ogni giorno di ritardo il professionista potrà ottenere un risarcimento superiore alla cifra spettante e avrà la possibilità di dedurre al 100% le spese sostenute per ottenere il proprio compenso.
l’ultima rilevazione dell’Istat fornisce buone notizie per il mercato del lavoro italiano.
e appaltatore. Negli ultimi mesi c’è stato un vero e proprio boom dei voucher, strumenti che sono nati per regolamentare prestazioni di lavoro occasionali, soprattutto nel settore agricolo e per determinate categorie di lavoratori (studenti e pensionati), salvo poi diventare di fatto un meccanismo per regolare veri e propri rapporti di lavoro subordinati.
contratto di lavoro. Secondo un’indagine condotta da LinkedIn, il 49% dei genitori interpellati è felice del lavoro del proprio figlio più che della laurea (43%) e del loro primo passo (38%). Ci sono paesi come la Gran Bretagna dove questo particolare primato spetta, in maniera assolutamente bizzarra, al conseguimento della patente di guida.
settembre, anche se in calo dell’1,2% rispetto al mese precedente).


Il nostro Paese si trova così al secondo posto, dietro solo alla Turchia, per la diffusione dei giovani che non studiano e non lavorano. A differenza della Turchia, però, dove la percentuale di Neet è diminuita negli ultimi 8 anni, passando dal 42,6% del 2007 al 29,8% del 2015, in Italia i Neet sono aumentati a ritmo sostenuto. Solo la Grecia è stata protagonista di aumento dei disoccupati e degli inattivi tra la popolazione giovanile maggiore rispetto all’Italia.
Uno dei settori dove è maggiore l’abuso dei voucher è l’edilizia, mentre nel comparto del turismo, del commercio e dei servizi, questa forma lavorativa ha quasi completamente sostituito il lavoro strutturato.