Categoria: Lavoro

  • lavoro nero agricoltura

    La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva nell’ambito della riunione della Commissione centrale di coordinamento dell’attività di vigilanza, presieduta dal Sottosegretario Luigi Bobba, ha comunicato i dati sui risultati dell’attività ispettiva sui luoghi di lavoro nel 2015.

    Come riportato dal Ministero del Lavoro, nell’anno appena trascorso è aumentato il numero di ispezioni effettuate e parallelamente è cresciuta anche la quantità di irregolarità rilevate.
    Nel 2015 sono state realizzate, per la precisione, 145.697 ispezioni, a fronte di 140.173 dell’anno precedente alle quali vanno aggiunti anche 8.613 accertamenti in lavoro nero agricolturamateria di Cassa Integrazione Guadagni, anche in deroga, di contratti di solidarietà e di patronati.
    C’è stato, dunque, un aumento dei controlli di oltre 5.000 unità.
    Impressiona il numero di rapporti lavorativi irregolari riscontrati. Sono, infatti, 85.981 i casi in cui sono stati contestati illeciti “sostanziali” in materia di lavoro e legislazione sociale o di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, corrispondenti a circa il 60% delle ispezioni effettuate.
    Rispetto all’anno precedente c’è stato un sostanziale aumento, se pensiamo che nel 2014 il rapporto tra controlli ed irregolarità rilevate era del 53%.

    Aumenta anche il numero di lavoratori irregolari, passati da 73.508 nel 2014 a 78.298 nel 2015. Tra gli irregolari spiccano i lavoratori trovati “in nero” che rappresentano oltre il 53% del totale.
    Uno dei problemi più gravosi nell’ambito del lavoro, specie in quello agricolo, è il caporalato. Recentemente il Governo ha varato una serie di misure di contrasto al fenomeno del caporalato, prevedendo l’istituzione delle rete del lavoro agricolo di qualità, ovvero un sistema che fornisce una sorta di “bollino etico” alle aziende che rispettano i contratti di lavoro.
    I risultati, però, fin qui non sono stati eccelsi, con poche aziende che sono riuscite ad entrare a far parte della rete.
    Come evidenziato dal Ministero del Lavoro, nel settore agricolo sono state effettuate 8.662 ispezioni a fronte dei 5.434 accertamenti del 2014 (+59,40%). All’esito di tali controlli sono stati riscontrati 6.153 lavoratori irregolari di cui 3.629 “in nero”. Sono stati inoltre accertati 713 fenomeni riconducibili alla interposizione di manodopera e al caporalato.


  • garanzia giovani unione europea

    Gli occhi dell’Unione Europea sul programma Garanzia Giovani.
    I risultati della misura di contrasto alla disoccupazione giovanile non sono stati certamente eccezionali. Di qui la volontà di Bruxelles di vederci più chiaro.

    Sarebbe in programma, infatti, per i prossimi giorni un viaggio in Italia da parte di emissari europei per verificare lo stato attuazione del programma finanziato dall’Ue per ridurre il numero di Neet (giovani che non studiano e non lavorano).
    garanzia giovani unione europeaIn questi mesi si sono susseguite numerose polemiche in merito all’efficacia della misura nel nostro Paese. Sono migliaia le domande prese in carico dai centri per l’impiego, incapaci, però, di gestire l’enorme mole di lavoro considerate le carenze di personale.
    Il più delle volte non è stato effettuato alcun matching tra domanda e offerta di lavoro, impedendo di fatto a tantissimi di giovani di iniziare un’esperienza lavorativa attraverso un contratto di tirocinio.
    Nei casi in cui, invece, è iniziato il rapporto di lavoro, gli enti erogatori delle retribuzioni (Regioni e Inps) si sono resi protagonisti di enormi ritardi nei pagamenti.
    La notizia dei possibili controlli Ue deriva dalla richiesta di avere maggiore trasparenza sui dati dei Paesi membri portata avanti da Martina Dlabajova, deputata della Repubblica ceca e vicepresidente della Commissione per il controllo dei bilanci. Un’eventuale ispezione dell’Unione Europea metterebbe in luce le inadempienze delle istituzioni e delle amministrazioni italiane, ponendo così in grave imbarazzo l’Italia in sede europea.


  • garanzia giovani bonus

    Il programma Garanzia Giovani presenterà alcune importanti novità per l’anno 2016.
    Nei giorni scorsi abbiamo fatto chiarezza sugli obiettivi dell’iniziativa e sugli incentivi per le aziende che decidono di attivare dei tirocini o di assumere giovani di età compresa tra i 18 ed il 29 che non studiano e non lavorano.

    Proprio in tema di incentivi fiscali alle aziende troviamo le maggiori novità per l’anno in corso.
    garanzia giovani bonusSaranno, infatti, raddoppiati i bonus per le assunzioni di giovani che hanno partecipato ad un tirocinio nell’ambito del programma Garanzia Giovani.
    Saranno previsti i seguenti sgravi fiscali per l’azienda che decide di assumere un ragazzo iscritto a Garanzia Giovani a partire dal 1° marzo al 31 dicembre 2016:

    • 2.000 euro per i giovani con profilazione molto alta assunti con contratti a tempo determinato che vanno da 6 a 12 mesi;
    • 1.500 euro per i giovani con profilazione alta assunti con contratti a tempo determinato che vanno da 6 ai 12 mesi;
    • 4.000 euro per i giovani con profilazione molto alta assunti con contratti a tempo determinato della durata superiore a 12 mesi;
    • 3.000 euro per i giovani con profilazione alta assunti con contratto a tempo determinato della durata superiore a 12 mesi;
    • 6.000 euro per i giovani con profilazione molto alta assunti con contratto a tempo indeterminato;
    • 4.500 euro per i giovani con profilazione alta assunti con contratto a tempo indeterminato;
    • 3.000 euro per i giovani con profilazione media assunti con contratto a tempo indeterminato;
    • 1.500 euro per i giovani con profilazione bassa assunti con contratto a tempo indeterminato.

    L’idea di raddoppiare il bonus deriva dalla volontà di incentivare le assunzioni in luogo di tirocini o corsi di formazione. Una delle altre novità di Garanzia Giovani 2016 è proprio la riduzione del contributo di partecipazione al programma, che sarà adesso di 300 euro mensili e non più di 400 euro come previsto invece per il 2015.
    Spetterà all’azienda integrare il compenso del tirocinio con le risorse stanziate all’interno del programma.
    Tra le misure introdotte nel 2016 ci sono quelle riguardanti il cosiddetto Selfiemployment. Viene istituito un fondo da 124 milioni di euro che finanzierà i giovani lavoratori autonomi che decidono di avviare una nuova attività di impresa, sia in forma individuale che di società.
    L’importo del finanziamento va da un minimo di 5.000 euro fino ad un massimo di 50.000 euro.


  • decreto flussi

    Il decreto flussi stabilisce i flussi d’ingresso nel territorio italiano dei lavoratori non comunitari.
    Per il 2016 sono ammessi in Italia massimo 17.850 lavoratori non comunitari per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo. All’intero di questa quota sono comprese le conversioni in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e per lavoro autonomo di permessi di soggiorno rilasciati ad altro titolo.

    Viene stabilito nel dettaglio come ripartire le quote. Il decreto effettua la seguente suddivisione:

    • Sono ammessi in Italia 1.000 cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero, che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi d’origine.
    • È previsto l’ingresso di 2.400 cittadini non comunitari per motivi di lavoro autonomo. Sono ammesse le seguenti categorie:
      1. imprenditori che intendono attuare un piano di investimento di interesse per l’economia italiana, che preveda l’impiego di risorse proprie non inferiori a 500.000 euro e provenienti da fonti lecite, nonché la creazione almeno di tre nuovi posti di lavoro;
      2. decreto flussiliberi professionisti che intendono esercitare professioni regolamentate o vigilate, oppure non regolamentate ma rappresentate a livello nazionale da associazioni iscritte in elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni;
      3. titolari di cariche societarie di amministrazione e di controllo espressamente previsti dal decreto interministeriale 11 maggio 2011, n. 850;
      4. artisti di chiara fama o di alta e nota qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici o privati, in presenza dei requisiti espressamente previsti dal decreto interministeriale 11 maggio 2011, n. 850;
      5. cittadini stranieri che intendono costituire imprese «start-up innovative» ai sensi della legge 17 dicembre 2012 n. 221, in presenza dei requisiti previsti dalla stessa legge e che sono titolari di un rapporto di lavoro di natura autonoma con l’impresa.
    • 100 lavoratori per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo che siano originari italiani per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado in linea diretta di ascendenza, residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile;
    • 100 lavoratori non comunitari che hanno partecipato ad Expo;
    • È autorizzata la conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato di:
      1. 4.600 permessi di soggiorno per lavoro stagionale;
      2. 6.500 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale;
      3. 1.300 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione europea.
    • È autorizzata  la conversione in permessi di soggiorno di lavoratori per lavoro autonomo di:
      1. 1.500 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale;
      2. 350 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione europea.

    A partire dal 3 febbraio 2016 è possibile scaricare l’applicativo per la precompilazione della domanda, che troverete a questo indirizzo.


  • garanzia giovani calabria

    Riparte Garanzia Giovani in Calabria.
    Dopo la temporanea sospensione del servizio a causa della mancanza di fondi, la Regione, con una disposizione del 27 gennaio 2016, comunica lo stanziamento di ulteriori 5 milioni di euro per il programma di contrasto alla disoccupazione giovanile.

    A partire dal 1° febbraio 2016 e fino ad esaurimento delle risorse, il Dipartimento Sviluppo Economico, Lavoro e Politiche Sociali della Regione Calabria mette a disposizione altri 1.700 tirocini.
    garanzia giovani calabriaSempre a decorrere dal 1° febbraio 2016 sarà possibile far registrare presso i centri per l’impiego le Convenzioni di Politica attiva C06 Misura – 5 Tirocini sul Sistema Informativo Regionale.
    La notizia arriva in un momento di grandi polemiche in merito ai mancati pagamenti dei tirocini precedentemente attivati.
    Per la giornata di domani è prevista una manifestazione dei giovani che non hanno ancora ricevuto la retribuzione spettante. Decine di ragazzi provenienti da tutta la Calabria terranno un sit-in di protesta a Catanzaro, nella nuova sede della Giunta Regionale che proprio domani verrà inaugurata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
    I ritardi nei pagamenti sono uno dei tanti problemi palesati dal programma Garanzia Giovani, non solo in Calabria ma anche nel resto d’Italia.
    Nei giorni scorsi l’assessore Scuola, Lavoro, Welfare e Politiche Giovanili della Regione Calabria, Federica Roccisano, ha garantito un rafforzamento della struttura operativa di Garanzia Giovani per accelerare le procedure di pagamento che dovrebbero essere espletate entro un mese.



  • Assumere giovani che hanno partecipato al programma Garanzia Giovani conviene.
    Sono presenti, infatti, diversi incentivi per aziende e professionisti che decidono nell’anno in corso di assumere ragazzi iscritti a Youth Garantee.

    Garanzia Giovani è il programma europeo di lotta alla disoccupazione giovanile e rivolto ai cosiddetti Neet, ovvero i giovani under 30 che non studiano e non lavorano. Vengono finanziati tirocini, corsi di formazione e forme di autoimpiego.
    garanzia-giovaniI vantaggi di Youth Garantee, però, non finiscono qui. Come accennato in precedenza, infatti, la misura prevede anche bonus per l’assunzione degli iscritti al programma.
    Per il 2016 sono stati rimodulati gli incentivi, raddoppiando gli sgravi per gli impieghi stabili stipulati dal 1° Marzo 2016 al 31 Dicembre 2016 e diminuendo, invece, quelli per i tirocini.
    Ecco nel dettaglio l’elenco degli incentivi previsti dalla nuova disciplina normativa:

    • 2.000 euro per i giovani con profilazione molto alta assunti con contratti a tempo determinato che vanno da 6 a 12 mesi;
    • 1.500 euro per i giovani con profilazione alta assunti con contratti a tempo determinato che vanno da 6 ai 12 mesi;
    • 4.000 euro per i giovani con profilazione molto alta assunti con contratti a tempo determinato della durata superiore a 12 mesi;
    • 3.000 euro per i giovani con profilazione alta assunti con contratto a tempo determinato della durata superiore a 12 mesi;
    • 6.000 euro per i giovani con profilazione molto alta assunti con contratto a tempo indeterminato;
    • 4.500 euro per i giovani con profilazione alta assunti con contratto a tempo indeterminato;
    • 3.000 euro per i giovani con profilazione media assunti con contratto a tempo indeterminato;
    • 1.500 euro per i giovani con profilazione bassa assunti con contratto a tempo indeterminato.

    Se, invece, il giovane viene assunto con un contratto di apprendistato, le aziende ed i professionisti possono cumulare i benefici di questo tipo di contratto con quelli di Garanzia Giovani per quei contratti di apprendistato che consentono di conseguire una qualifica o un diploma professionale.
    Viene ridotta, invece, a 300 euro l’indennità mensile erogata per i tirocini, considerata la volontà del Governo di incentivare le assunzioni piuttosto che la stipula di tirocini.


  • smart working

    Lo smart working è una forma di lavoro flessibile per tempi e spazi, che permette di fatto al lavoratori di compiere la propria attività lavorativa da casa o comunque in luoghi diversi dal tradizionale ufficio.

    Si tratta di una modalità sempre più diffusa anche nel nostro Paese, tanto da portare il Governo a disciplinarla attraverso una legge collegata al ddl Stabilità.
    L’idea alla base dello smart working è di far conciliare la vita privata del lavoratore con le proprie mansioni, consentendo, ad esempio, ai genitori di continuare ad eseguire la propria attività lavorativa esplicando al contempo i propri doveri familiari.
    Un simile modello di organizzazione del lavoro porta secondo molte aziende e anche secondo molti lavoratori ad aumentare la produttività di questi ultimi.
    Ma come valutano lo smart working quelli che sono impegnati in questo tipo di attività?

    Un’indagine realizzata dalla società Ales Market Research per conto di Citrix Italia ci aiuta ad avere un quadro più chiaro della situazione.
    Il campione è composto da 600 lavoratori che almeno un giorno alla settimana svolgono le loro mansioni lontano dalla propria sede principale, hanno un’età smart workingcompresa tra i 18 e i 50 anni e sono divisi in misura uniforme sul territorio nazionale e per genere (46% uomini e 54% donne).
    Alcuni passano la maggior parte del proprio tempo in ufficio e solamente un giorno la settimana lavorano da casa, mentre altri lavorano per lo più dai clienti o svolgono gran parte del proprio lavoro a casa o in luoghi diversi dall’azienda.
    Il 68% degli intervistati dichiara che lo smart working consente di bilanciare meglio la propria vita lavorativa con quella aziendale, mentre il 65% apprezza l’annullamento dei tempi di spostamento, il che consente al lavoratore di essere più efficiente e motivato.
    Cambia anche il tipo di lavoro: lo smart working permette, infatti, di guardare più ai singoli obiettivi da realizzare che ad un semplice orario di lavoro da completare; questo per il 54% degli intervistati aiuta ad arricchire il proprio curriculum e a ricercare un nuovo lavoro, aumentando il proprio livello di flessibilità.

    Ci sono, però, anche alcuni aspetti negativi. Innanzitutto lo smart working, nonostante sia messo in pratica dall’80% delle aziende degli intervistati, non è frutto di una scelta aziendale ben precisa, ma solamente di richieste dei lavoratori stessi.
    Per quanto riguarda gli elementi negativi in senso stretto, il 71% crede sia importante mantenere un certo distacco tra vita privata e lavorativa, differenze che per chi pratica lo smart working sono più sfumate.
    Il 33% pensa, inoltre, che in questo modo venga persa la dimensione sociale del lavoro, venendo meno il contatto e l’interazione quotidiana con i colleghi, una dimensione, quest’ultima, svantaggiosa anche per l’azienda che perde in termini di senso di appartenenza.


  • cassa integrazione italia

    Nel 2015 sono 677,3 milioni le ore autorizzate di cassa integrazione con un calo del 35,6% rispetto all’anno precedente.
    A riportarlo è l’Inps che mostra come i numeri dell’anno appena trascorso siano i più bassi dal 2008 in avanti.

    Dall’avvento della crisi, infatti, c’è stata una netta impennata delle ore di cassa integrazione, giunte stabilmente sopra quota 1 miliardo.
    cassa integrazione italiaPer la prima volta negli ultimi sette anni nel 2015 l’Italia è stata sotto questa cifra a dimostrazione della parziale ripresa dell’attività imprenditoriale.
    Siamo, però, ancora lontani dalla cifre pre-crisi. Nel 2008, per intenderci, le ore di cassa integrazione autorizzate ammontavano 228,5 milioni, meno della metà rispetto a quelle fatte registrare negli ultimi dodici mesi.
    A dicembre 2015 sono state, invece, 42,5 milioni, con una variazione negativa su base annua del 52,3%.
    I miglioramenti del mercato del lavoro sono testimoniati anche dalle richieste delle indennità di disoccupazione.
    Sempre secondo l’Inps a novembre 2015 sono state 190.407, in calo del 24,6% rispetto alle 252.847 arrivate a ottobre. I dati disponibili si fermano al mese novembre, non abbiamo, dunque, la serie completa per il 2015.
    Nei primi undici mesi dell’anno passato sono pervenute 1,9 milioni di richieste di disoccupazione contro le 2,26 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente (-14,5%).
    I dati appena riportati rappresentano sicuramente una buona notizia per l’Italia che si aggiungono a quelli diffusi la settimana scorsa dall’Istat sul tasso di disoccupazione, attestatosi nel mese di novembre all’11,3% raggiungendo il livello minimo dal novembre 2012, esattamente tre anni fa.
    Bisognerà, però, verificare il rendimento del mercato del lavoro italiano tra qualche mese, quando gli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato diminuiranno e dovrà avvenire una ripresa strutturale e non solo congiunturale dell’intero sistema occupazionale.



  • L’azienda può controllare l’email aziendale del dipendente ed eventualmente licenziarlo qualora quest’ultimo la utilizzi per fini personali.

    È questo il responso di una sentenza della Corte europea dei diritti umani in merito al ricorso presentato da un cittadino romeno, oggetto di licenziamento da parte della propria azienda per avere usato l’email di Yahoo intestata all’azienda per dialogare con la fidanzata ed il fratello.
    lavoro italiaI tribunali nazionali avevano definito nullo il licenziamento in quanto violava, secondo i giudici romeni, il diritto alla privacy del lavoratore.
    La Corte di Strasburgo, invece, ribalta totalmente la sentenza, sostenendo che “non è irragionevole che un datore di lavoro voglia verificare che i dipendenti portino a termine i propri incarichi durante l’orario di lavoro”.
    Il tribunale precisa, inoltre, che il controllo dell’email da parte dell’azienda è stato effettuato nella convinzione che ci fossero solo messaggi di tipo professionale e che il contenuto delle email stesse non è stato utilizzato per disporre il licenziamento, tutelando così la privacy del dipendente.
    La sentenza ha un valore particolarmente interessante in Italia, considerate le ultime novità normative inserite nel Jobs Act. La riforma del mercato del lavoro, infatti, disciplina la possibilità da parte del datore di lavoro di controllare l’email, il telefono ed i tablet aziendali, senza un accordo sindacale precedente.
    La norma in questione pone, secondo alcuni giuristi, molti profili di incostituzionalità; la decisione della Corte europea dei diritti umani ribalta, però, questo orientamento e fornisce all’azienda un significativo potere di controllo dell’operato dei propri lavoratori.


  • lavoro

    Nel mese di novembre 2015 il tasso di disoccupazione si attesta all’11,3%, raggiungendo il livello minimo dal novembre 2012.
    A rivelarlo è l’Istat con la sua elaborazione mensile sul mercato del lavoro italiano.

    Dopo i parziali rallentamenti di settembre ed ottobre, novembre può essere valutato invece come un mese positivo.
    Cresce, infatti, il numero degli occupati di 36mila unità (+0,2%) su base mensile e di 206mila unità nel confronto con novembre 2014.
    lavoroVariazioni incoraggianti riguardano anche la disoccupazione. A novembre, infatti, il numero dei disoccupati è di  2.871.000 in calo di 48.000 unità su ottobre e di 479.000 unità su novembre 2014.
    Il tasso di disoccupazione, come detto, si attesta all’11,3%, con una variazione negativa dello 0,2% su base mensile e dell’1,4% su base annua.
    A differenza dei mesi precedenti, quando la riduzione del tasso di disoccupazione era attribuile anche e soprattutto all’aumento del tasso di inattività, questa volta il numero di inattivi è rimasto sostanzialmente inalterato rispetto al mese precedente, segno che, forse, per la prima volta siamo di fronte ad un reale miglioramento del mercato del lavoro in Italia.

    Se analizziamo nel dettaglio i dati rileviamo che tali variazioni positive derivano da un miglioramento tra la componente femminile, tra i nuovi assunti a tempo indeterminato e i lavoratori dipendenti.
    Tra gli elementi appena riportati è particolarmente interessante valutare la crescita dei dipendenti permanenti.
    Come riporta l’Istat c’è stato un aumento dei nuovi contratti a tempo indeterminato dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell’1% nel confronto con novembre 2014.
    Una delle principale spiegazioni della riduzione del tasso di disoccupazione è certamente la presenza di incentivi per le nuove assunzioni a tempo indeterminato.
    Nella scorsa Legge di Stabilità sono stati inseriti degli sgravi contributivi fino a 8.060 euro annui per le aziende che assumono nuovi addetti con forme contrattuali permanenti o che trasformano contratti a termine in contratti a tempo indeterminato.
    Ma perché tale sgravio fiscale ha avuto degli effetti particolarmente positivi nonostante sia utilizzabile da circa un anno? La spiegazione è presto detta.
    Nella Legge di Stabilità appena approvata il Governo ha stabilito una progressiva riduzione degli incentivi di qui ai prossimi anni. Per usufruire dello sgravio fiscale nella sua totalità era necessario, dunque, assumere nuovi addetti entro fine anno.
    Di qui, dunque, la crescita delle nuove assunzioni a tempo indeterminato. Vedremo nei prossimi mesi se le variazioni positive fatte registrare a novembre saranno frutto di un semplice andamento congiunturale o se effettivamente il mercato del lavoro italiano stia beneficiando della crescita del Pil e del Jobs Act.



  • L’Inps ha comunicato i dati sulla cassa integrazione nel mese di novembre.
    Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale le ore di cassa integrazione sono state 52,4 milioni, con una variazione negativa del il 38,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
    Nel confronto con il mese di ottobre, invece, il calo è del 14,1%.

    Su questi dati, però, incide fortemente il blocco autorizzativo disposto per le nuove norme sulla cassa integrazione ordinaria, inserite all’interno del Jobs Act.
    produzione industriale istatLa riforma del mercato del lavoro modifica la normativa sugli ammortizzatori sociali, portando, ad esempio, la cassa integrazione a 24 mesi in un quinquennio mobile. Per questo motivo sono state bloccate tutte le nuove richieste di cgi in attesa dell’applicazione della nuova legge.
    Per quanto riguarda nello specifico la cassa integrazione ordinaria sono in tutto 6,9 milioni le ore concesse, in calo del 65,7% rispetto a novembre 2014, quando ammontavano a 20,1 milioni. Con riferimento ai singoli settori la riduzione annua è stata del 71,1% nel settore industria e del 45,5% nel settore edilizia.
    Le ore di cig straordinaria, invece, sono state 37,7 milioni, con una variazione negativa del 9,1% rispetto a novembre 2014, quando le ore concesse erano 41,5 milioni; sono 7,8 milioni, infine, le ore di cassa integrazione in deroga, in diminuzione del 67,1% rispetto ad un anno fa, quando erano state autorizzate 23,6 milioni di ore.
    Diminuiscono anche le richieste di disoccupazione, in calo del 23,8% su base tendenziale.



  • Torna a presentarsi in maniera preoccupante il fenomeno delle “morti bianche”.
    Come riportato dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail) nei primi dieci mesi del 2015 ci sono state 729 “denunce di infortunio con esito mortale sul luogo di lavoro” contro le 628 dello stesso periodo dell’anno precedente.

    In tutto, quindi, ci sono stati 101 morti bianche in più con una variazione del +16,1%.
    Il dato è abbastanza preoccupante se consideriamo che negli ultimi dieci anni il numero di morti sul lavoro era stato in costante diminuzione. L’anno scorso era inailstato addirittura raggiunto il minimo storico (674), frutto probabilmente di una migliore prevenzione e di una maggiore attenzione verso le tematiche sulla sicurezza sul lavoro.
    Sono aumentati gli strumenti a disposizione dei lavoratori per conoscere i propri diritti, oltre ad essere cresciute le sanzioni per chi non rispetta le regole disciplinate nel decreto legislativo 81 del 2008.
    Come riporta l’Inail, però, se consideriamo anche i cosiddetti “decessi in itinere”, ovvero quelli accaduti mentre ci si recava o si tornava dal posto di lavoro, le morti salgono addirittura a 988 contro le 833 dei primi dieci mesi del 2014 (+18,6%).
    Continua a diminuire, invece, il numero di infortuni sul posto di lavoro. Nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2015 sono state 463.189 le denunce d’infortunio, con un calo del 4,2% rispetto al 2014, per effetto di una diminuzione più sostenuta per gli infortuni in occasione di lavoro (-4,6%) e di uno più contenuto per quelli in itinere (-2,0%).