• Il ritardo accumulato dall’Italia in materia di banda larga grida vendetta.
    Il nostro paese è agli ultimi posti tra i paesi europei ed è lontano anni luce dagli obiettivi posti dall’Agenda Digitale Europea.
    Secondo il piano continentale entro il 2020 tutta la popolazione deve avere un collegamento Internet di 30 mega e metà di essa deve possedere una connessione di 100 mega.

    Jobs act via i Co.co.pro e modifiche alle Partite IvaImpossibile per l’Italia pensare di poter arrivare a questo obiettivo in così poco tempo. Colpa delle istituzioni italiane, restie per anni ad investire in innovazione e tecnologia, e degli investitori privati, molto attenti ai costi dell’operazione banda larga più che agli eventuali profitti.
    Certamente esiste un problema infrastrutturale nel nostro paese. Per avere una copertura ampia della connessione veloce bisogna effettuare lavori molto costosi su tutto il territorio nazionale.
    I privati non sembrano intenzionati ad accollarsi i costi di questa operazione.
    Ecco perchè il Governo proporrà una manovra che vedrà l’esborso di una notevole quantità di soldi pubblici.

    Si parla di circa 8 miliardi così ripartiti: 2,4 miliardi di euro di fondi comunitari Fesr e Feasr, 4 miliardi di fondi coesione e sviluppo stanziati dal governo ed infine altre due miliardi messi a disposizione da soggetti privati.
    A questi finanziamenti vanno aggiunte le agevolazioni fiscali previste nel decreto Sblocca Italia, con un credito d’imposta fino al 50% e che interesseranno le aree marginali e quelle a fallimento totale di mercato.
    Come riportato dal Corriere Economia, il territorio italiano, infatti, verrà diviso in quattro cluster in base alle possibilità remunerative dell’implementazione della banda larga. Oltre alle due già citate, ci sono anche le 15 maggiori città italiane, dove il profitto per gli operatori dovrebbe essere assicurato, e più di 1000 comuni ad attrattività variabile.
    La maggior parte degli investimenti pubblici interesserà le aree più svantaggiate, specie quelle del Mezzogiorno, mentre i finanziamenti privati interesseranno le grandi città.
    La speranza è che queste risorse vengano spese in maniera efficiente, perchè l’Italia non può più permettersi passi falsi in materia di banda larga.
    Vedremo quale sarà nel dettaglio il piano nazionale che verrà presentato venerdì in Consiglio dei Ministri.