Un atto di intimidazione, uno dei tanti, che non scalfisce e non fermerà chi da anni opera contro le mafie e l’illegalità.
Una raffica di colpi d’arma da fuoco ha abbattuto la scritta “Bene riscattato alla camorra e restituito all’Italia”, posta nell’ex villa bunker del clan Graziano, a Quindici, paesino di circa duemila abitanti in provincia di Avellino.
Oggi il bene risulta confiscato alla mafia ed è pronto a diventare un’impresa tessile.
L’attentato è arrivato nella notte, alla vigilia dell’inaugurazione del “Maglificio100Quindici Passi“, alla quale sarà presente anche Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera.
Il progetto per la costruzione dell’impresa è stato portato avanti dalla cooperativa sociale Oasiproject, associata di Confcooperative Avellino, e sostenuto da Fondazione Con Il Sud e da Libera stessa.
La struttura, confiscata al clan Graziano, è stata ristrutturata e sarà adibita alla produzione di maglieria artigianale. Al suo interno nascerà una scuola di arti e di mestieri, dove si incontreranno tradizione ed innovazione e dove a breve inizieranno a lavorare sette giovani apprendisti.
Il “Maglificio100Quindici Passi” è un esempio straordinario di come un bene appartenente alla mafia possa essere restituito alla collettività e riutilizzato per fini sociali.
La mafia, in tutte le sue forme e denominazioni, arreca danni economici enormi alle comunità locali: ostacola la concorrenza, promuove il lavoro nero e l’illegalità, frena le attività commerciali e crea quel sentimento di paura e rassegnazione che impedisce lo sviluppo di una società realmente innovativa.
Trasformare un bene di proprietà del potere mafioso in un’impresa, che recupera l’antica arte del lavorare a maglia, ha un sapore di speranza, che un attentato, come quello occorso la scorsa notte, non può in alcun modo cancellare.
Quegli spari, al contrario, rafforzano il lavoro svolto dalla coop Oasiproject e da quanti, in Campania come nel resto d’Italia, stanno operando per restituire dignità a territori afflitti dalla violenza e guidati da pratiche antiche ed inefficienti.
Maria Patrizia Stasi, presidente di Confcooperative Campania, ha espresso al meglio il sentimento ed il pensiero di tutto il mondo della cooperazione, al quale noi di Cooperative Italia ci uniamo, esprimendo la nostra solidarietà ad Oasiproject e a tutti quelli che stanno portando avanti questo progetto: «Ai nostri cooperatori dico: non arrendiamoci, e non pensiamo mai di essere dalla parte sbagliata». ha dichiarato Maria Patrizia Stasi «Le istituzioni e le comunità hanno il dovere di intervenire, di proteggere chi investe per il bene comune e per lo sviluppo dell’economia locale e regionale. Siamo vicini alla nostra cooperativa e a quanti si stanno impegnano per la legalità e l’occupazione».

