La produzione di agrumi è una peculiarità tipica dei paesi del Mediterraneo. L’Italia ed il Sud in particolare sono le aree geografiche leader del settore.
Secondo un’indagine del Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti (Usda), però, il comparto sembra stia attraversando una profonda crisi.
In base ai dati riportati da questa analisi, scopriamo che nell’annata 2014/2015 nei paesi dell’Unione Europea sono stati raggiunti i 10,3 milioni di tonnellate di agrumi prodotti, una cifra nettamente inferiore rispetto a quella della stagione predente.
La produzione di arance, in particolare, si attesta sui 5,7 milioni di tonnellate (-14% nel confronto con il 2013/2014), quella di mandarini è sui 3,1 milioni di tonnellate (-4%), mentre solo la produzioni di limoni fa registrare una crescita del 19% per un totale di 1,5 milioni di tonnellate.
La crisi diventa ancora più acuta se analizziamo i dati dell’Italia. Il nostro paese, infatti, perde 25 punti percentuali rispetto al 2013/2014 per la produzioni di arance e rispettivamente il 15% ed il 2% per mandarini e limoni.
Come evidenziato dal rapporto, il calo delle produzione di arance in Sicilia e Calabria, ovvero le principali regioni produttrici dell’agrume (coprono rispettivamente il 59% ed il 22% della produzione italiana), va ascritto alla scarsezza di piogge negli ultimi dodici mesi e al virus Citrus Tristeza Virus (CTV) che ha infettato circa 32.000 ettari nella provincia di Catania e di Siracusa.
Per quanto riguarda i mandarini, questi ultimi hanno fatto registrare un calo della produzione del 19% mentre le clementine hanno perso 9 punti percentuali rispetto all’annata precedente.
Più stabile, invece, la situazione della produzione di limoni, con una perdita piuttosto limitata (-2% rispetto al 2013/2014), ma una qualità degli agrumi che dovrebbe rimanere piuttosto elevata.

