Il mondo dell’ortofrutta sta attraversando un periodo complesso. Le elevate temperature rischiano di mettere a repentaglio alcune produzioni come quelle dei pomodori e delle pesche.
Ma una delle questioni maggiormente rilevanti riguarda l’embargo imposto dalla Russia e che è stato esteso fino a giugno 2016; un provvedimento che impedisce ai prodotti ortofrutticoli italiani di approdare in un mercato importante come quello russo.
Le aziende agricole italiane hanno subito così gravi perdite, non riuscendo a trovare una collocazione alternativa ai propri prodotti.
Per questo motivo, nei giorni scorsi, i rappresentanti delle cooperative agricole hanno incontrario il Commissario Ue all’Agricoltura Phil Hogan. L’obiettivo è trovare soluzioni immediate per aiutare i produttori ortofrutticoli in un periodo stagionale particolarmente delicato per questo comparto.
«Accogliamo con soddisfazione la notizia diffusa ieri, a margine del Consiglio Agricolo Ue, dal Commissario Ue all’Agricoltura Phil Hogan che ha annunciato che sta preparando una proposta di misure straordinarie di sostegno per il settore ortofrutticolo per fronteggiare le difficoltà di mercato prodotte dall’embargo russo» ha dichiarato Giorgio Mercuri, presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.
L’Unione europea si è dimostrata sensibile alle problematiche degli agricoltori e pare intenzionata ad attuare una serie di misure, volte a tutelare quello che è a tutti gli effetti un patrimonio dell’Europa mediterranea, ovvero l’ortofrutta.
Nelle intenzioni delle istituzioni europee c’è la possibilità di prorogare le misure di ritiro straordinarie dal mercato dei prodotti ortofrutticoli, attraverso le quali l’Unione Europea ha aiutato in questi anni le aziende ortofrutticole.
«Ora auspichiamo» continua Mercuri «che le misure che saranno proposte dal Commissario rispondano alle esigenze che abbiamo da tempo rappresentato e vengano attivate in maniera tempestiva, per evitare il ripetersi della situazione della scorsa estate, quando la Commissione deliberò tali misure solo tardivamente, a campagna produttiva ormai finita».

