• bcc riforma

    Ci sono voluti circa 11 mesi, ma alla fine pare che il processo di autoriforma delle Bcc sia stato portato a compimento ed entro fine anno dovrebbe essere approvato dall’esecutivo.
    Alessandro Azzi, presidente di Federcasse, la federazione delle banche di credito cooperativo, ha presentato al Governo un proposta di riforma che prevede un’unica capogruppo ed un’autonomia delle singole Bcc limitata rispetto al sistema attuale.

    “La singola bcc atomistica non è più sostenibile in futuro – ha dichiarato Alessandro Azzi al Corriere Economia – Ogni singolo istituto vedrà salvaguardata la sua piena autonomia, ma dovrà aderire ad una capogruppo attraverso un patto di bccadesione Risk Based. Più le singole Bcc saranno virtuose più elevato sarà il loro grado di autonomia”
    Uno dei punti più discussi del provvedimento di riforma riguarda, invece, la dotazione di capitale della capogruppo (è ancora individuare l’istituto finanziario che sarà a capo del sistema).
    Federcasse propone un capitale da 1 miliardo di euro, mentre la Banca d’Italia spinge per una dotazione inferiore.
    L’intento della federazione rimane comunque quello di salvaguardare i principi mutualistici e di democrazia economica che storicamente contraddistinguono le Bcc.
    Verrà mantenuto, ad esempio, il voto capitario (una testa un voto), un principio che invece è stato eliminato per le banche popolari con il decreto di riforma approvato lo scorso gennaio.
    Le banche di credito cooperativo rappresentano allo stato attuale un elemento importante dell’intero sistema bancario europeo, con più di 4mila istituti finanziari, quasi 68mila sportelli ed un attivo di 7 milioni di euro.
    La riforma prossima all’approvazione dovrebbe avvicinare le Bcc italiane al mercato, dovendosi confrontare con un contesto profondamente mutato e con una normativa europea che ne impone un cambiamento dei connotati.