Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha annunciato dei sostanziali cambiamenti nelle regole che disciplinano gli incentivi alle imprese.
Non verranno più regolamentati attraverso bandi, ma tramite procedure automatiche. “Gli incentivi non vanno fatti a bando per tre motivi: è ridicolo che tre o
quattro dipendenti del ministero decidano le priorità del Paese e nel 90% delle volte la direzione è sbagliata; i bandi sono spesso surreali; il tempo di realizzazione è di almeno due anni. Tutto ciò, quindi, spesso si trasforma in un incentivo solo alle grandi imprese“.
Queste le parole di Calenda alla Summer School di Confartigianato. L’obiettivo del Governo è innanzitutto favorire le piccole imprese, ampliando così il novero di soggetti che può beneficiare delle agevolazioni, e velocizzare le procedure burocratiche che troppo spesso scoraggiano le aziende ad effettuare nuovi investimenti.
Nella Legge di Stabilità verranno, dunque, stabiliti i requisiti specifici che dovranno possedere le imprese per beneficiare in maniera automatica degli incentivi.
La misura rientra in un piano più ampio per il sostegno dell’attività dell’imprenditoriale. Nella legge di bilancio saranno inseriti altri elementi.
Si parla, ad esempio, di un nuovo piano “Industria 4.0“, che dovrebbe prevedere, tra le altre cose, anche un maxi ammortamento del 200% sui beni funzionali alla digitalizzazione delle imprese. Possibile anche la conferma del super ammortamento del 140% per gli investimenti in beni strumentali per le imprese con sede nel Mezzogiorno e degli sgravi contributivi al 40% per le nuove assunzioni a tempo indeterminato.

