L’unica cosa certa dopo due settimane, di questa triste vicenda, che ha visto perdere la vita un ragazzo attivo e propositivo, è che i funerali di Giulio Regeni saranno venerdì prossimo (12 febbraio) nel pomeriggio alle 14 nella palestra comunale di Fiumicello. E che quasi sicuramente fino ad allora, la verità, a meno di clamorosi sviluppi, sarà ancora lontana. I funerali, ha annunciato il sindaco, saranno aperti a tutti coloro vorranno partecipare e anche le autorità parteciperanno come singoli cittadini. Inoltre, si è raccomandato di non portare fiori, ma di fare opere di bene per migliorare la società e aiutare chi ha bisogno.
Inutile, dar conto delle mille congetture fatte sinora dagli inquirenti egiziani e da quelli italiani, il buco nero che sembra aver inghiottito Regeni mentre era a El Cairo, per i suoi studi come ricercatore di economia, è fatto sicuramente di momenti tragici, difficile da mettere assieme in una società liquida come quella dell’Egitto post rivoluzione, dove “il nemico” può essere sia interno che esterno, sia l’ISIS che i servizi deviati. La vertebra rotta che ne ha causato la morte, le mille ferite sul corpo, sono solo la testimonianza di una violenza feroce e inspiegabile, che deve spingerci tutti anche in nome di Giulio a chiedere maggiore trasparenza e democrazia, anche laddove è più difficile farla rispettare e tollerare, poiché solo così la verità sarà via via più vicina e altri giovani potranno evitare una fine tanto tragica, che sia stata per le proprie idee o per il puro caso di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato.

