Categoria: Bandi & Concorsi

  • “CREARE.COOP”: una call per sostenere la nascita di nuove cooperative di giovani

    Fondo Sviluppo, d’intesa con Confcooperative Giovani, ha deliberato la call “CREARE.COOP” per supportare la nascita di nuove cooperative di giovani.

    Fondo Sviluppo, d’intesa con Confcooperative Giovani, ha deliberato la call “CREARE.COOP” per supportare la nascita di nuove cooperative di giovani quale strumento per realizzare idee di impresa e dare risposta ai nuovi bisogni dei giovani creando nuove opportunità lavorative.

    Requisiti di partecipazione

    Sono ammesse a partecipare alla call le seguenti Cooperative:
    neo cooperative con prevalenza di soci under 35,
    ‐ operanti in tutto il territorio nazionale ad esclusione delle Regioni dotate di un proprio Fondo
    mutualistico (Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Valle D’Aosta);
    ‐ operanti in tutti settori ad eccezione dell’abitazione:
    ‐ costituite da non più di 6 mesi;
    ‐ in fase di costituzione entro i 6 mesi successivi alla candidatura alla call (in tal caso le misure verranno
    erogate alla cooperativa non appena costituita).
    Sono ammesse anche le cooperative costituite (o in fase di costituzione) da un numero da 3 a 8 soci, purché i soci non siano legati da rapporti familiari.

    Tali cooperative devono essere aderenti a Confcooperative.

    Intervento di Fondosviluppo

    Fondosviluppo riconosce alla neo cooperativa giovanile che risulterà ammessa alla call i seguenti interventi:

    1) Supporto allo start -up

    contributo di € 5.000 per i costi di costituzione e per l’avvio, con un tetto massimo per la spesa notarile
    di 2.000 euro;
    – rimborso dei costi di servizi resi dal Centro Servizi Confcooperative territoriale e costi
    dell’accompagnamento
    , per tre anni nel limite massimo di 3.000/anno, sulla base di un contratto di
    servizi che sarà stipulato tra la Cooperativa ed il Centro Servizi Confcooperative del territorio;
    formazione, gestita da Confcooperative nazionale e diretta a tutte le cooperative beneficiarie, su invito
    di Fondosviluppo (gestione cooperativa es: bilancio, normativa di riferimento, controllo di gestione,
    organizzazione e partecipazione soci, strumenti del sistema Confcooperative, etc).
    creazione di una “community”, una rete che coinvolgerà tutte le nuove cooperative costituite al fine di
    facilitare la comunicazione, lo scambio ed un incontro annuale nazionale.

    2) Finanziamenti agevolati

    Nel business plan che le neo cooperative giovanili dovranno presentare secondo quanto specificato al punto successivo, potranno essere evidenziate eventuali necessità di finanziamento per la copertura di investimenti materiali e tecnologici o per costi di gestione.
    A fronte di tali necessità, il finanziamento potrà essere erogato o da una BCC del territorio (previa istanza
    separata da parte della Cooperativa alla propria BCC di riferimento ed a seguito di istruttoria bancaria) oppure potrà essere erogato direttamente da Fondosviluppo, secondo le due ipotesi di seguito descritte:

    Mutuo erogato da una BCC del territorio per un massimo di euro 30.000.
    In tal caso la Cooperativa dovrà attivarsi autonomamente rivolgendosi alla BCC del proprio territorio
    che procederà con una propria istruttoria e determinerà le condizioni del finanziamento.
    Fondosviluppo riconosce alla Cooperativa un contributo pari al 50% degli interessi applicati sul
    finanziamento della BCC locale (le condizioni saranno concordate dalla BCC con la Cooperativa) e il 50%
    dei costi di garanzia rilasciata da Cooperfidi Italia.

    Oppure, in alternativa

    Mutuo erogato da Fondosviluppo per massimo euro 30.000 a fronte di un aumento di capitale
    sociale
    della cooperativa pari almeno a 15.000 euro.
    Condizioni: durata 5 anni (di cui 1 di preammortamento), tasso fisso dell’1% annuo e garanzia
    Cooperfidi Italia pari al 50% del capitale erogato. Sarà rimborsato da Fondosviluppo anche il 50% dei
    costi della garanzia rilasciata da Cooperfidi Italia.

    Scadenze e modalità di partecipazione

    Gli enti cooperativi in possesso dei requisiti di cui al punto precedente devono presentare, unitamente alla documentazione disponibile sulla piattaforma e sul sito ed elencata nel paragrafo “scadenza e modalità di partecipazione”, un progetto di impresa redatto secondo il modello di business plan messo a disposizione da Fondosviluppo e scaricabile dalla piattaforma o dal sito.

    Le domande di partecipazione devono essere inviate entro il 31 marzo 2025 alla email fondosviluppo@confcooperative.it

    Per maggiori informazioni visitare il sito www.fondosviluppo.it




  • Confcooperative ha indetto la terza edizione del concorso “La sostenibilità in cooperativa” con l’obiettivo di valorizzare il contributo delle cooperative ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

    Il concorso è aperto a tutte le cooperative aderenti a Confcooperative e prevede una selezione territoriale prima della classificazione nazionale dei vincitori, la cui premiazione avverrà il 25 ottobre a Roma, al Palazzo della Cooperazione, sede nazionale di Confcooperative in Via Torino, 146 durante la Giornata della Sostenibilità Cooperativa.

    Per partecipare, le cooperative dovranno inviare all’Unione territoriale di riferimento, entro il 5 luglio, un’opera che testimoni le loro attività sostenibili, riconducibili a uno dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 oppure in generale alla sostenibilità.

    Saranno premiate 27 opere vincitrici e alle cooperative che le avranno inviate saranno attribuiti dei premi economici.

    Le opere ammesse al concorso dovranno rispettare le caratteristiche tecniche descritte nel regolamento e mostrare in modo creativo e sensibile il percorso verso la sostenibilità nei sui aspetti sociali, ambientali ed economici. Il concorso è organizzato in collaborazione con Fondosviluppo.

    Requisiti tecnici

    Le opere dovranno rispettare i seguenti requisiti:

    Essere riferite ad attività svolte da una cooperativa e non essere state premiate in altri concorsi. Non saranno ammessi fotomontaggi, biografie, foto con scritte sovraimpresse o altri tipi di addizioni o alterazioni o melodie a rischio plagio.

    Per ogni opera dovrà essere indicato titolo e luogo di provenienza, nonché i riferimenti della cooperativa a cui l’opera si riferisce, secondo quanto indicato nel paragrafo “modalità di partecipazione”.

    Saranno ammesse soltanto foto a colori o in bianco e nero, (1200 x 630 per chi utilizza software grafici dedicati) in formato JPG e che non superino i 350 MB; video in alta definizione della durata massima di 3 minuti, canzoni della durata massima di 3 minuti con testi e musiche originali o racconti inediti, che non siano biografie, brochure istituzionali o articoli pubblicati dalla stampa, di 600 parole
    massimo.

    Per maggiori informazioni sul regolamento del concorso è per partecipare, le cooperative possono visitare il sito web di Confcooperative e scaricare il modulo di partecipazione.

    Inoltre, al seguente link https://www.youtube.com/watch?v=8WOFKirYpDM è disponibile un tutorial per realizzare foto e video di qualità da inviare come opera.



  • L’attenzione al tema delle politiche di genere è da sempre alta in Legacoop. A dimostrarlo sono la consistente occupazione femminile, il tasso alla partecipazione alla direzione nazionale che ha raggiunto il 36%, le numerose campagne di sensibilizzazione ed i progetti volti a favorire l’occupazione e la creazione di nuova imprenditoria cooperativa al femminile.

    A tal proposito, lo scorso 1 marzo è stato pubblicato “Leila”, il bando sulla certificazione della parità di genere, un’iniziativa progettata da Coopfond che si pone l’obiettivo di favorire la diffusione nelle cooperative di una cultura della parità e si inserisce nelle finalità del Piano Strategico che vede come asse portante il contributo di Coopfond al riposizionamento della domanda proveniente dalle cooperative verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 ONU.

    ll bando, promosso in collaborazione con SCS Azioninnova, riguarda l’accompagnamento alla certificazione della parità di genere e si propone di sperimentare nuovi processi di supporto e di accompagnamento rivolti specificamente alle cooperative presenti nel portafoglio di Coopfond.

    Il bando sarà aperto dal 1 marzo al 15 aprile e sarà accessibile all’indirizzo https://www.bandoleila.it/. Possono partecipare al bando, oltre alle cooperative presenti nel portafoglio di Coopfond, le cooperative operanti in tutti i settori e che abbiano un valore della  produzione superiore a 1 milione di €.

    Saranno 10 le cooperative selezionate e che avranno la possibilità di accedere ad un percorso di formazione, tutoraggio e accompagnamento finalizzato al conseguimento della certificazione della parità di genere che dovrà, comunque, essere rilasciata, successivamente, da un ente di certificazione accreditato in questo ambito. 

    Per cambiare davvero le cose il semplice fare non basta più, serve certificare per migliorare ancora e promuovere un mutamento più ampio.


  • per il suo bene bando beni confiscati

    Il bando per trasformare i beni confiscati in centri anti-violenza o asili nido

    L’Agenzia per la Coesione territoriale ha indetto Per il suo Bene, un avviso pubblico per i progetti di recupero di beni confiscati alla criminalità organizzata.

    L’Agenzia per la Coesione territoriale ha indetto Per il suo Bene, un avviso pubblico per i progetti di recupero, ri-funzionalizzazione e valorizzazione di beni confiscati alla criminalità organizzata presenti nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). 

    Il bando rientra all’interno di un quadro ampio di iniziative, per cui sono stati stanziati 300 milioni di euro di risorse europee, volte al reinserimento dei beni confiscati nel circuito della legalità e alla loro valorizzazione sociale. Nel caso della call Per il suo Bene saranno premiati con un punteggio aggiuntivo i progetti destinati a creare all’interno del bene confiscato centri antiviolenza per donne e bambini o case rifugio, oppure ancora asili nido o micronidi

    Chi può partecipare alla call Per il suo Bene

    Possono inviare i propri progetti tutte le Regioni, i Comuni, le Province, le Città metropolitane – anche in forma consortile o in associazione tra loro – del Mezzogiorno. Ma il bando prevede dei punti aggiuntivi per i progetti che coinvolgono anche gli Enti del Settore. 
    Gli enti locali che vogliono presentare domanda dovranno però essere già destinatari di un bene confiscato ed averlo iscritto nel patrimonio indisponibile dell’Ente. 

    L’entità del finanziamento e le spese ammissibili

    Ciascun progetto potrà ottenere fino ad un massimo di 2,5 milioni di euro. Il finanziamento sarà erogato tramite un anticipo pari al 15% del finanziamento complessivo, seguito da pagamenti intermedi – a seguito delle fatture emesse – pari ciascuno ad almeno il 10% del totale. Dopo il certificato di ultimazione dei lavori, sarà erogato il saldo del 10%.

    L’Agenzia per la Coesione territoriale specifica che sono finanziabili tutte le spese collegate alla realizzazione dell’opera, anche sostenute da azioni intraprese a partire dall’1 febbraio 2020, nel caso di lavori già avviati. Non sono previsti costi forfettizzati, né costi aggiuntivi del personale.

    Per quanto riguarda, infine, la varie tappe temporali per la realizzazione dei lavori, il bando spiega che l’aggiudicazione definitiva dei lavori deve avvenire entro il 30 giugno 2023. Successivamente, i progetti di importo fino a 600.000 euro dovranno concludere i lavori entro il 30 giugno 2025, mentre quelli di importo superiore avranno tempo fino al 30 giugno 2026.

    Le domande di partecipazione devono essere inviate entro le ore 12.00 del 31 marzo 2022.


  • il bando del pnrr per la rigenerazione dei borghi

    Il Ministero della Cultura ha pubblicato un avviso da 1 miliardo di euro per il ripopolamento dei borghi storici italiani. Il bando è una delle misure attuative del PNRR Cultura e coinvolgerà a vario livello le Regioni, i Comuni e le imprese profit e non profit che vogliono investire nei borghi. 

    La linea A: un esperimento sociale per 21 borghi

    L’avviso si divide in due linee: la prima prevede uno stanziamento complessivo da 420 milioni di euro destinato a 21 progetti pilota, uno per ogni regione o provincia autonoma, destinando quindi a ciascuna iniziativa 20 milioni di euro.
    Possono partecipare al bando i borghi oggetto di spopolamento e con una componente residenziale di massimo trecento unità abitative. Come chiarisce il Ministero, inoltre, “i progetti dovranno includere l’insediamento di nuove funzioni, infrastrutture e servizi nel campo della cultura, del turismo, del sociale o della ricerca, come scuole o accademia di arti e dei mestieri della cultura, alberghi diffusi, residenze d’artista, centri di ricerca e campus universitari, residenze sanitarie assistenziali (RSA) dove sviluppare anche programmi a matrice culturale, residenze per famiglie con lavoratori in smart working e nomadi digitali“.

    Dovranno essere poi le Regioni e le Province Autonome, con la mediazione dell’Anci, ad individuare i borghi che potranno accedere al finanziamento ministeriale. Le domande di partecipazione dovranno essere inviate al Ministero della Cultura entro il 15 marzo 2022.

    La linea B: i progetti di rigenerazione dei Comuni e delle imprese profit e non profit

    La seconda linea del bando prevede invece investimenti meno sostanziosi per il singolo comune, ma un maggiore coinvolgimento in termini numerici sia per gli enti locali che per i privati. 
    Sono previsti, infatti, 380 milioni di euro da suddividere tra 229 borghi e 200 milioni di euro da destinare ad imprese non profit e profit di natura commerciale, artigianale, culturale già localizzate nei borghi prescelti o che vogliano aprire una sede. 

    In questo caso possono partecipare al bando i “Piccoli comuni singoli o aggregati con popolazione residente fino a 5.000 abitanti nei quali sia presente un borgo storico chiaramente identificabile e riconoscibile (o, nel caso di comuni dimensionalmente molto piccoli, si configurino essi stessi come un borgo storico). Le aggregazioni di comuni possono riguardare comuni limitrofi o comuni ricadenti nella medesima regione che condividono I medesimi temi. Nel caso di aggregazioni di più comuni fino ad un massimo di tre, in ogni comune dovrà essere presente un borgo storico. Nel caso di comuni in forma aggregata la candidatura deve essere presentata dal comune che assume il ruolo di proponente e capofila“.

    Anche per la linea B le domande di partecipazione devono essere inoltrate entro il 15 marzo 2022. Il ministero della Cultura ha pubblicato pure una F.A.Q. per chiarire gli aspetti più problematici dell’avviso. 

    Le caratteristiche dei progetti

    I progetti previsti per il bando del PNRR Cultura dovranno avere come obiettivo un’effettiva rigenerazione culturale, sociale ed economica del borgo. Gli interventi, dunque, dovranno essere strutturali e volti a rianimare il territorio sia in termini di servizi offerti ai cittadini che di attività imprenditoriali, offrendo così incentivi al ripopolamento. 

    Nello specifico il bando prevede i seguenti tipi di iniziative: 

    1. servizi e infrastrutture culturali, o il potenziamento di questi;
    2. iniziative per la tutela e valorizzazione del patrimonio della cultura immateriale;
    3. iniziative per l’incremento della partecipazione culturale e per l’educazione al patrimonio delle comunità locali;
    4. attività per il miglioramento e la razionalizzazione della gestione di beni, servizi e iniziative;
    5. infrastrutture per la fruizione culturale-turistica;
    6. iniziative per l’incremento dell’attrattività residenziale e contrastare l’esodo demografico;
    7. azioni di supporto alla comunicazione e diffusione delle informazioni sull’offerta del territorio (borgo);
    8. azioni di cooperazione interterritoriale.

    Nel bando sono previste inoltre forme di partnership pubblico-privato per la gestione e l’erogazione dei servizi, dando così spazio ai tanti enti del terzo settore che si occupano di rigenerazione culturale ed innovazione sociale sui territori. 


  • bando isi agricoltura 2016

    Banca nazionale delle Terre Agricole: il nuovo bando per i giovani agricoltori

    Ismea ha lanciato la quarta edizione della Banca nazionale delle Terre Agricole, il bando che mette all’asta oltre 16mila ettari di terreni.

    Ismea ha lanciato la quarta edizione della Banca nazionale delle Terre Agricole, il bando che mette all’asta oltre 16mila ettari di terreni, con un potenziale di 624 aziende agricole da costituire. 

    In Italia l’agricoltura è cultura, distintività e radicamento al territorio, dunque non solo produzione di materie prime – ha dichiarato il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli -. La Banca nazionale delle terre agricole è uno strumento fondamentale perché, offrendo terreni, rende operative le misure per realizzare un’agri-coltura 5.0, un modo anche per coinvolgere i giovani”.

    Cos’è la Banca nazionale delle Terre Agricole

    L’accesso alla terra è una delle questioni più rilevanti in agricoltura, soprattutto per le nuove generazioni. In Italia, infatti, sono sempre di più i giovani che vogliono investire energie e risorse nel comparto agricolo, ma hanno difficoltà a trovare terreni sui quali avviare il proprio progetto imprenditoriale. 

    La Banca nazionale delle Terre Agricole rappresenta, allora, un ottimo strumento per migliorare l’accesso alla terra e promuovere l’innovazione e il ricambio generazionale nel comparto agricolo. Quando parliamo della Banca nazionale delle Terre Agricole facciamo riferimento all’inventario completo dei terreni agricoli che si rendono disponibili anche a seguito di abbandono dell’attività produttiva e di prepensionamenti.

    Come funziona il bando e perché è un’opportunità per i giovani

    I soggetti interessati possono inviare la manifestazione d’interesse per l’acquisto di uno o più terreni fino al 7 settembre. Come detto in precedenza, la Banca mette a disposizione 6 mila ettari, che costituiscono 624 aziende potenziali, per un valore complessivo minimo atteso di 255 milioni di euro. 

    La maggior parte dei lotti è situato nel Mezzogiorno (74%), soprattutto in Sicilia, Puglia e Basilicata, ma ci sono anche diversi terreni in Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria.

    Le manifestazioni d’interesse possono essere presentate esclusivamente in via telematica accedendo al portale della Banca Nazionale delle Terre Agricole.
    Tutti i soggetti che risulteranno in possesso dei requisiti soggettivi di partecipazione, saranno invitati a partecipare alla procedura competitiva (lettera di invito) con il sistema della vendita senza incanto.

    Le offerte economiche, corredate dal deposito cauzionale, dovranno pervenire in busta chiusa entro e non oltre 45 giorni dall’invio della lettera di invito. I partecipanti alla procedura saranno vincolati alla propria offerta per 180 giorni di calendario dalla data della presentazione della stessa. A pena di esclusione, il deposito cauzionale per partecipare alla procedura competitiva è fissato nella misura del 10% del valore a base d’asta di ogni singolo terreno o lotto per il quale si è manifestato interesse ed è versato tramite assegno circolare.

    Per gli under 41 sono previste delle modalità di partecipazione agevolative. Potranno infatti saldare il prezzo l’acquisto del terreno ratealmente e con un piano di ammortamento fino a 30 anni. 
    Per ulteriori informazioni sulle modalità di partecipazione e di svolgimento dell’asta potete consultare le FAQ di Ismea. 


  • lavoro-sud

    Resto al Sud (2021): le opportunità per le cooperative e non solo

    Resto al Sud è il bando che promuove la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali nel Mezzogiorno.

    Resto al Sud è il bando che promuove la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria).

    Attivo ormai da diversi anni, l’incentivo è stato ulteriormente rafforzato negli ultimi mesi. Nella Legge di Bilancio 2021, infatti, il limite di età per i partecipanti è stato alzato da 45 ai 55 anni ed è aumentata la percentuale del contributo a fondo perduto, arrivata adesso al 50% dell’importo finanziabile. 

    Come funziona Resto al Sud

    Il Bando Resto al Sud finanzia progetti di startup o di sviluppo d’impresa fino a 200mila euro, il 50% è un contributo a fondo perduto e il 50% è un finanziamento delle banche a tasso agevolato.
    C’è poi un ulteriore contributo di 40mila euro che non va rendicontato che serve a dare un aiuto di liquidità e consente investimenti di rilancio dopo la pandemia.

    L’iniziativa non prevede una data di scadenza per la presentazione della domanda. Sono stati stanziati in tutto 1 miliardo e 250 milioni di euro e si andrà fino ad esaurimento delle risorse (salvo nuovi finanziamenti). Le domande di partecipazione saranno valutate in ordine cronologico di arrivo. 

    Fin qui Resto al Sud ha intercettato più di 22.500 progetti, finanziandone circa 8.600 e negli ultimi mesi Invitalia, l’ente che gestisce il bando, ha registrato un incremento delle richieste superiore al 70%. La ricaduta occupazionale dell’incentivo, infine, è stata stimata attorno a +31.000 unità lavorative. 

    Chi può partecipare

    Possono partecipare al bando Resto al Sud tutti gli under 56 che:

    • al momento della presentazione della domanda sono residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o nei 116 Comuni compresi nell’area del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche Umbria)
      oppure
      trasferiscono la residenza nelle suddette aree entro 60 giorni (120 se residenti all’estero) dall’esito positivo dell’istruttoria
    • non sono già titolari di altre attività d’impresa in esercizio alla data del 21/06/2017
    • non hanno ricevuto altre agevolazioni nazionali per l’autoimprenditorialità nell’ultimo triennio
    • non hanno un lavoro a tempo indeterminato e si impegnano a non averlo per tutta la durata del finanziamento. 

    Le imprese che presentano domanda devono, inoltre, essere state costituite dopo il 21/06/2017 e oppure devono essere costituende (c’è tempo 60 giorni dall’esisto dell’istruttoria per costituire la società o 120 giorni in caso di residenza all’estero). 

    Resto al Sud non è però rivolto solo alle imprese. Possono presentare domanda per accedere al finanziamento infatti anche i i liberi professionisti (in forma societaria o individuale) che non risultano titolari di partita IVA nei 12 mesi antecedenti la presentazione della domanda per lo svolgimento di un’attività analoga a quella proposta. 

    L’iniziativa può essere una buona opportunità per le cooperative, anche se fin qui i dati parlano di sole 60 coop che sono riuscite ad ottenere l’incentivo. La speranza è che in futuro possano essere intercettate, ad esempio, le tante cooperative sociali che sono assegnatari di beni confiscati alle Mafie e fanno fatica a dare una valenza imprenditoriale alle loro attività.

    Quali sono le spese finanziabili

    Per quanto riguarda invece le spese che possono essere finanziate è bene precisare che non tutti gli investimenti rientrano in Resto al Sud. Sono esclusi, ad esempio, i costi per la progettazione, le spese promozionali, quelli per le consulenze e per la retribuzione del personale dipendente. 

    Sono invece previste dal bando le seguenti spese: 

    • di ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa);
    • di acquisto di nuovi macchinari, di nuovi impianti e di nuove attrezzature;
    • di acquisto/ abbonamento a programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
    • di gestione, quali spese per acquisto materie prime, di materiali di consumo, spese per le utenze, per i canoni di locazione, per i canoni di leasing, per le garanzie assicurative (massimo 20% del programma di spesa).

    La domanda di partecipazione deve essere presentata tramite la piattaforma di Invitalia. Le istanze saranno valutate entro 60 giorni dalla loro presentazione. 


  • Italia Economia Sociale: tutte le novità

    Italia Economia Sociale, il programma di finanziamento per le cooperative e le imprese sociali, sarà modificato in maniera sostanziale. Ecco le novità.

    Quali sono gli programmi finanziari migliori per avviare la ripartenza delle cooperative e delle imprese sociali? 

    Si è parlato di questo nel corso del webinar “Strumenti per il rafforzamento dell’imprenditoria sociale” promosso da Confcooperative Federsolidarietà

    Sono diversi i bandi e gli avvisi messi a disposizione dallo Stato per sviluppare l’ecosistema cooperativo e in generale il mondo del Terzo Settore. Uno dei più interessanti e meno utilizzati fin qui è il programma Italia Economia Sociale, lanciato ormai diversi anni fa e in questi mesi oggetto di una profonda rivisitazione che dovrebbe renderlo più snello e appettibile per il mondo della cooperazione.

    In questo periodo di operatività, come sottolinea Vincenzo Durante di Invitalia, grazie ad Italia Economia Sociale sono stati finanziati solo 21 progetti. Un risultato non all’altezza delle aspettative a causa di diverse criticità operative che il Mise e Invitalia contano di risolvere nei prossimi mesi.

    Italia Economia Sociale: che cos’è

    Italia Economia sociale è un programma di agevolazioni del Ministero dello Sviluppo economico finalizzato alla nascita e alla crescita di imprese che operano per il perseguimento di finalità di utilità sociale e di interesse generale.

    La dotazione finanziaria complessiva del progetto è di 223 milioni di euro con una quota del 50% del budget riservata alle imprese sociali. 

    A chi è rivolto 

    La precedente versione dello strumento era rivolta specificatamente alle cooperative sociali Legge 8 novembre 1991, n. 381, alle cooperative qualificate come ONLUS e alle imprese sociali costituite in forma societaria. La revisione del programma prevede che sarà allargato il perimetro d’intervento a tutte le imprese sociali e alle imprese creativo-culturali costituite in forma societaria. 

    Sarà data la possibilità a più imprese (fino ad un massimo di sei, anche appartenenti a territori diversi) di presentare insieme un’unica domanda per realizzare un progetto di sviluppo territoriale, anche in una logica di distretto diffuso. 

    Cosa finanzia Italia Economia Sociale

    La rivisitazione di Italia Economia Sociale riguarda anche le forme e i numeri dei finanziamenti. Nella precedente versione del programma erano finanziabili progetti da un minimo di 200mila euro fino ad un massimo di 10 milioni di euro. La nuova versione abbasserà a 100mila euro il plafond minimo per poter presentare il progetto dando così alla possibilità a molte cooperative ed imprese sociali di piccola dimensione di poter accadere con più facilità alla misura.

    Il finanziamento previsto da Italia Economia Sociale potrà coprire fino all’80% delle spese. Non è un caso che si parli esplicitamente di spese e non di investimenti: il programma, infatti, finanzia anche i costi di formazione, quelli per acquisire certificazioni ambientali o per entrare in rapporto con istituti di ricerca, innovation hub, centri di trasferimento tecnologico. Sarà infine contemplato anche il costo del lavoro e di formazione per l’inserimento lavorativo di persone fragili. 

    Una grande opportunità per il mondo del terzo settore

    La rivisitazione di Italia Economia Sociale sarà dunque un’occasione importante per sviluppare in senso imprenditoriale tante realtà operative nel mondo del terzo settore.
    Parliamo anche delle cooperative che vogliono rigenerare aree ed edifici ad alto rischio di degrado. Il programma di spesa di Italia Economia Sociale, infatti, non prevede tetti massimi rispetto alla parte edile in modo da consentire un’ampia rigenerazione degli spazi urbani e rurali. 

    Italia Economia Sociale – ha sottolineato Vincenzo Durante di Invitalia nel corso del webinar promosso da Confcooperative – è un’opportunità da cogliere per le cooperative perché dà la possibilità di effettuare un investimento con un volume di immobilizzazioni più alto grazie a fondi pubblici. Ha una valenza strategica forte per il terzo settore, un mondo in grado di produrre impatto sociale e di promuovere il processo di transizione ecologica”.



  • Fondazione con il Sud lancia la quarta edizione del bando “Il bene torna comune”, l’avviso sulla valorizzazione dei beni immobili di elevato pregio storico, artistico e culturale presenti in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. 

    L’intento del bando, la cui dotazione finanziaria è di 4 milioni di euro, è recuperare e valorizzare immobili inutilizzati rispondendo al contempo ai bisogni della comunità e aumentando il livello di inclusione sociale. Per raggiungere questi obiettivi la Fondazione con il Sud propone una formula che ha funzionato negli ultimi anni: viene chiesto ai proprietari dei beni di concedere gratuitamente l’utilizzo dell’immobile per almeno dieci anni agli enti del terzo settore, i quali sono chiamati a realizzare interventi di valorizzazione del bene trasformandolo in uno strumento di aggregazione e coesione sociale.

    La prima fase del bando prevede l’invio delle manifestazioni di interesse da parte dei proprietari degli immobili che dovranno proporre un bene di indiscusso valore storico, artistico e culturale. Potranno essere candidati immobili o porzioni di immobili che non siano già utilizzati o affidati e che siano idonei ad ospitare attività socio-culturali. Potranno essere prese in considerazione le aree archeologiche solo se adattabili allo svolgimento di questo tipo di attività e le chiese, solo se non più adibite al culto. Sono, invece, esclusi ruderi, giardini, parchi, cave, piazze, cimiteri, sorgenti, terreni o altri beni ritenuti non idonei alle attività previste.
    Le manifestazione di interesse devono essere inviate entro e non oltre il 30 marzo 2018. La Fondazione con il Sud procederà in seguito alla valutazione e alla selezione degli immobili.

    La seconda fase del bando riguarda la selezione delle proposte del non profit. Per partecipare al bando si può dare vita ad una partnership tra almeno 3 soggetti che siano parte attiva nella co-progettazione, nell’implementazione dell’intervento e nei rapporti con la Fondazione.
    Sono ammessi al bando associazioni, cooperative o consorzi sociali, enti ecclesiastici, fondazioni e imprese sociali. All’interno della partnership è consentita la partecipazione di soggetti profit e di enti appartenenti al mondo della ricerca, delle istituzioni e dell’università, purché il loro contributo sia finalizzato al semplice apporto di competenze utili alla realizzazione del progetto e non al raggiungimento del profitto. Le proposte devono essere presentate entro il 27 luglio 2018. Qui trovate tutte le informazioni sull’iniziativa, compresi i link al bando e agli allegati da scaricare.

     



  • Parte la quinta edizione del Master in Nuovi orizzonti di cooperazione e diritto internazionale, organizzato da Focsiv – Volontari nel Mondo e Pontificia Università Lateranense. 

    Il corso intende formare figure professionali nel campo della cooperazione allo sviluppo e della co-progettazione tra profit, non profit e istituzioni al fine di valorizzare il principio della sostenibilità sociale ed ambientale. Può iscriversi al master chi è in possesso di titolo di laurea triennale, magistrale o vecchio ordinamento ed è interessato a lavorare nelle organizzazioni internazionali, nelle ONG o in aziende e cooperative che promuovono azioni di internazionalizzazione nel pieno rispetto dei diritti umani, della sostenibilità ambientale, del lavoro e della cultura dei paesi coinvolti.

    Il master si articolerà in diverse fasi: 300 ore di didattica frontale, 150 ore di project work, 400 ore di studio individuale, 500 ore di stage, 150 ore di elaborazione e discussione tesi conclusiva. L’offerta formativa prevede quattro moduli:

    1. cooperazione internazionale;
    2. diritto internazionale e diritti umani;
    3. economia della cooperazione internazionale;
    4. responsabilità sociale nell’internazionalizzazione dell’impresa.

    Le lezioni si concentreranno sulle tematiche emergenti della cooperazione allo sviluppo ponendo particolare attenzione alla questione della co-progettazione tra profit, non profit e istituzioni, aspetto di grande interesse anche alla luce della riforma del Terzo Settore che porterà le organizzazioni non profit ad essere sempre più coinvolte nell’elaborazione di politiche per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio. Con il nuovo quadro normativo, infatti, gli enti del terzo settore non saranno solo erogatori di servizi, ma veri e propri attori delle politiche pubbliche.

    Il master si svolgerà presso l’Università Lateranense in piazza S. Giovanni in Laterano, 4 a Roma, dal 23 gennaio al 21 giugno 2018 nei giorni di martedì, mercoledì e giovedì, dalle 15:00 alle 19:00. Terminate le ore di didattica frontale gli studenti effettueranno un lavoro di gruppo sulla programmazione di politiche e la progettazione di interventi dall’alto valore sociale, prima di concludere il corso con uno stage della durata di 500 ore da effettuare in Italia o all’estero in organizzazioni internazionali, ONG, istituzioni o associazioni.
    Il costo del Master è di 2.500 euro. C’è, però, la possibilità di ottenere due borse di studio a copertura totale indette da Focsiv con il contributo di Ubi Banca e una a copertura parziale con il contributo di Human Foundation.
    Le domande di partecipazione devono essere presentate entro e non oltre il 30 novembre 2017. Qui trovate tutti i link per scaricare il bando ed il modulo d’iscrizione ed avere le informazioni necessarie per accedere alle borse di studio.



  • È uscito Coopstartup FVG, il bando lanciato da Coopfond e Legacoop Friuli Venezia Giulia e rivolto ai giovani che vogliono avviare una cooperativa. 

    L’avviso rientra all’interno di Coopstartup, il progetto di Legacoop e Coopfond che da anni cercano di sviluppare un universo innovativo a matrice cooperativa.
    Coopstartup FVG offre ai vincitori una serie di strumenti fondamentali per sviluppare al meglio la propria impresa cooperativa. I partecipanti, infatti, potranno seguire dei corsi, sia online che offline, per comprendere come redarre un business plan e saranno protagonisti di programmi di veri e propri programmi di accelerazione per startup.

    A chi è rivolto? 

    Possono partecipare al bando:

    • gruppi composti da almeno 3 persone, in maggioranza di età inferiore ai 40 anni, che intendano
      costituire un’impresa cooperativa con sede legale e operativa in Friuli Venezia Giulia;
    • cooperative costituite a partire dal 1 gennaio 2017, composte in maggioranza da soci di età inferiore
      ai 40 anni, con sede legale e operativa in Friuli Venezia Giulia.

    Quali sono i settori? 

    Le idee imprenditoriali possono riguardare diversi ambiti. Coopstartup FVG suggerisce i seguenti settori:

    • Salute, cambiamenti demografici e benessere;
    • Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e bioeconomia;
    • Energia sicura, pulita ed efficiente;
    • Trasporti intelligenti, ecologici e integrati;
    • Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime;
    • Società inclusive, innovative e sicure;
    • Salvaguardia e fruibilità del patrimonio storico, artistico, culturale, naturalistico e paesaggistico;
    • Promozione e valorizzazione turistica del territorio.

    I premi

    Coopstartup FVG seguirà diversi step come già accaduto per gli altri bandi di Coopstartup. Ci sarà, infatti, una prima fase di invio delle domande dopo la quale verrà offerta a tutti i partecipanti la possibilità di seguire un programma di formazione finalizzato alla costituzione di startup cooperative attraverso la piattaforma di e-learning “10 Steps and Go”.

    Ci sarà poi la selezione dei 10 gruppi migliori, i quali potranno partecipare ad un percorso di formazione con l’affiancamento personalizzato di un tutor che consentirà loro di trasformare la propria idea in un’impresa a tutti gli effetti attraverso la redazione di un business plan.

    Alla fine del percorso saranno selezionati i tre vincitori che riceveranno ciascuno un contributo a fondo perduto di 15mila euro per coprire le spese di avviamento e di costituzione della nuova impresa. Le tre cooperative selezionate, inoltre, avranno la possibilità di accedere ad una serie di servizi finanziari messi a disposizione da Coopfond e Banca Etica. Per ulteriori informazioni sul bando e sui premi potete consultare il bando.
    Le domande di partecipazione devono essere inviate entro e non oltre le ore 14:00 del 24 novembre 2017.


  • sharing-economy-italia

    Inizierà domani Flashcoop, il percorso di formazione organizzato da Confcooperative Forlì-Cesena e rivolto ai neo imprenditori che intendono costituire una cooperativa. 

    Il ciclo di incontri si terrà tutti i martedì di ottobre, dalle 16:30 alle 19, negli spazi di co-working di CoopUp Cesena, in via dell’Arrigoni 308. Sono previsti in tutto cinque workshop su temi di diversa natura. Si comincerà domani con l’incontro dal titolo “Impresa cooperativa, ecco perché è diversa”, dove si cercherà di capire perché questa questa forma d’impresa può essere un’ottima soluzione imprenditoriale in un mercato sempre più orientato verso modelli di produzione dal valore sociale e sostenibile.

    Il 10 ottobre spazio, invece, al workshop su come si gestisce una cooperativa, con particolare attenzione alla redazione del business plan e al controllo di sharing-economy-italiagestione. Il 17 ottobre si parlerà di comunicazione. Avrà ovviamente grande spazio il digitale: verrà spiegato, infatti, come può essere raccontata l’attività di una cooperativa attraverso il web marketing ed i social media.
    Il 24 ottobre si torna a parlare di temi legati alla gestione amministrativa con nozioni sull’amministrazione ed il controllo di un’impresa cooperativa.
    Il ciclo di seminari si chiuderà il 31 ottobre con un incontro sul credito cooperativo: i partecipanti potranno conoscere quali sono i principali strumenti finanziari a disposizione di una neo impresa cooperativa e come è possibile accedere ai più vantaggiosi.

    l corsi sono gratuiti e aperti a tutti e si inseriscono all’interno di StartCoop, un progetto per favorire e sostenere, tramite un concorso di idee, la nascita di nuove imprese cooperative. Gli incontri sono rivolti, in particolare, ai concorrenti della seconda edizione attualmente in corso. Qui trovate tutto il programma ed i recapiti per ricevere ulteriori informazioni.