Categoria: Eventi

  • Cirfood District, organizza un convegno sul valore della ristorazione scolastica

    Cirfood District organizza l’evento “Nutrire il futuro. dare valore al cibo nella nuova scuola”.

    “Nutrire il futuro. Dare valore al cibo nella nuova scuola” è l’evento organizzato da Cirfood District, che si terrà il 31 marzo a Reggio Emilia dalle ore 10:00 alle ore 13:00.

    L’evento nasce con l’obiettivo di ridare valore alla ristorazione scolastica come fattore strategico per le politiche pubbliche. 

    Si parlerà della fase di ripensamento e riprogettazione che la scuola sta vivendo anche grazie al fondi dedicati al PNRR e dell’importanza del pasto a scuola che oltre ad aiutare i più piccoli a conoscere nuovi sapori e sani stili di vita, spesso si rivela un momento di socializzazione e di confronto sui temi cruciali dell’educazione alimentare, della sostenibilità, del benessere, dell’inclusività e dell’accoglienza.

    Durante la giornata interverranno Paola Cavazzoni, pedagogista della Fondazione Reggio Children; Luca Brambilla, national key account director Ristorazione Scolastica di Cirfood; Raffaella Curioni, assessore all’Educazione del Comune di Reggio Emilia; Paola Frassinetti, sottosegretario al ministero dell’Istruzione; Chiara Nasi, presidente Cirfood.

    Educare al futuro, stimolando il dibattito, è la giusta strada per concepire la ristorazione scolastica non solo su base puramente economica ma come uno spazio-tempo fondamentale nella formazione di una cittadinanza attiva nel contesto di una comunità educante. 


  • Il mondo nuovo: il progetto di ripartenza della Fondazione Guido Carli

    Venerdì 3 dicembre, alle ore 17:30, si terrà “Il mondo nuovo – la ripartenza”, la convention organizzata dalla Fondazione Guido Carli per gettare le basi della ripartenza italiana dopo la crisi pandemica.

    Venerdì 3 dicembre, alle ore 17:30, si terrà “Il mondo nuovo – la ripartenza”, la convention organizzata dalla Fondazione Guido Carli per gettare le basi della ripartenza italiana dopo la crisi pandemica. L’iniziativa si svolgerà all’Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli, a Roma e potrà essere seguita anche in diretta streaming sul sito del Corriere della Sera. 

    Gli ospiti della Fondazione Guido Carli

    Parteciperanno all’evento diversi imprenditori ed esponenti del mondo politico istituzionale. Ad aprire i lavori saranno Romana Liuzzo, presidente della Fondazione Guido Carli, e i saluti istituzionali del ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani.

    Parteciperanno invece al dibattito Aldo Bisio (amministratore delegato di Vodafone Italia), Michela Vittoria Brambilla (presidente di Leidaa), Urbano Cairo (presidente di Cairo Communication e Rcs), Claudio Descalzi (amministratore delegato di Eni), Oscar Farinetti (fondatore di Eataly), Luigi Ferraris (amministratore delegato di Ferrovie dello Stato), Giovanni Malagò (presidente del Coni) e Stefano Sala (amministratore delegato di Publitalia’80). A moderare l’incontro sarà il giornalista e conduttore televisivo Nicola Porro.

    Il manifesto programmatico del “mondo nuovo”

    Transizione ecologica, ritorno in Italia dei giovani talenti e trasformazione digitale. Saranno questi i tre punti programmatici del “mondo nuovo” oggetto della convention della Fondazione Guido Carli. Sullo sfondo ovviamente i fondi del programma Next Generation EU che possono consentire, ad esempio, al nostro paese di rinnovare e rendere più sostenibili i nostri impianti energetici attraverso un sistema di incentivi per le aziende che operano nel senso della transizione ecologica; ma con i Recovery Fund è possibile anche portare a lavorare nelle pubbliche amministrazioni tutti quei giovani qualificati che hanno scelto di abbandonare l’Italia.
    Per fare funzionare la macchina dello Stato, infatti, è fondamentale avere figure altamente qualificate e in grado di interpretare il profondo cambiamento che tutta la società, compreso l’apparato burocratico, dovrà affrontare. 

    Il mondo nuovo, dunque, comincia da qui, dalle sfide del ricambio generazione e della transizione ecologica e digitale.


  • Ecomondo e Key Energy: a Rimini le innovazioni della transizione ecologica

    Economia circolare ed energie rinnovabili: Rimini diventa la capitale dell’economia green con Ecomondo e Key Energy.

    Diventano sempre più numerosi ed interessati gli eventi sull’economia verde e la sostenibilità ambientale in Italia. Questa settimana vi segnaliamo due appuntamenti, entrambi promossi da Italian Exibition Group: Ecomondo e Key Energy. 

    Ecomondo  è una grande piattaforma dell’economia green che ospita tutti i settori della filiera dell’economia circolare, dall’ecodesign al recupero e valorizzazione di materia prima ed energia, ai trasporti, alle bonifiche e riqualificazione di aree contaminate (anche marine) favorendo il networking internazionale e la crescita delle aziende sui mercati di tutto il mondo.

    Ecomondo: una grande fiera dell’economia circolare

    L’evento si svolgerà nel quartiere fieristico di Rimini da oggi 26 ottobre fino a venerdì 29 ottobre. Saranno oltre mille i brandi presenti in quella che possiamo considerare una delle più grandi fiere dell’economia circolare. Oltre alle classiche esposizioni ci saranno anche una serie di convegni e workshop molto utili per per conoscere le innovazioni più importanti nel campo dell’economia circolare e comprendere quali saranno le opportunità offerte dal PNRR alle imprese e alle pubbliche amministrazioni che vogliono investire in questo settore. 

    Un’iniziativa insomma che consigliamo sia a chi vuole iniziare ad esplorare l’ambito dell’economia circolare sia chi è già attivo nel comparto. 

    Nel corso di Ecomondo si svolgerà anche la decima edizione degli Stati Generali della Green Economy, promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy, durante i quali verrà presentata la Relazione 2021 sullo stato della Green Economy in Italia. Il documento, illustrato da Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, indagherà i risultati raggiunti in dieci anni e il ruolo strategico dell’economia verde guardando al 2030, con un focus sulla digitalizzazione per la transizione ecologica.

    Sarà interessante osservare qual è il trend nel nostro Paese e cercare di comprendere se i recenti passi intrapresi dal Governo vanno nella giusta direzione. 

    Key Energy: Rinnovabili e non solo

    La settimana green di Rimini, però, non si ferma qui. Oggi pomeriggio, infatti, alle 14:30, sempre nel quartiere fieristico della città romagnola verrà inaugurato anche Key Energy, l’evento di riferimento su energie rinnovabili, sistemi di accumulo, efficienza energetica, rigenerazione urbana, mobilità sostenibile, illuminazione e smart grid. 

    Il tema delle fonti di energia alternative è ormai all’ordine del giorno anche tra i comuni cittadini. Key Energy presenta le innovazioni più importanti del settore, offrendo agli espositori una grande vetrina internazionale nei seguenti ambiti: 

    • Energie rinnovabili (wind, solar&storage, idrogeno, idroelettrico)
    • Storage e soluzioni per una generazione elettrica distribuita
    • Efficienza energetica negli edifici e nei processi industriali
    • Sustainable City: digital, electric and circular​
    • Mobilità sostenibile (electric&sharing mobility)

    Nel corso dell’iniziativa ci saranno una serie di workshop e convegni che faranno chiarezza, tra le altre cose, sulle novità normative italiane ed europee nel settore dell’energia e sulle prossime opportunità di sviluppo del comparto. 

     


  • Il ricchissimo programma del Festival Nazionale dell’Economia Civile 2021

    Il programma del Festival Nazionale dell’Economia Civile 2021 che vedrà anche la partecipazione del Presidente del Consiglio Mario Draghi.

    “Alla ricerca di senso. Persone, lavoro, relazioni”. Sarà questo il tema centrale del Festival Nazionale dell’Economia Civile 2021. L’iniziativa, che si svolgerà a Firenze dal 24 al 26 settembre, arriva in un momento cruciale per il futuro del mondo del Terzo settore. Ci apprestiamo a vivere, infatti, un periodo storico in cui valori come la solidarietà, la cooperazione e la sostenibilità, che hanno da sempre contraddistinto il Non profit, saranno al centro – o almeno si spera – dell’Italia post pandemica. Quale luogo migliore allora del Festival dell’Economia Civile per discutere di questi temi? A farlo saranno esponenti importanti del mondo dell’università e delle istituzioni, imprenditori, giornalisti, rappresentanti dell’associazionismo e delle organizzazioni del terzo settore.

    Anche Draghi al Festival dell’Economia Civile

    Dopo aver visto nelle passate edizioni la partecipazione, tra gli altri, dell’allora Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quest’anno il programma del Festival è, se possibile, ancora più ricco. Si comincia venerdì 24 settembre, alle ore 11:30, con un panel sulla transizione ecologica e la digitalizzazione al quale parteciperà il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini.

    Subito dopo, sempre venerdì 24 settembre alle ore 12:15, spazio al tema delle comunità resilienti ai tempi del Covid. Nell’ultimo anno e mezzo, i nostri territori hanno dimostrato di saper resistere alle crisi grazie soprattutto al contributo del Terzo settore e alla straordinaria capacità di resilienza degli italiani, in tutti i settori. Di questo tema si parlerà insieme al Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, alla presidente di Banca Etica, Anna Fasano, alla Dirigente Generale del Dipartimento per le Statistiche Sociali e Ambientali dell’Istat, Linda Laura Sabbadini e al Direttore di Federcasse e del Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti del Credito Cooperativo, Sergio Gatti. 

    Sostenibilità ambientale significa anche dare la possibilità ad un maggior numero di persone di partecipare in maniera positiva allo sviluppo della nostra società. Quando parliamo di Green Deal dobbiamo parlare allora anche di Social Deal. I nuovi modelli di sviluppo sostenibile infatti devono migliorare il benessere generale delle classi sociali e creare nuove opportunità di lavoro. 
    Il Festival dell’Economia Civile affronterà questo argomento in un panel che si terrà venerdì 24 settembre, alle ore 15:15, nel corso del quale interverrà anche il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, e la Presidente Commissione Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo, Irene Tinagli. 

    Tra gli appuntamenti da non perdere c’è anche ovviamente il panel sulla scuola, in programma sabato 25 settembre alle ore 10:00, che vedrà la partecipazione del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che proprio in queste ore sta presentando il piano per la ripresa in presenza delle attività scolastiche. 

    Il Festival si concluderà poi domenica mattina con una tavola rotonda sul Next Generation Ue nel corso della quale saranno presentati i desideri, le aspirazioni e le proposte dei giovani delle scuole superiori. A ricevere queste idee e suggestioni ci sarà anche il premier Mario Draghi.

    I relatori dell’ultimo panel del Festival Nazionale dell’Economia Civile 2021

  • workers buyout calabria

    Confcooperative, Legacoop e AGCI hanno firmato un accordo con i sindacati Cgil, Cisl e Uil per promuovere lo strumento dei workers buyout in Calabria. Il protocollo, siglato nel mese di gennaio, rappresenterà un’importante ancora di salvataggio per diverse realtà aziendali e tantissimi lavoratori che hanno patito la crisi innescata dalla pandemia.

    Il workers buyout per tutelare il lavoro e le persone

    La tutela del lavoro e delle persone è il perno dell’accordo sui WBO che è stato presentato oggi nel corso del webinar “Le imprese rinascono con il cuore dei lavoratori”

    “L’obiettivo è rendere al più presto operativo questo strumento – sottolinea Maurizio De Luca, responsabile regionale di Produzioni & Servizi Legacoop Calabria– per conservare i posti di lavoro e dare continuità alla produttività e al patrimonio delle imprese. Saranno centinaia le aziende costrette a chiudere i battenti per la pandemia e saranno migliaia le persone che perderanno il lavoro in Calabria. Ecco perché i workers buyout possono essenza una soluzione”. 

    Il problema del ricambio generazionale delle proprietà industriali

    In Calabria, come nel resto d’Italia, diverse importanti realtà industriali non riescono ad avere un buon ricambio generazionale. Sono tante, infatti, le imprese protagoniste di un vero e proprio tracollo alla seconda e terza generazione di proprietà industriale. E il futuro non sembra essere migliore. Secondo la Commissione europea nei prossimi cinque anni circa 80mila aziende italiane entreranno in crisi per problemi di ricambio generazionale. 

    Una situazione potenzialmente drammatica dal punto di vista sociale. I workers buyout nascono proprio con l’obiettivo di evitare le tensioni sociali e di creare una realtà imprenditoriale che sia un punto di riferimento stabile per i territori.

    “L’esperienza dei WBO è più che trentennale – dice Maurizio De Santis, esperto senior WBO Legacoop Nazionale – e ha consentito il salvataggio di oltre 350 imprese e di quasi 19mila posti di lavoro. Grazie ai workers buyout è stato possibile anche il rilancio di alcune aziende confiscate alla criminalità organizzata”. 

    L’accordo tra le organizzazioni datoriali delle cooperative calabresi e i sindacati darà ulteriore impulso ad uno strumento sul quale stanno investendo non solo Legacoop, Confcooperative e Agci, ma anche il governo centrale e le regioni. Lo Stato, infatti, ha finalmente compreso il carattere virtuoso ed efficiente di queste operazioni di politica industriale e in regioni come il Veneto e la Toscana sono in forte crescita gli investimenti regionali sulla riconversione delle aziende in crisi tramiti i workers buyout. 

    Più informazione e formazione per i lavoratori

    La Calabria, invece, è ancora indietro. Come ha sottolineato Rocco Sicoli, vice-presidente di Confcooperative Calabria, i lavoratori calabresi non conoscono le opportunità offerte dai WBO o addirittura hanno informazioni inesatte sui rischi effettivi e sul capitale da investire per la formazione di workers buyout.

    Sarà allora fondamentale investire su una corretta informazione dando la possibilità, ad esempio, alle organizzazioni datoriali e ai sindacati di avere funzioni di tutoraggio sugli aspetti legali durante le crisi aziendali. Ma non basterà solo questo. Sarà necessario, infatti, scommettere sulla formazione dei lavoratori, creando così quelle competenze uniche e richieste dal mercato fondamentali per mantenere in vita un’azienda anche quando la proprietà industriale decide di fare un passo indietro. 


  • festival nazione economia civile a firenze

    Un nuovo appuntamento per il mondo del non profit. Dal 29 al 31 marzo, a Firenze, si terrà la prima edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, un evento nato da un’idea di Federcasse, progettato e organizzato con NeXt e Sec (la Scuola di Economia Civile).

    Perché un Festival dell’Economia Civile

    Il Festival nasce dall’esigenza di promuovere e costruire un nuovo modello di sviluppo imperniato sui principi dell’inclusione sociale, della sostenibilità, della solidarietà e del dono, un progetto di società che metta al centro l’uomo e il bene comune. Oggi più che mai è necessario infatti recuperare la dimensione comunitaria della nostra economia, dando spazio a quelle imprese che operano non solo per il profitto ma anche per dare valore, lavoro e servizi ai propri territori.

    Ospiti e relatori

    Il Festival Nazionale dell’Economia Civile mette insieme tutte le realtà della cosiddetta economia civile, con particolare attenzione a forme d’impresa come le cooperative, le imprese sociali e tutte quelle aziende che operano secondo il principio della responsabilità sociale d’impresa. Nel corso della tre giorni ci saranno oltre 80 relatori, tra cui spiccano sicuramente il ministro dell’Economia Giovanni Tria e il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Non mancano poi gli esperti accademici sui temi della sostenibilità, della responsabilità sociale e del Terzo settpre come il professore Jeffrey Sach (docente di Politica e Gestione della Salute alla “Columbia University”) e i professori Stefano Zamagni e Leonardo Becchetti, questi ultimi due veri e propri punti di riferimento per il non profit italiano.

    I bandi

    I protagonisti principali del Festival saranno però gli imprenditori e soprattutto i giovani. Nel corso dell’evento, infatti, verranno raccontate diverse storie di successo dell’ecosistema dell’economia civile, molte delle quali selezionate con degli appositi bandi. È senza dubbio molto interessante ed innovativo, ad esempio, il Premio Imprenditoria per l’Economia Civile 2019 rivolto alle imprese di ogni forma giuridica che operano secondo i principi dell’economia civile: le 10 aziende selezionate saranno le Ambasciatrici dell’Economia Civile per l’anno 2019 e potranno utilizzare questo riconoscimento in tutte le loro comunicazioni nonché partecipare come testimonial agli eventi che si terranno fino alla prossima edizione del Festival.

    C’è poi il Premio Prepararsi al Futuro… le Startup verso Firenze, dedicato a tutti gli aspiranti startupper o alle startup costituite da meno di 36 mesi che hanno fatto dello sviluppo sostenibile la loro chiave di business. Le dieci migliori startup avranno l’opportunità di presentare la propria idea d’impresa durante il Festival e le prime tre riceveranno anche un contributo in denaro per sviluppare il proprio progetto.

    Si tratta quindi di un’ottima opportunità per arricchirsi e contribuire in prima persona alla realizzazione di un modello di sviluppo realmente sostenibile e attento al bene comune.


  • festival dello sviluppo sostenibile

    Lunedì 22 maggio, a Napoli, ci sarà l’evento inaugurale del Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzato dall’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile. 

    L’iniziativa si concluderà il 7 giugno dopo oltre 200 eventi organizzati in tutta Italia. L’obiettivo del Festival è sensibilizzare la società civile sulla necessità di ridurre la diseguaglianze e soprattutto di avviare un percorso di crescita che tenga conto dell’insostenibilità ambientale, economica e sociale del modello attuale.
    festival dello sviluppo sostenibileNel settembre del 2015 l’Onu, insieme a molte organizzazioni internazionali e associazioni di rappresentanza delle imprese, ha firmato l’Agenda 2030, un programma di azione attraverso il quale i soggetti coinvolti si impegnano a promuovere politiche e strategie per ridurre la povertà e le diseguaglianze entro il 2030.
    L’Agenda 2030 fissa, nello specifico, 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, tra i quali annoveriamo, ad esempio, il raggiungimento della fame zero, il miglioramento dell’istruzione, l’ottenimento della piena parità di genere, la possibilità di avere un lavoro dignitoso per tutti e la creazione di città e comunità sostenibili.
    Per raggiungere questi traguardi estremamente ambiziosi è imperativo mobilitare tutta la comunità internazionale attraverso azioni istituzionali e strategie imprenditoriali consapevoli e responsabili.

    Di questo e tanto altro si parlerà il 22 maggio a Napoli. L’evento si articolerà in quattro sessioni, ciascuna dedicata a un tema specifico: educazione e cultura; sviluppo e imprenditoria; alimentazione e salute; lavoro e welfare.
    Interverranno esponenti del mondo delle istituzioni, dell’università e della ricerca, delle imprese e del non profit. Sul sito ufficiale del Festival dello Sviluppo Sostenibile trovate il programma della giornata di Napoli e la mappa delle località che ospiteranno eventi collegati al Festival dal 22 maggio al 7 giugno.


  • fil-fest

    Misurare il benessere di un Paese esclusivamente attraverso indicatori tradizionali come il Pil significa non comprendere le criticità del sistema capitalista emerse durante la crisi.

    La crescita del Prodotto Interno Lordo senza un miglioramento effettivo della qualità della vita e dell’accesso ai servizi diventa un segnale fuorviante sulla fil-festsalute di una nazione. È necessario, dunque, ripensare non solo i modi di produzione e di erogazione dei servizi, ma occorre anche rivedere i principali indicatori economici, inserendo degli strumenti utili a misurare la felicità della popolazione.
    Oggi, più che mai, l’idea di benessere esula dalla mera sfera economica ed abbraccia il concetto di felicità. Si tratta di un’impostazione diversa dalla teoria economica classica, ma che può diventare vincente in un momento storico di crisi dei tradizionali schemi economici.
    Occorre dunque mettere l’uomo e la sua salute al centro delle politiche economiche ed interrogarsi su quali siano gli strumenti migliori per perseguire uno sviluppo equo e sostenibile. Si tratta in poche parole di riportare la felicità nella vita delle persone, che sia sul posto di lavoro, nelle piazze o nella vita privata.

    Si parlerà di questi temi al Fil Fest 2016, il festival della felicità interna lorda organizzato da Impact Hub Siracusa, Zo centro culture contemporanee, Blumedia, Officine Culturali.
    L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, si svolgerà a Catania dal 2 al 4 dicembre e vedrà tra i protagonisti economisti, sociologi, imprenditori ed artisti. Anche l’impresa sociale avrà un ruolo essenziale: un modello imprenditoriale capace di coniugare impatto economico, ambientale e sociale può aiutare a rafforzare i rapporti umani e a rendere il benessere individuale e collettivo centrale nell’azione di un imprenditore.
    Il tema principale del Fil Fest 2016 riguarda le Terre, ovvero i modi di abitare la terra e rispondere a sfide planetarie. Riflettere sulle terre significa innanzitutto interrogarsi sulle questioni ambientali, come i cambiamenti climatici.
    Parlare delle Terre, però, vuol dire anche ragionare sulle nostre coltivazioni, sulle nostre patrie culturali e sui rapporti che costruiamo sul nostro territorio e che ci rendono felici.



  • La sharing economy genera valore oppure contribuisce ad aumentare le diseguaglianze economiche e sociali? Il tema è di estrema attualità e la risposta è tutt’altro che scontata. 

    Se ne parlerà nel corso della quarta edizione di Sharitaly, l’evento organizzato dall’associazione Collaboriamo e da Trailab, laboratorio dell’Università sharing-economyCattolica del Sacro Cuore di Milano. Sharitaly è diventato ormai un puntato di riferimento per chi in Italia vuole approfondire tutte le questioni legate all’economia collaborativa.
    L’edizione 2016 dell’evento, che si svolgerà a Base Milano il 15-16 novembre, sarà dedicata al tema della creazione e distruzione di valore. Le prime tre edizioni hanno cercato di delineare un quadro delle esperienze di sharing economy in Italia, aprendo la strada anche ad un’efficace regolamentazione del fenomeno nel nostro paese. Quest’anno, invece, la discussione si sposterà anche sulle contraddizioni insite nei nuovi modelli di economia collaborativa, che, in alcuni casi, causano una maggiore concentrazione della ricchezza piuttosto che una migliore distribuzione del capitale.

    Di qui la domanda alla base dello Sharitaly 2016: la sharing economy crea nuovo valore e nuove forme lavorative o depaupera le risorse esistenti? Lo abbiamo visto con il caso Uber che ha portato alla mobilitazione dei tassisti di tutto il mondo e all’avvio di procedimenti giudiziari contro il colosso mondiale del car sharing. Altrettanto incandescente è la situazione che vede coinvolti AirBnb e gli albergatori. In generale, sono tanti gli scettici e i critici in merito ai reali benefici apportati da un modello economico basato sulla disintermediazione e sul concetto di accesso come nuova forma di proprietà.
    Lo Sharitaly affronterà questi temi e tanto altro nel corso di una due giorni intensa, caratterizzata da laboratori, dibattiti e analisi di casi di studio che prenderanno in considerazione nello specifico i seguenti ambiti: finanza collaborativa (dal crowdfunding, al blockchain), open data e governance locale, co-creazione con clienti e dipendenti, abitare collaborativo, mobilità, turismo, cultura, citizen science, manifattura 4.0.
    Qui trovate tutti i dettagli per partecipare all’evento.



  • Si svolgerà a Napoli, dal 20 al 23 ottobre, la Scuola Internazionale di Cooperazione Sociale organizzata da Federsolidarietà – Confcooperative. 

    I temi di questa edizione saranno:

    • sviluppo locale e cooperazione sociale; 
    • strategie per il partenariato profit-non profit;
    • strumenti finanziari per la cooperazione sociale.

    Gli argomenti scelti riguardano da vicino le evoluzioni del Terzo Settore. Di recente in Italia è stata approvata la riforma del agricoltura socialeTerzo Settore, che incentiva l’ibridazione tra profit e non profit.
    Per questo motivo è fondamentale conoscere opportunità e limiti dell’impresa sociale per come la conosciamo oggi a livello europeo. Riuscire a coniugare i valori del non profit con le esigenze di profitto delle imprese tradizionali potrebbe essere un enorme volano per lo sviluppo economico e sociale dell’Europa, sopperendo in alcuni settori alla crisi del Welfare State.
    Un altro tema di estrema attualità è quello della finanza sociale. L’Italia da questo punto di vista si è mossa attraverso l’istituzione della Fondazione Italia Sociale, che investirà attraverso risorse pubbliche e private almeno 1 miliardo di euro (questa è la dotazione iniziale) in progetti di innovazione sociale.
    Si stanno, però, diffondendo in tutto il mondo diverse modalità di investimento sul non profit, come il Payment for Results, che vincola il finanziamento al raggiunto effettivo del risultato e all’impatto sociale dell’azione messa in atto.

    Di questo e tanto altro si parlerà nel corso della Scuola Internazionale di Cooperazione Sociale. Quest’anno, inoltre, i partecipanti dovranno presentare un’idea progettuale sul tema dell’impresa e della cooperazione sociale. Le migliori quattro saranno discusse in una sessione di lavoro con Santo Versace (Presidente della Gianni Versace spa) a margine della sessione sul partenariato profit-non profit.
    La lingua ufficiale dell’evento sarà l’inglese. Potranno partecipare 20 cooperatori sociali italiani e altri 20 cooperatori sociali stranieri.
    Di seguito trovate il programma dell’appuntamento ed il form per iscriversi. La scadenza per l’iscrizione è fissata per il 15 settembre.

     


  • forum economia digitale

    Trasformare l’economia tradizionale in un’economia digitale non è solo un obiettivo di medio periodo, ma un imperativo categorico per il sistema Italia. 

    Di questo e tanto altro si parlerà nel corso del Forum dell’Economia Digitale, in programma domani a Milano. Una recente indagine del World Economic Forum ha mostrato come il nostro Paese si trovi solamente al 45° posto in tema di economia digitale, soprattutto a causa di una scarsa efficienza del proprio forum economia digitaleapparato burocratico e giudiziario e dell’elevata tassazione che impedisce alle imprese innovative e ai venture capitalist di investire sul nostro territorio.
    Ci sono, ovviamente, anche altri problemi, come quelli riguardanti le infrastrutture, lo scarso utilizzo del web da parte delle aziende e la digitalizzazione della PA.
    In Italia, ad esempio, solamente il 60% della popolazione è online contro il 90 per cento dell’Europa del Nord.
    C’è un gap digitale, dunque, che va colmato prima di tutto con l’azione di Governo e poi con la crescita di investimenti da parte delle imprese in innovazione di processo e di prodotto.

    Sono diversi gli ospiti del Forum dell’Economia digitale, tra cui diversi membri dell’esecutivo, imprenditori e giornalisti, che proveranno a fornire soluzioni al problema della scarsa diffusione delle tecnologie digitali nell’apparato burocratico ed imprenditoriale italiano. Nel corso della giornata interverranno i ministri Orlando e Madia, che approfondiranno i temi del processo telematico e della digitalizzazione della pubblica amministrazione. Paolo Barberis, invece, consigliere per l’innovazione del Presidente del Consiglio dei Ministri, terrà il panel dal titolo “L’Italia in 4 D”.
    Sul tema, invece, delle infrastrutture e del digital divide interverranno Luca Colombo, country manager di Facebook Italia, Maximo Ibarra, amministratore delegato Wind e Agostino Santoni, amministratore delegato CISCO Italia.
    Particolarmente interessante, infine, il panel sui cambiamenti nel mondo dell‘informazione, un contesto che vede gli spettatori sempre più proiettati verso l’interattività e verso contenuti e strumenti digitali. Ne parleranno Rodolfo De Benedetti, presidente Gruppo CIR, Enrico Mentana, Giornalista e Direttore TG La7 e Marinella Soldi, Amministratore Delegato Discovery Italia.
    Per conoscere nel dettaglio gli argomenti affrontati e tutti gli ospiti presenti potete consultare il programma dell’evento.


  • coltivare il futuro

    Mercoledì 20 luglio, alle ore 10:30, presso l’azienda agricola Ferrocinto a Castrovillari (CS), verrà presentato “Coltivare il futuro”, il protocollo d’intesa stipulato da Unicredit con il Mipaaf per favorire l’accesso al credito delle aziende agricole.

    L’evento inizierà con i saluti di benvenuto di Giuseppe Nola, presidente di Campoverde Spa e con l’introduzione di Antonio De Santo (Area coltivare il futuroManager Calabria UniCredit), mentre Antonio Riccio (Referente Stakeholder Regione Sud UniCredit) e Luciano Magliulo (Penelope Spa) presenteranno il progetto e faranno luce sulle opportunità offerte alle aziende agricole calabresi e meridionali.
    Le conclusioni aranno affidate a Ciro Fiorillo – Deputy Region Sud UniCredit.
    Attraverso l’iniziativa “Coltivare il futuro” vengono investiti 6 miliardi di euro per il periodo 2016-2018 attraverso finanziamenti agevolati per le aziende agroalimentari. Verrà costituita, in particolare, una linea di credito specifica per il comparto agricolo, tenendo conto delle peculiarità del settore e delle difficoltà di ambiti come il lattiero caseario e l’ortofrutticolo.
    Sarà istituita, inoltre, l’Agri-Business School, una vera e propria scuola di formazione per gli operatori del settore in materia di finanza, export management ed innovazione tecnologica.
    Per valorizzare il Made in Italy, “Coltivare il futuro” lancia anche Value for Food“, un’iniziativa per finanziare programmi di evoluzione tecnologica delle aziende agroalimentari, coniugando attività di comunicazione e marketing territoriali, digitalizzazione degli asset informatici ed efficientamento ed automazione dei processi di filiera.
    Per conoscere i dettagli del progetto e partecipare alla conferenza di presentazione in Calabria, è necessario iscriversi a questo indirizzo.