Il periodo che va tra il 2009 e il 2011, quello caratterizzato dalla crisi ancora presente, ha rappresentato, dati di Confcommercio, per ben 50mila piccoli imprenditori il tempo della scelta di chiudere i battenti delle proprie attività. Cinquantamila commercianti che non hanno retto al peso della crisi e che, non trovando sostegno in altre forme di finanziamento (leggi Banche) di cui avrebbero avuto bisogno, hanno abbassato le saracinesche di attività intraprese, talvolta, da molto tempo e a costo di notevoli sacrifici.
Per fortuna, non per tutti è andata così. Chi ha scelto di sfidare la crisi e di dar vita a nuove attività in forma di franchising le cose sono andate decisamente meglio.
Stando ai dati di Assofranchising, nello stesso arco di tempo, i punti vendita aperti con questa particolare forma di compartecipazione, meno remunerativa di una totalmente indipendente ma anche meno rischiosa, sono cresciuti di circa 54mila unità: un dato non impressionante ma significativo visti i tempi che corrono.
Un’opportunità, quella del franchising, che va ben oltre la titolarità di chi apre una nuova attività offrendo, al contempo, opportunità occupazionali: quasi 8mila gli addetti in più coinvolti in negozi di questo settore. E, negli ultimi due anni, cresce anche il fatturato di circa 500 miliardi.
Soprattutto per il mondo giovanile, abbandonata l’idea del posto fisso, il franchising rappresenta un’opportunità rilevante che consente loro di agire da imprenditori con tutte le garanzie offerte da questo sistema commerciale. Opportunità che merita di essere sostenuta a livello locale dagli enti territoriali preposti nonché dagli istituti di credito, necessari ad erogare quel capitale iniziale che consente loro di dare vita ad una nuova attività commerciale.
I dati confermano che, la dove queste azioni sono state messe in pratica, facendo leva sulla fiducia e lo spirito combattivo dei giovani d’oggi, i risultati ci sono stati. E sono sotto gli occhi di tutti.
