La cooperazione agroalimentare apre ai mercati esteri con uno sguardo particolare verso la Cina. Le esportazioni sono diventati un importante strumento di remunerazione dei soci, specie nel settore agricolo.
I prodotti italiani sono molto apprezzati all’estero per la loro qualità e per la tradizione culinaria nostrana. Nonostante questo, però, l’Italia registra un importante gap rispetto a Spagna, Francia e Germania in termini di rapporto tra il valore delle esportazioni e quello dell’intera produzione.
Un ritardo che può essere colmato in questo particolare momento storico, grazie al mini-euro e alla spinta fornita da Expo.
Le cooperative hanno compreso la necessità di fornire una vocazione internazionale alle proprie aziende.
I prodotti agroalimentari cooperativi riescono ad avere un buon mercato in Europa e negli Stati Uniti.
Va migliorata, invece, la presenza nel contesto asiatico. L’Italia è il quinto partner commerciale della Cina tra i paesi Ue per quanto riguada la vendita di macchinari industriali e prodotti chimici.
Diversa è, invece, la situazione del mercato agricolo, dove il nostro paese paga una scarsa conoscenza dei nostri prodotti da parte della popolazione cinese e difficoltà legate alle barriere non tariffarie.
Per avvicinare le proprie associate al mercato asiatico, Confcooperative ha ospitato a Roma una delegazione del Ministero dell’Agricoltura cinese e di alcune imprese agroalimentari.
È stato un interessante momento di confronto con una realtà che offre tante opportunità per la valorizzazione dell’attività dei soci.
Erano presenti all’incontro il presidente di Confcooperative e di Conserve Italia, Maurizio Gardini, e i rappresentanti di alcune delle più importanti cooperative italiane come il consorzio vitivinicolo Caviro e la cooperative Fontana di Papa.
«Al mercato globale le cooperative rispondono con il radicamento territoriale, ma ricercando nuovi mercati per valorizzare il lavoro dei soci e remunerarli al meglio – ha dichiarato Maurizio Gardini presidente di Confcooperative «nel gruppo cooperativo che presiedo ci siamo dati l’obiettivo del +10% di export all’anno»
Problemi di lingua, culturali e ragioni di natura logistica rappresentano un ostacolo all’espansione delle esportazioni in Cina, in Giappone e nel Sud-Est asiatico che può essere superato.
L’obiettivo di Confcooperative è ovviare a queste difficoltà attraverso una serie di incontri e di accordi con le autorità e le imprese locali. La crescita del settore passa inevitabilmente attraverso questo tipo di strategia: produzione locale e commercio globale possono convivere e dare al mondo della cooperazione un futuro più certo ed internazionale.
