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    Nella giornata di ieri le organizzazioni di rappresentanza delle cooperative (Confcooperative, Legacoop e Fedagri) ed i sindacati (Fai, Flai e Uila) hanno firmato il nuovo contratto nazionale della cooperazione alimentare.

    L’intesa prevede innanzitutto un aumento salariale per gli oltre 70mila addetti del settore. Un adeguamento che avverrà in cinque tranche: 20 euro dal 1 gennaio industria alimentare dati2016, 15 dall’1 ottobre 2016, 20 dall’1 ottobre 2017, 25 dall’1 ottobre 2018, 25 dall’1 settembre 2019.
    Viene così adeguato il salario al costo della vita, seguendo il modello del rinnovo contrattuale dell’industria alimentare.
    Si punterà, inoltre, sul concetto di flessibilità, aumentando le ore da 72 a 88 ed inserendo per la prima volta nel contratto nazionale alcuni concetti come quello del lavoro agile.
    Vengono effettuati, inoltre, dei passi importanti dal punto di vista del welfare, soprattutto per i lavoratori vicini alla pensione e per le donne.
    Gli addetti con contratto a tempo indeterminato che perdono il lavoro a meno di 24 mesi dal pensionamento, potranno ricevere un contributo di sostegno al reddito; stessa cosa per chi vede trasformato il proprio rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time per consentire il ricambio generazionale.
    Vengono tutelate, infine, anche le donne con una serie di norme sulla violenza di genere, le molestie ed il mobbing. La lavoratrice che subisce delle violenze, ad esempio, ha diritto ad ulteriori tre mesi retribuiti a carico dell’azienda oltre ai tre mesi già previsti dalla legge.