Un evento dal titolo e dal luogo simbolico. Si è svolto oggi a Castrovillari (CS), nella sede della cooperativa OSAS-Campoverde, il convegno sul caporalato dal titolo “Il pane e le rose”, un’iniziativa di Cgil che ha visto come ospite tra gli altri il Segretario Generale Nazionale della Flai (Federazione del Lavoro Agricolo italiano) Stefania Crogi.
“Il pane e le rose” era uno dei motti delle suffragette e torna di attualità in un momento come questo dove le donne faticano ancora ad emergere nei ruoli apicali della società e ad affermare pienamente i propri diritti.
Anche la scelta del luogo dell’incontro ha un alto valore simbolico. Organizzare, infatti, un’iniziativa di matrice sindacale in un’impresa è senza dubbio una scelta coraggiosa, ma allo stesso tempo vincente.
La cooperativa OSAS-Campoverde, operante nel mercato delle pesche e nettarine e del kiwi, rappresenta un modello virtuoso per tutte le aziende agricole
meridionali, in un contesto, quello calabrese e nello specifico della Piana di Sibari, dove la piaga sociale del caporalato è diffusa a macchia d’olio.
Il caporalato ed il lavoro sommerso sono problemi che non riguardano solamente i lavoratori, i cui diritti vengono indegnamente e costantemente calpestati, ma anche le imprese oneste, che subiscono la concorrenza sleale di chi abbatte i costi attraverso pratiche di sfruttamento della manodopera.
È necessario, dunque, unire le forze: solo con l’impegno comune di lavoratori, aziende, enti regionali e Stato è possibile ricondurre il mercato agricolo sui binari della legalità.
«Quando è nata Osas una cinquantina d’anni fa – ha commentato Giuseppe Nola, presidente del gruppo OSAS-Campoverde – eravamo tutti d’accordo che non sarebbe stato possibile fare sviluppo con un salario basso. Siamo sempre stati la punta di diamante nella contrattazione anche a livello meridionale.
La crisi e la globalizzazione hanno portato OSAS ad essere fuori mercato per il costo del lavoro. Abbiamo bisogno che la grande distribuzione non strozzi il produttore sui prezzi e che la Regione Calabria sia più efficiente nella gestione dei fondi comunitari».
Il settore agricolo sta vivendo un periodo molto complesso. I prezzi dei prodotti, specie nel comparto ortofrutticolo e lattiero caseario, sono poco remunerativi; i produttori non riescono più a reggere l’elevato costo della produzione.
C’è il rischio che una situazione di questo tipo faccia crescere la schiera delle aziende agricole che scelgono la via dell’illegalità e che si rivolgono ai cosiddetti “caporali” per trovare manodopera a basso costo, soprattutto tra i migranti.
Il segretario generale nazionale della Flai Cgil, Stefania Crogi, ha le idee chiare su come combattere il caporalato. Da anni il vertice dell’associazione di rappresentanza dei lavoratori propone l’istituzione di un organismo pubblico che faccia il matching tra domanda e offerta di lavoro per evitare che i produttori possano rivolgersi ai caporali per sopperire alla scarsità di forza lavoro nei periodi della raccolta.
Dal 1° settembre è stata finalmente istitutita la Rete del lavoro agricolo di qualità, un sistema che incrociando i dati dell’Inps, dei centri per l’impiego e degli uffici immigrazione, fornisce alle imprese agricole un vero e proprio database dei lavoratori disponibili.
Una novità normativa accolta con grande soddisfazione da Stefania Crogi: «Abbiamo uno strumento che è la rete del lavoro agricolo di qualità, attraverso il quale si può effettuare il matching tra domanda e offerta di lavoro in un luogo pubblico. Basta mettere insieme i dati dell inps, dei centri per l’impiego e degli uffici immigrazione per fornire lavoro alle aziende agricole con costo zero per lo stato. Tra i vantaggi della rete c’è anche la certificazione di qualità che le aziende ricevono iscrivendosi ed abbattendo così tutti i costi necessari per ottenerla.
Bisogna avere il coraggio di espellere dalle associazioni di rappresentanza le aziende che non si iscrivono alla rete e prevedere delle misure di premialità per chi rispetta le regole ed opera sul mercato in maniera onesta da anni».
Il Segretario nazionale della Flai Cgil ha sposato anche la causa dell’Alleanza delle Cooperative, firmando la legge di iniziativa popolare contro le false cooperative.
La battaglia contro l’illegalità deve essere un fronte comune tra istituzioni, imprese e sindacati dei lavoratori: la lotta contro le cooperative spurie è l’esempio di come la società civile possa unirsi e raggiungere obiettivi dall’alto valore civico.

