• Con 287 voti favorevoli, 173 contrari e 3 astenuti, la Camera dei Deputati approvato la questione di fiducia sul decreto banche. 

    Il provvedimento, fortemente osteggiato dalle opposizioni, disciplina le modalità di rimborso di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife e soprattutto modifica il cosiddetto patto marciano, dando la possibilità alle banche di impossessarsi dei beni degli imprenditori inadempienti dopo solo tre rate non pagate.
    decreto salva bancheMa andiamo con ordine. Il decreto banche stabilisce, innanzitutto, i criteri di recupero di obbligazioni e azioni da parte dei clienti delle quattro banche in risoluzione. Viene alzato da quattro a sei mesi il periodo di tempo per presentare istanza di rimborso.
    Il provvedimento, inoltre, prevede il rimborso automatico per i soggetti colpiti dalla risoluzione dei quattro istituti purché abbiano un patrimonio mobiliare inferiore ai 100.000 euro ed un reddito personale non superiore ai 35mila euro.
    Chi non possiede i requisiti potrà ricorrere alla procedura arbitrale. Il richiedente dovrà, inoltre, presentare i seguenti documenti:

    • il contratto di acquisto degli strumenti finanziari subordinati;
    • i moduli di sottoscrizione o d’ordine di acquisto;
    • l’attestazione degli ordini eseguiti;
    • una dichiarazione sulla consistenza del patrimonio mobiliare.

    L’aspetto più discusso del decreto è il cosiddetto patto marciano. In caso di inadempienza di un imprenditore nei confronti dell’istituto finanziario, quest’ultimo potrà impossessarsi in breve tempo del bene posto a garanzia del mutuo.
    Questo avverrà “quando il mancato pagamento si protrae per oltre sei mesi dalla scadenza di almeno tre rate, anche non consecutive”. Ci sono, però, alcuni mutui che non prevedono rate mensili, ma superiori al mese. In questo caso basterà una sola rata non pagata per fare scattare dopo sei mesi il pignoramento.