All’apparenza un decreto sanità come tanti, quello approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, ma che nella sostanza mira ad un obiettivo preciso più volte richiamato dal titolare della salute Renato Balduzzi: ottenere risparmi e maggiori servizi (sembra un ossimoro) agendo sugli stili di vita degli italiani. Ivi compresi quelli degli amministratori di aziende sanitarie e dei responsabili dei governi locali.
Un decreto sofferto, forti sono state le pressioni dei politici regionali, sindacati e di “rappresentanti-ombra” di lobbie di vari settori, che ha subito diversi rimaneggiamenti (da 27 a 16 articoli) e subito alcune sconfitte. Lo spirito, tuttavia, rimane intatto, nella speranza che nei successivi passaggi parlamentari lo stesso rimanga salvaguardato se non, meglio, consolidato e rafforzato.
Una scelta e una direzione che convince, abituati, come siamo, a chiedere sempre più servizi sanitari e disconoscendo ogni comportamento (diretto e indiretto) lesivo della nostra e altrui salute. Quando si dice, una cosa ben fatta: si imbocca una via e si scelgono, conseguenzialmente, tutte le azioni, anche quelle apparentemente distanti, capaci di perseguire quella via intrapresa. Merito di un ministro “tecnico” fuori dalle logiche dei partiti, interessato davvero al bene comune: ciò che ci si auspica per ogni capo dicastero a partire dal prossimo aprile.
Il Decreto, accompagnato dallo slogan “7 giorni su 7, h24” per aver (finalmente) riordinato l’assistenza sanitaria territoriale, dicevamo, fa leva sugli stili di vita. Ecco allora i provvedimenti in tale direzione.
Sicurezza alimentare e sanità veterinaria. Si introduce l’obbligo di avviso ai consumatori, con appositi cartelli affissi nei punti vendita, dei rischi connessi al consumo di latte crudo e pesce crudo e il divieto di somministrazione degli stessi nell’ambito della ristorazione collettiva, anche di quella scolastica. Sono previste misure sanzionatorie nei confronti delle Regioni in ritardo nei programmi di contrasto alle malattie infettive e diffusive del bestiame. Per le Regioni inadempienti è prevista la nomina di appositi commissari. È previsto che, fatta salva la verifica della compatibilità comunitaria della misura, sia aumentato il contenuto di succo naturale di frutta dal 12 al 20% nelle bevande analcoliche che utilizzano la denominazione della frutta medesima. Non è passata la tassa sulle bevande gassate.
Ludopatie. Sono state introdotte disposizioni per: limitare la pubblicità dei giochi con vincite in denaro con particolare riguardo alla tutela dei minori, con l’obbligo di esplicitare le probabilità di vincita e il rischio di dipendenza dal gioco. Vietare l’accesso dei minori alle sale ovvero alle aree destinate al gioco. Effettuare controlli mirati per verificare il rispetto di norme a tutela dei minori. Si restringe l’area off limits (scuole, università, luoghi di culto, nosocomi) per sale scommesse e sale giochi che, rispetto alle prime bozze, da 500 metri passa a 200 metri.
Certificati per l’attività sportiva amatoriale. Verranno predisposte linee guida per idonee certificazioni mediche e l’effettuazione di controlli sanitari sui praticanti e l’obbligo della presenza di defibrillatori automatici in tutte le società sportive, professionali e dilettantistiche.
Limitazione vendita di prodotti del tabacco. Vietata la vendita di tabacco ai minori di 18 anni (il limite era a 16) con sanzioni per gli esercenti da 250 a 1000 euro, che passano da 500 a 2000 euro con la sospensione della licenza per tre mesi in caso di recidiva.
Cibi per l’infanzia. Potranno essere prodotti solo in stabilimenti autorizzati dal ministero della Salute. Idem per integratori alimentari e cibi addizionati con vitamine e minerali.
Il “resto”, comunque di fondamentale importanza nel riordino della sanità, riguarda le nomine dei primari, le aggregazioni fra professionisti, la responsabilità professionale, l’edilizia sanitaria.
Un decreto ben fatto, augurandoci che nella fase parlamentare i nostri politici non si comportino a danno della collettività salvaguardando interessi personali e di parte.
