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    Il Digital Economy and Society Index (DESI) è uno strumento che misura il progresso dei paesi europei in materia di digitale. 
    L’indagine è giunta alla sua seconda edizione e rientra all’interno della Single Digital Market Strategy della Commissione Europea, il programma comunitario che si pone come obiettivo quello di portare entro il 2020 l’Europa ai livelli di Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud per connettività e competenze digitali. 

    Il DESI prende in considerazione trenta indicatori per ogni paese membro suddivisi in cinque macro-categorie:

    • Connettività: diffusione e velocità della connessione a banda larga;
    • Capitale umano e competenze digitali: conoscenze e competenze digitali della popolazione europea;
    • Utilizzo di internet: uso della rete per effettuare operazioni come pagamenti o ricerca di news;
    • Integrazione delle tecnologie digitali: implementazione delle tecnologie digitali come il cloud service o l’e-commerce nelle aziende;
    • Servizi pubblici digitali: gli strumenti online messi a disposizione dalla PA.

    L’Europa nel suo complesso ha ottenuto un punteggio di 0,52 su 1 migliorando di pochissimo lo 0,50 dell’anno scorso. Si tratta, dunque, di una crescita piuttosto lenta, soprattutto in alcune categorie come quelle della banda larga e delle competenze digitali.
    digitale europaC’è da dire, però, che per la prima volta i paesi europei con lo score più alto nel DESI sono ai livelli delle migliori nazioni mondiali in tema di digitale.
    Al primo posto troviamo la Danimarca, davanti a Olanda, Svezia e Finlandia. L’Italia si trova solamente al 25° posto su 28 paesi, evidenziando sì una crescita che le consente di essere inserita nel gruppo dei “catching up” (paesi che stanno rimontando), ma non sufficiente per parlare di annullamento del digital divide.
    Tra le realtà che stanno crescendo in misura maggiore troviamo Olanda, Estonia, Germania, Malta, Austria e Portogallo.
    In generale l’unico paese che ha mostrato un arretramento è la Svezia.

    Se analizziamo i risultati delle singoli categorie, la Commissione evidenzia come oggi il 71% delle case europee può accedere ad una connessione a banda ultralarga (almeno 30 Mbps), con un aumento di nove punti percentuali rispetto all’anno scorso.
    L’obiettivo, dunque, di coprire il 100% della popolazione entro il 2020 sembra più credibile nonostante ci siano paesi, tra i quali l’Italia, che fanno registrare dei ritardi piuttosto evidenti.
    Preoccupano le competenze digitali dei cittadini europei. Il 45% della popolazione dell’Unione europea, infatti, non possiede le competenze digitali base (corretto utilizzo della propria casella di posta elettronica o degli strumenti editoriali). Male anche l’e-commerce. Il DESI segnala, infatti, che il 65% degli utenti Internet compie degli acquisti online, mentre solo il 16% delle PMI vende online e solo il 7,5% vende al di fuori dei propri confini nazionali.
    Per questo motivo la Commissione ha annunciato che presenterà a Maggio un pacchetto legislativo con l’obiettivo di incrementare il commercio online attraverso delle misure volte a migliorare la trasparenza e a garantire i consumatori che acquistano all’estero.
    Rimane stabile, infine, il numero di cittadini europei che interagisce con la pubblica amministrazione online (32%).