• Il crollo del prezzo del petrolio pare non arrestarsi più. I dati della giornata di ieri sono emblematici: il greggio è addirittura sceso sotto la soglia dei 45 dollari al barile.
    Una delle tante spiegazioni sul crollo del petrolio riguarda l’enorme divario tra domanda ed offerta. Secondo quanto riportato dal governo degli Emirati Arabi Uniti, la domanda si attesta ormai a due milioni di barili al giorno al cospetto di una produzione di oltre 30 milioni.
    E l’aspetto più eclatante è che l’Opec non sembra intenzionata a ridurre la produzione. Ciò comporterà, con ogni probabilità, un’ulteriore riduzione dei prezzi del petrolio fino a farlo arrivare ai livelli raggiunti durante la Guerra del Golfo.
    Come era lecito aspettarsi, anche il prezzo della benzina risente di questa situazione. Basti pensare che in Italia la verde è a 1,5 euro, facendo registrare un ribasso del -16,5% rispetto al livello massimo raggiunto.

    28102014Ma non è solo il costo del greggio a preoccupare l’economia internazionale. Continua, infatti, la svalutazione dell’euro. I tassi di cambio odierni rappresentano il minimo storico dal 2005 ad oggi.
    Il rapporto euro/dollaro è, infatti, a quota 1,1766. Una cifra ormai stabile su livelli bassi e che costringerà le istituzioni europee a porsi degli interrogativi in un futuro prossimo.
    Se è vero che i paesi esportatori, come l’Italia, beneficeranno di questa soglia, avere una moneta così debole non è mai un bene per chi l’adotta.
    Il mese di gennaio si rivelerà comunque decisivo per l’Euro. C’è grande attesa per le misure di politica monetaria che verranno adottate dalla Bce, ma cosa ancora più importante si saprà quale sarà il destino della Grecia.
    Le elezioni del 25 gennaio ed il relativo vincitore ci diranno se il paese ellenico deciderà di rimanere o meno nell’Eurozona. Le voci attuali parlano di uno Tsipras disposto a restare all’interno dell’Euro qualora dovesse vincere le consultazioni, a patto di una rivisitazione importante del debito tra la Grecia e le istituzioni europee.