In questi giorni è in corso il processo di rinnovamento di Confcooperative con varie assemblee regionali in tutta Italia, che tipo di esperienza avete vissuto viaggiando per le cooperative in giro per l’Italia e a che punto è lo stato di rinnovamento di Confcooperative?
Intanto una bella esperienza. Stiamo viaggiando in tutta Italia, stiamo partecipando a tutte le assemblee delle unioni regionali e gran parte di quelle provinciali. Troviamo un grande entusiasmo e c’è un rinnovamento di classe dirigente, sia di tipo generazionale che di genere. C’è quindi un ingresso di donne, mi piace dirlo e sottolinearlo proprio oggi che è l’8 marzo, dento i consigli di presidenza delle unioni territoriali. Un entusiasmo e una partecipazione di cooperativa accompagnate non solo dal rinnovo degli organi questa stagione assembleare ma anche da un riordino territoriale che stiamo facendo su tutto il territorio nazionale per rendere Confcooperative un’ organizzazione di rappresentanza che risponda ai tempi di oggi e alle esigenze delle nostre cooperative.
Quali dovranno essere i prossimi passi di Confcooperative per essere veramente un’organizzazione moderna, efficiente e anche più vicina alle esigenze delle associate?
Partiamo intanto da un obiettivo che ci è stato consegnato da una conferenza organizzativa che abbiamo realizzato nel 2013, rimettere al centro di tutta la nostra attività politico, sindacale e di rappresentanza le cooperative e i loro soci. Non dimentichiamo che le cooperative sono forme di impresa differenti perché al centro della loro attività mettono il socio, la persona, l’individuo e quindi da questo noi ricostruiamo e ripartiamo per la nostra azione di rappresentanza: la persona al centro, la coop al centro di tutti i nostri interessi. La rappresentanza che stiamo già realizzando è una rappresentanza più vicina alle cooperative. Diciamo sempre che preferiamo avere meno sedi ma essere più vicini e più di prossimità alle nostre imprese . Questo significa anche garantire a tutta la base di cooperative associate uguali modalità di gestire la rappresentanza e uguali opportunità di garantire dei servizi.
Dopo i numerosi scandali che hanno colpito il mondo della cooperazione sicuramente l’immagine delle cooperative in tutta Italia non è positiva. Che ruolo può avere un’organizzazione di rappresentanza come Confcooperative per comunicare quali sono le esperienze positive del mondo della cooperazione?
Intanto una precisazione: i fatti che hanno visto assurgere alla cronaca esperienze cooperative sono pochi esempi cattivi. Pessimi esempi di chi ha sfruttato lo strumento cooperativo per fare malaffare. Noi condanniamo questi episodi e vorrei sottolineare che quando a sbagliare è un’impresa di capitali non si condanna tutta l’industria e tutta l’imprenditoria italiana, quindi ci piacerebbe che non si accomunassero pochi sporadici casi con tutta la cooperazione che in Italia è presente ed è una fetta fondamentale dell’economia in tutti i settori economici e produttivi: dal sociale all’abitazione all’assistenza socio-sanitaria alla cooperazione agricola, molto forte anche in questa realtà della Calabria. Questa è una precazione doverosa. Noi abbiamo messo in atto dei meccanismi che aumentano le nostre capacità di far crescere gli anticorpi contro questi episodi, siamo intervenuti, in alcuni casi, ancor prima che arrivassero le indagini della magistratura. Abbiamo elevato la nostra capacità interna, come associazione, di monitorare e di vigilare nei confronti di cooperative che noi definiamo spurie o false cooperative. Abbiamo espulso dalla nostra base associativa molte cooperative, tutte quelle che, ad esempio, non si fanno revisionare. Abbiamo aumentato il nostro livello di autodifesa nei confronti di questi fenomeni. Non solo , abbiamo messo in atto assieme alle altre organizzazioni della cooperazione, con cui stiamo costituendo e abbiamo costituito l’alleanza delle cooperative in Italia, una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare che abbiamo depositato alla camera nel corso del 2015. Una legge che ci difende dalla falsa cooperazione. Vogliamo lavorare e abbiamo lavorato insieme alle istituzioni, insieme alla politica, insieme all’A.N.A.C. proprio perché vogliamo aumentare questa capacità di difenderci da fenomeni che danneggiano la vera, autentica e reale cooperazione.

