Dopo mesi di previsioni e dati negativi, l’Italia vede la strada della ripresa. Lo dicono diversi centri di ricerca e lo hanno ribadito nei giorni scorsi Confindustria e Istat.
Una serie di fattori contingenti a livello internazionale spingono l’Italia a guardare al futuro con maggiore fiducia.
La svalutazione dell’Euro, il crollo del prezzo delle materie prime e le misure espansive adottate dalla Bce creano una spirale positiva all’interno dell’economia italiana.
Un dato su tutti proviene dall’Istat e riguarda l’indice di fiducia dei consumatori. Secondo l’Istituto di Statistica nel mese di gennaio il cosiddetto indice composito del clima di fiducia dei consumatori fa registrare un sensibile aumento, passando da 99,9 a 104 punti.
Stesso andamento per l’indice di fiducia delle imprese, che da dicembre 2014 a gennaio 2015 vede un rialzo di 4 punti esatti (da 87,6 a 91,6).
Queste elaborazioni raccontano di un clima di cauto ottimismo che si sta diffondendo nella società italiana.
Atmosfera confermata da altri dati aggregati e previsione degli istituti di ricerca. Uno dei settori maggiormente in difficoltà durante le crisi, specie nel mercato americano, è stato quello immobiliare.
Anche la compravendita delle case ha avuto una variazione positiva. Come riportato dalla stessa Istat “rispetto al III trimestre del 2013 (luglio-settembre), segnali di miglioramento si registrano sia nel comparto immobiliare ad uso abitazione ed accessori (+3,7%), sia nel comparto economico (+4,8%)”.
Come fa notare il Corriere della Sera, il miglioramento delle vendite è certamente dovuto anche l’avvento di nuovo mutui a tassi agevolati, il che ha favorito senza dubbio una parziale ripresa del settore immobiliare.
Sono positivi, infine, anche i dati sull’export, la produzione industriale ed il Pil, merito della svalutazione dell’Euro e del rafforzamento del dollaro, che consentono all’Italia una proficua esportazione dei propri prodotto sul mercato americano.
Le previsioni sul Pil sono positive ed arrivano da più centri di ricerca. Nei giorni scorsi Confindustria ed Istat hanno parlato di una crescita del Prodotto Interno Lordo attestabile attorno ai due punti percentuale nei prossimi due anni.
Anche il centro di ricerche econometriche Prometeia, parla di un aumento del Pil dello 0,7% nel 2015.
Un dato che potrebbe migliorare nella seconda parte dell’anno, quando l’effetto del Qe e dell’Expo potrebbero generare effetti benefici per l’economia italiana, generando investimenti e ricavi, soprattutto nel settore turistico.

