• Gardini Confcooperative

    Il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, è intervenuto a Expo 2015 nel corso di “Made in It(eat)aly” l’evento, organizzato da Fedagri Confcooperative Lombardia a Cascina Triulza.

    L’argomento principale dell’incontro è stata la crisi che stanno vivendo alcuni settori agricoli, su tutti lo zootecnico, il lattiero caseario e l’ortofrutticolo. Nella giornata di ieri c’è stata una protesta imponente di centinaia di produttori francesi, che hanno bloccato le strade di Parigi manifestando contro le scelte della classica politica francese.
    L’agricoltura non è più una priorità non solo per la Francia, ma per l’Europa intera. Le politiche agricole continentali sono ancorate a logiche vecchie, trascurando così quella che è ancora una risorsa fondamentale soprattutto per i Paesi del Mediterraneo.
    Gardini_Confcooperative_MicrocreditoNon è un caso che il 7 settembre gli agricoltori aderenti al Copa-Cogeca protesteranno di fronte alla sede del Consiglio per chiedere misure di supporto al settore zootecnico ed ortofrutticolo ed una maggiore attenzione verso l’intero mondo agricolo.
    Gardini è consapevole della grave situazione ed indica la strada da intraprendere: «I dati dell’Istat e quanto accaduto a Parigi, sono due fatti, due notizie che ci fanno capire che abbiamo bisogno di atteggiamenti coerenti da parte della politica e dobbiamo porre fine alle divisioni in agricoltura. Abbiamo due facce dell’agricoltura che possono e devono convivere: una più legata alle produzioni tipiche e a denominazione ed una più proiettata al mercato che deve poter crescere dimensionalmente».

    «La cooperazione deve fare uno scatto ancora maggiore per valorizzare le filiere produttive – aggiunge Gardini – Penso che siano obbligate ad andare all’estero, a esportare, a strutturarsi per essere competitive sui mercati emergenti. Non devono esistere limiti alla capacità di espandersi delle nostre imprese. Alle imprese cooperative possono mancare i soldi ma non il coraggio e l’ambizione di crescere».
    Più volte in questa sede abbiamo sottolineato come la crescita dimensionale non sia una scelta in contraddizione con la natura giuridica della forma cooperativa. Diventare più competitivi ed accedere ai mercati esteri diventa al contrario una scelta doverosa per un’azienda che vuole remunerare al meglio i propri soci e creare lavoro per la comunità locale.
    Un punto di vista condiviso anche da Fabio Perini, presidente di Fedagri Confcooperative Lombardia, che esalta anche l’apporto fornito dalla cooperazione agricola al Made in Italy: «La qualità e la distintività del Made in Italy coniugate con l’innovazione, la propensione ai mercati esteri e la concentrazione dell’offerta sono i punti di forza delle filiere cooperative evidenziati di Fedagri Lombardia (230 cooperative e oltre 3 miliardi di fatturato). La cooperazione recita un ruolo di primo piano nella promozione e tutela delle principali Dop italiane, valorizzando non solo le produzioni ma anche i territori, un valore aggiunto che viene ridistribuito a beneficio dei soci e delle comunità».