• Rialzo del livello dei prezzi, rilancio dell’export, ma anche risanamento del debito pubblico.
    Il Quantitative easing, ovvero l’acquisto di titoli di stato degli stati membri da parte della Bce, comporterà i vantaggi appena elencati.
    Gli obiettivi primari dell’operazione di Mario Draghi sono riportare l’inflazione ad un tasso vicino al +2% e svalutare l’Euro per rendere le merci continentali più appetibili sui mercati extra Ue.
    La strategia dell’Eurotower, però, abbraccia a 360 gradi anche i conti pubblici degli stati membri. Il Qe, infatti, ha degli effetti rilevanti anche sul debito dei paesi coinvolti, tra i quali ovviamente l’Italia.

    draghiDa quando la Bce ha lanciato la misura eccezionale di politica monetaria i tassi d’interesse sui titoli di stato sono scesi in maniera vertiginosa. Nei primi tre mesi del 2015 sono stati protagonisti di un calo che li ha portati ad un livello record dello 0,85%.
    Per avere un parametro di riferimento, basta pensare che un anno fa i tassi d’interesse medi sui titoli pubblici erano superiori al 2%.
    Il quadro, dunque, è molto favorevole.  La vendita dei titoli di stato a tassi così bassi porterà nel lungo periodo ad un notevole risparmio per le casse dello Stato.
    Secondo i calcoli del Corriere della Sera, il Tesoro italiano potrebbe addirittura risparmiare 3-4 miliardi di euro sulla spesa per interessi dei titoli pubblici.
    Sarebbe una vera e propria boccata d’ossigeno per un paese che ha bisogno di rivedere le proprie finanze pubbliche.
    Per ottenere un ulteriore risparmio, il Ministero dell’Economia starebbe pensando anche di alzare di tre mesi la vita media dei titoli pubblici, che allo stato attuale è di 6 anni e 5 mesi.

    Gli interessi per i titoli pubblici rappresentano una quota importante del deficit italiano. Bisognerà essere bravi a sfruttare questa opportunità fornita dalla Bce per migliorare i propri conti pubblici ed avere così maggiore forza contrattuale in sede europea.
    Le prime aste dal lancio del Qe stanno andando particolarmente bene per l’Italia. E non si tratta solo dei bond a breve scadenza, ma anche di quelli a lungo termine.
    Come riporta il Corriere della Sera, nella sola giornata di giovedì sono stati venduti Btp trentennali ad un tasso irrisorio dell’1,86%. Il guadagno per le casse pubbliche è stato di 1 miliardo e 750 milioni di euro.
    Le prospettive per il futuro sembrano essere rosee. L’Italia dovrà essere a brava a sfruttare questo momento favorevole sui mercati accompagnandolo con adeguate riforme strutturali ed interventi di modernizzazione del paese.