Negli ultimi cinque anni, in Italia, il consumo pro-capite di latte è diminuito del 24% mentre sono cresciute a dismisura le vendite delle varianti a base vegetali.
Cambiano, dunque, le abitudini di consumo degli italiani e con esse anche le scelte delle aziende leader del settore. Una di queste è Granarolo, primo produttore
nazionale del comparto lattiero-caseario.
Già da qualche anno l’azienda emiliana ha deciso di investire su prodotti collaterali al latte vaccino, con un’attenzione particolare al biologico.
Come riportato nell’edizione odierna del Corriere Economia, Granarolo ha avviato la riconversione delle sue stalle al biologico con l’obiettivo di diventare il primo produttore nazionale di latte bio.
Gli italiani non si fidano più della provenienza del latte e, a causa delle frequenti intolleranze alimentari, optano per prodotti ad alta digeribilità o per il latte vegetale.
Quest’ultimo rappresenta un mercato da 187 milioni di euro e nel 2015 ha visto una crescita del 17%.
Se il comparto del latte fresco soffre, dunque, non si può dire lo stesso per le altre specialità. Granarolo ha deciso allora di investire nella diversificazione produttiva, puntando sui formaggi e sulle bevande a base vegetale come il latte di soia, di mandorle e di cocco.
Per questo motivo recentemente il gruppo emiliano ha acquisito Conbio, azienda leader in questa fetta di mercato. Come dichiarato al Corriere Economia da Giampiero Calzolari, presidente di Granarolo, la coop emiliana punta ad incrementare rapidamente il fatturato fatto registrare in questa specifica area, che ammonta già a 25 milioni di euro.
Tra gli obiettivi dell’azienda c’è anche quello di creare una piattaforma di specialità tipiche italiane da vendere in tutto il mondo. In questo senso vanno le acquisizioni effettuate in Nuova Zelanda, Stati Uniti, Svezia o Svizzera, che consentiranno di incrementare in maniera cospicua le proprie esportazioni, passate già dal 4% al 16% in soli due anni.

