• Il Governo greco ha ordinato la chiusura delle banche e della borsa fino a martedì 7 luglio, il giorno dopo il referendum sulle proposte dei creditori.

    La Grecia vive oggi il suo primo giorno senza banche. Un evento rivoluzionario per un paese occidentale che rischia di sconvolgere la quotidianità dei cittadini greci.
    In realtà la vita della popolazione ellenica è stata stravolta da parecchi mesi ormai, con alcuni servizi essenziali non garantiti e la scure dei creditori europei sempre pronta ad abbattersi su di loro. Adesso ad incombere sulla Grecia e sull’intero Unione Europea c’è un altro spauracchio ed è quello dell’uscita ellenica dall’Euro, un evento dalle conseguenza imprevedibile per entrambi gli attori.
    tsiprasNei giorni scorsi molti cittadini sono accorsi negli istituti di credito per prelevare quanto possiedono in banca; hanno sopportato lunghe code prevedendo un giorno come questo, una giornata senza banche, per appunto.
    Ma cosa vuol dire nel 2015, nell’era della finanza internazionale, dell’e-commerce e delle carte di credito vivere senza l’ausilio degli istituti finanziari?

    Il timore di un caos generalizzato è forte nelle istituzioni governative greche, se è vero che l’esecutivo ha deciso di sospendere le ferie della polizia in previsione di eventuali disordini.
    Caos che in realtà, fin qui, è stato piuttosto limitato. Nonostante la situazione in terra ellenica sembri piuttosto tranquilla, gli effetti della chiusura delle banche sono pesanti su tutta la vita economica del paese.
    I cittadini sono portati inevitabilmente a centellinare il contante disponibile. Da domani gli sportelli saranno aperti, ma potrà essere prelevata una cifra massima di 60 euro (limite non valido per i possessori di carte di credito straniere per non penalizzare le attività turistiche); la presenza di una soglia giornaliera di questo tipo rappresenta un enorme freno ai consumi ed un conseguente grave danno alle attività commerciali.
    Dal panettiere al macellaio, passando per il negozio di abbigliamento, tutti devono convivere con una contrazione dei guadagni che spinge il paese verso una depressione pressoché permanente.
    Una giornata senza banche porta il Governo a rendere i mezzi pubblici gratuiti, i cittadini a razionare le proprie spese e le attività commerciali ad abbassare i prezzi o a vendere solo le merci meno pregiate.
    Il lunedì greco, dunque, vive un’atmosfera surreale, ma non è certo questo l’unico aspetto surreale di una situazione che si trascina ormai da anni.