Con 146 voti favorevoli, 74 contrari e 16 astenuti, il Senato ha approvato la riforma del Terzo Settore.
Dopo oltre due anni di discussioni e polemiche, il testo ha passato il vaglio del Senato e tornerà alla Camera per la (probabile) approvazione definitiva.
Si tratta di una legge delega: spetterà al Governo presentare, entro la fine del 2016, i decreti attuativi.
Il provvedimento presenta diverse novità che andranno a cambiare profondamente il mondo del sociale.
All’articolo uno viene innanzitutto data una definizione di Terzo Settore come “quella sfera di attività, né statale né commerciale (mercato) riconducibile a enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristiche“.
La prima innovazione riguarda, per l’appunto, il riconoscimento giuridico che viene dato al mondo del Terzo Settore, con l’annesso ampliamento dei soggetti riconosciuti come imprese sociali.
Come recita il testo della delega, fanno parte dell’universo del Terzo Settore “le organizzazioni che promuovono e realizzano attività di interesse generale mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi“. Oltre, dunque, alle cooperative sociali, alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale, possono assumere la dizione di impresa sociale anche forme d’impresa come le Srl e le Spa nei limiti massimi previsti per le cooperative a mutualità prevalente; stesso discorso per le fondazioni che non potranno in alcun modo distribuire gli utili.
Viene riconosciuta, dunque, all’impresa sociale una rilevante funzione di sviluppo per il paese. Il Governo intende, dunque, promuovere la loro attività e per farlo, istituisce, attraverso un apposito emendamento scritto dall’esecutivo, la Fondazione Italia sociale.
Si tratta di un’organizzazione, che attraverso un misto di risorse pubbliche e private, “dovrà realizzare e sviluppare interventi innovativi caratterizzati dalla produzione di beni e servizi senza scopo di lucro con elevato impatto sociale e occupazionale“. Tra le modalità di investimento sono previsti investimenti diretti, partenariati e strumenti di finanza sociale.
Il capitale iniziale sarà di un 1 milione di euro, mentre la sede della Fondazione sarà a Milano.
L’articolo 5 della delega ridefinisce, inoltre, la funzione dei Centri di Servizio per il Volontariato, assegnando alle organizzazioni del Terzo Settore un ruolo più attivo nella loro costituzione.
Il provvedimento istituisce, infine, il Servizio Civile Universale. I giovani di età compresa tra i 18 ed i 28 anni potranno prendere parte ad “iniziative riconducibili alla promozione della pace e della non violenza e alla cooperazione allo sviluppo” anche in altri paesi dell’Unione Europea nell’ottica di un servizio civile europeo.

